12 marzo

Referendum del 22-23 marzo: a Lecco se ne parla con Guido Brambilla

Ospite della serata sarà Guido Brambilla, già magistrato della Corte d’Appello di Milano, che nel corso della sua carriera ha ricoperto anche funzioni di giudice istruttore, pubblico ministero, componente di collegi giudicanti e del Tribunale di Sorveglianza di Milano.

Referendum del 22-23 marzo: a Lecco se ne parla con Guido Brambilla

Referendum del 22-23 marzo. Una scelta consapevole per una giustizia più giusta Il titolo del recente documento proposto a livello nazionale dalla Compagnia delle Opere farà da filo conduttore dell’incontro pubblico promosso da CDO Lecco-Sondrio e dal Centro Culturale Alessandro Manzoni per il  giovedì 12 marzo 2026  (Sala Don Ticozzi, via Ongania 4 – Lecco, inizio alle 21).

Referendum del 22-23 marzo: a lecco se ne parla con Guido Brambilla

Ospite della serata sarà Guido Brambilla, già magistrato della Corte d’Appello di Milano, che nel corso della sua carriera ha ricoperto anche funzioni di giudice istruttore, pubblico ministero, componente di collegi giudicanti e del Tribunale di Sorveglianza di Milano.

Con il dottor Brambilla si cercherà di andare al fondo del significato della riforma della giustizia al centro del referendum confermativo, analizzando in modo non tecnicistico i contenuti della stessa e i principali punti di dibattito emersi in queste ultime settimane.

Il convincimento degli organizzatori della serata è che, dopo anni di immobilismo quasi totale della politica, la riforma Nordio ha inteso affrontare il tema dell’amministrazione della giustizia, soprattutto in ambito penale, per ricondurre nei binari di un corretto equilibrio i rapporti tra i soggetti del processo e, di conseguenza, anche i rapporti tra la funzione giudiziaria e quella legislativa ed esecutiva.

Come rimarca il documento della Compagnia delle Opere, “pur nella consapevolezza dei limiti di questa riforma, la scelta che pone la consultazione referendaria è tra votare NO, bloccando sul nascere un tentativo di rinnovare il sistema e avallando il mantenimento della situazione attuale ancora per molti anni, oppure votare SÌ e consentire l’avvio di un tentativo di rendere la giustizia più equilibrata e giusta. Nella coscienza realistica che spesso la ricerca del modello perfetto finisce per vanificare ogni concreto tentativo di cambiamento, la scelta di votare SÌ appare come la soluzione più ragionevole”.