Politica
Elezioni Lecco 2020

Silvio Fumagalli, candidato Sindaco M5S Lecco, si presenta

"Perché penso di essere adatto per la carica di sindaco di questa città? Perché, oltre al legame che ho con Lecco, non ho legami con alcun “portatore di interessi” da compiacere"

Silvio Fumagalli, candidato Sindaco M5S Lecco, si presenta
Politica Lecco e dintorni, 26 Maggio 2020 ore 10:17

E' Silvio Fumagalli il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni amministrative a Lecco. Ecco la sua auto presentazione.

Silvio Fumagalli, candidato Sindaco M5S Lecco, candidato Sindaco del Movimento 5 Stelle si presenta

Mi chiamo Silvio Fumagalli, vivo al Caleotto, ho 28 anni, una laurea in scienze Statistiche ed Economiche, una moglie e la voglia di diventare sindaco di questa città. Ma andiamo un passo alla volta.

Sono nato e vissuto a Lecco. Ho iniziato a vedere tanti altri bambini alla scuola dell'infanzia Caleotto, ho imparato a leggere e scrivere alla scuola elementare De Amicis, alla scuola media Stoppani mi sono chiesto cosa avrei voluto fare da grande e allo scientifico ho deciso che avrei studiato statistica. E così ho fatto, laureandomi in Bicocca prima e in Cattolica poi in Scienze Statistiche ed Economiche. Dopodiché ho iniziato a lavorare negli uffici statistici prima di una società di credito al consumo, ora di una multinazionale di consulenza, sempre a Milano.

Ciò che sono oggi ha avuto origine nei luoghi di questa città. Negli oratori di San Nicolò, Germanedo e Belledo ho iniziato a conoscere tante persone che poi sono diventate mie amiche. Nella Belledense, nell'Aurora San Francesco e nel GSG Lecco ho imparato a giocare a basket e a fare squadra. Ho solcato i campetti di San Giovanni (quando ancora c'erano dei bei canestri!) e di Germanedo innumerevoli pomeriggi primaverili ed estivi. Grazie ai bellissimi monti da cui siamo circondati, la voglia di camminare in montagna mi ha accompagnato dalle Dolomiti all'Islanda, e non potrei fare a meno di esse. Forse, ma spero di no, sono uno dei pochi italiani che preferisce il lago al mare: come potrebbe non essere così, con un lago così unico (in Norvegia ho visto i fiordi: meglio il nostro lago!)!

Quindi, chiarito che sento Lecco scorrere, la domanda è: perché voglio diventare il sindaco di questa città? Perché Lecco non è solo la città che mi ha creato, Lecco è la città dove voglio stare. Ho avuto la fortuna, nell'ultimo decennio, di viaggiare tantissimo, specialmente in Europa. Ho visto città e paesaggi splendidi, ma quello che provo ogni volta che torno è sempre uguale: quando dalla ss36 spuntano chiaramente le cime del Resegone mi sento a casa. Pochi mesi fa mi sono sposato (mia moglie lavorava a Como) e non c’è stata esitazione nello scegliere dove vivere: abbiamo scelto Lecco!

La descrizione, se vogliamo romantica, che ho dato finora nasconde una verità: Lecco, pur fantastica nel mio cuore, ha qualche problemino qua e là che andrebbe risolto. E io voglio risolverlo, per essere tra gli oltre 48 mila lecchesi che beneficeranno di una città migliore, a misura d'uomo, di famiglia e di studente. Il come fare è tutto scritto nel programma che stiamo ultimando, confrontandoci con i cittadini e raccogliendo anni di istanze giunte al nostro consigliere comunale uscente Massimo Riva, a cui devo sempre i miei ringraziamenti per essere una guida in questa avventura. Da domani vi presenterò un punto dopo l’altro tutto quello che abbiamo pensato finora e che può ancora essere arricchito! L’emergenza in corso ci ha costretti da un lato a ripensare ad alcuni punti ma dall’altro ne ha confermati moltissimi altri, che già 5 anni fa avevamo presentato ai cittadini e che ora sono più attuali che mai.

Perché penso di essere adatto per la carica di sindaco di questa città? Perché, oltre al legame che ho con Lecco, non ho legami con alcun “portatore di interessi” da compiacere. Perché i problemi, che sono aumentati in questa città, non faranno che aumentare se le stesse persone, o partiti, che li hanno causati continueranno a governare. Perché quella che alcuni potrebbero definire inesperienza per me significa energia e coraggio, non fermarsi ai primi ostacoli ma mettere la visione di città davanti alla burocrazia spicciola. Perché quelli che potrebbero definirmi troppo giovane non considerano che voglio vivere ancora 60 anni in questa città, e voglio trasformarla per goderla a lungo pensando e agendo non nel breve termine dei 5 anni ma nel lungo termine di una vita. Infine, perché abbiamo una squadra eccezionale, rappresentativa della città, che saprà suggerirmi e ricordarmi, rione per rione, cosa serve ai cittadini.