Sardine lecchesi: il 5 dicembre il primo evento delle “arborelle”

Alborelle in piazza - Lecco non si Lega

Sardine lecchesi: il 5 dicembre il primo evento delle “arborelle”
Lecco e dintorni, 26 Novembre 2019 ore 06:50

Sardine lecchesi: il 5 dicembre il primo evento in piazza del neonato gruppo che in pochi giorni ha raccolto circa 2500 adesioni virtuali in Facebook.  “Troviamoci in piazza, tutti insieme, per dire che c’è un’Italia migliore. Un’Italia che crede nell’accoglienza, nei diritti, nella solidarietà. Che crede nei valori dell’antifascismo sanciti nella Costituzione nata dal sangue dei partigiani” spiegano in rete in promotori dell’evento.

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Sardine lecchesi: il 5 dicembre il primo evento

“Da una parte c’è la “bestia” che semina odio, diffonde fake news e inquina i pozzi. Dall’altra parte ci siamo noi, con tutto il nostro entusiasmo e la voglia di dimostrare che un altro modo di fare politica è possibile! Giovedì 5 dicembre alle 19 troviamoci in Piazza XX Settembre, portiamo sagome di sardine ritagliate nel cartone. Senza simboli o bandiere di partito, ma con bandiere arcobaleno, musica e tanta allegria!” si legge ancora nell’invito all’evento.

Riunione organizzativa

Per venerdì 29 novembre è stata fissata una riunione organizzativa aperta a tutti gli interessati. L’incontro avrà luogo a partire dalle 18 nella Sal Di Vittorio della Cgil di Lecco (Via Besonda 11).

Il manifesto ufficiale delle sardine

Ecco il manifesto delle sardine, pubblicato sulla  pagina ufficiale nata in seguito al flash mob di Bologna organizzato da Giulia, Andrea, Roberto e Mattia per coordinare e promuovere tutti gli eventi sul territorio nazionale.

Cari populisti, lo avete capito. La festa è finita.
Per troppo tempo avete tirato la corda dei nostri sentimenti. L’avete tesa troppo, e si è spezzata. Per anni avete rovesciato bugie e odio su noi e i nostri concittadini: avete unito verità e menzogne, rappresentando il loro mondo nel modo che più vi faceva comodo. Avete approfittato della nostra buona fede, delle nostre paure e difficoltà per rapire la nostra attenzione. Avete scelto di affogare i vostri contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota. Di quei contenuti non è rimasto più nulla.
Per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare.
Per troppo tempo avete ridicolizzato argomenti serissimi per proteggervi buttando tutto in caciara.
Per troppo tempo avete spinto i vostri più fedeli seguaci a insultare e distruggere la vita delle persone sulla rete.
Per troppo tempo vi abbiamo lasciato campo libero, perché eravamo stupiti, storditi, inorriditi da quanto in basso poteste arrivare.
Adesso ci avete risvegliato. E siete gli unici a dover avere paura. Siamo scesi in una piazza, ci siamo guardati negli occhi, ci siamo contati. E’ stata energia pura. Lo sapete cosa abbiamo capito? Che basta guardarsi attorno per scoprire che siamo tanti, e molto più forti di voi.
Siamo un popolo di persone normali, di tutte le età: amiamo le nostre case e le nostre famiglie, cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero. Mettiamo passione nell’aiutare gli altri, quando e come possiamo. Amiamo le cose divertenti, la bellezza, la non violenza (verbale e fisica), la creatività, l’ascolto.
Crediamo ancora nella politica e nei politici con la P maiuscola. In quelli che pur sbagliando ci provano, che pensano al proprio interesse personale solo dopo aver pensato a quello di tutti gli altri. Sono rimasti in pochi, ma ci sono. E torneremo a dargli coraggio, dicendogli grazie.
Non c’è niente da cui ci dovete liberare, siamo noi che dobbiamo liberarci della vostra onnipresenza opprimente, a partire dalla rete. E lo stiamo già facendo. Perché grazie ai nostri padri e madri, nonni e nonne, avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare.
Siamo già centinaia di migliaia, e siamo pronti a dirvi basta. Lo faremo nelle nostre case, nelle nostre piazze, e sui social network. Condivideremo questo messaggio fino a farvi venire il mal di mare. Perché siamo le persone che si sacrificheranno per convincere i nostri vicini, i parenti, gli amici, i conoscenti che per troppo tempo gli avete mentito. E state certi che li convinceremo.
Vi siete spinti troppo lontani dalle vostre acque torbide e dal vostro porto sicuro. Noi siamo le sardine, e adesso ci troverete ovunque. Benvenuti in mare aperto.
“E’ chiaro che il pensiero dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce. Anzi, è un pesce. E come pesce è difficile da bloccare, perché lo protegge il mare. Com’è profondo il mare”.

 

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