polemica

Ponte sullo Stretto? “Intanto il Quarto Ponte di Lecco resta a senso unico”

“A Lecco un ponte da oltre 30 milioni ma a senso unico, è inaudito. La Regione è ferma e non ascolta il territorio”, accusa il consigliere PD Fragomeli

Ponte sullo Stretto? “Intanto il Quarto Ponte di Lecco resta a senso unico”

Nella giornata in cui si annuncia che verranno spesi 14 miliardi per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, a Lecco siamo ancora fermi con un ponte da oltre 30 milioni di euro che sarà a senso unico”. È un paragone forte, quello tracciato oggi, mercoledì 6 agosto 2025  da Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale del Partito Democratico, che mette a confronto due infrastrutture molto diverse tra loro, ma accomunate da una medesima finalità: migliorare la viabilità. La prima, futuristica e colossale, collegherà Sicilia e Calabria; la seconda, più modesta ma non meno importante per il territorio, è il cosiddetto “quarto ponte” sul fiume Adda, a Lecco.

Ponte sullo Stretto? “Intanto il Quarto Ponte di Lecco resta a senso unico”

Fragomeli ha recentemente ricevuto risposta alla propria interrogazione regionale, con cui chiedeva lumi sullo stato di avanzamento del progetto di realizzazione dello svincolo di Pescate e del nuovo ponte adiacente al Ponte Manzoni. La risposta, però, non ha dissipato le preoccupazioni: “A oggi non risulta disponibile un cronoprogramma dei lavori per lo svincolo, perché la progettualità non è ancora stata sviluppata da Anas”, si legge nel documento.

Diversa invece la situazione del nuovo ponte sul fiume Adda, la cui realizzazione è già a buon punto: secondo Regione Lombardia, i lavori sono al 70% e l’apertura al traffico è prevista entro il 26 gennaio 2026, mentre le opere complementari si concluderanno a maggio dello stesso anno.

Ma è proprio qui che scatta la polemica: il ponte, pur completato, sarà a senso unico. “Mai sentito niente del genere. È inaudito”, incalza Fragomeli. Il consigliere accusa la Regione di non aver accelerato la progettazione necessaria per dotare il ponte di una doppia corsia, come richiesto a più riprese dal territorio, lasciando l’infrastruttura monca e non pienamente funzionale.

“A pochi mesi dalle Olimpiadi, tutto rimane fermo. Il ponte rischia di diventare un’opera incompiuta, utile solo all’ingresso in città e non all’uscita, senza alleviare realmente la pressione sulla SS36”, prosegue Fragomeli. Un’opera che rischia dunque di non rispondere alle esigenze della città capoluogo, aggravando anziché risolvendo i problemi viabilistici dell’area.

Il consigliere dem conclude con una nota amara: “È un peccato che solo noi del Partito Democratico insistiamo perché le opere siano complete e funzionali. L’assessorato alle Infrastrutture non si muove se non sollecitato, e in questo caso nemmeno dopo essere stato sollecitato. È davvero preoccupante”.