Il futuro di due aree strategiche di Lecco l’ex ICAM e l’ex Leuci, ha monopolizzato una parte rilevante del Consiglio comunale chiamato ad approvare il nuovo Piano di governo del territorio. Due nodi urbanistici diversi, ma accomunati da un confronto acceso e da scelte che ridisegneranno porzioni significative di Lecco.
PGT di Lecco: il Consiglio ridisegna ex ICAM ed ex Leuci
Per quanto riguarda l’area ex ICAM, il Consiglio ha deciso di rimettere mano alle previsioni contenute nel PGT, ritenute eccessive rispetto alla reale possibilità di intervento. Con un voto condiviso da maggioranza e opposizione è stata approvata una riduzione delle volumetrie, accompagnata dall’introduzione di un limite massimo di 20 metri per l’altezza dei nuovi edifici, inferiore a quanto richiesto dalla proprietà.
La decisione è maturata attraverso un emendamento presentato da Corrado Valsecchi (Orizzonte per Lecco), sostenuto trasversalmente in aula, che ha superato l’orientamento iniziale dell’amministrazione. Un passaggio non privo di difficoltà, segnato anche dal rinvio del voto nella notte di lunedì a causa di pareri tecnici inizialmente formulati in modo errato e successivamente corretti.
Dal punto di vista urbanistico, è stato chiarito che sull’area non insistono vincoli paesaggistici e che l’eventuale valutazione dei futuri progetti spetterà alla Commissione comunale per il paesaggio. Accanto agli aspetti edificatori, la maggioranza ha voluto rafforzare la componente sociale dell’intervento, approvando un ordine del giorno che impegna la giunta a garantire una quota significativa di servizi abitativi all’interno della riqualificazione, anche attraverso il ricorso a superfici premiali.
Nel dibattito è emersa la volontà di mantenere una pluralità di funzioni sull’area, tra spazi verdi, residenze, servizi e attività legate alla memoria produttiva del sito, ma con criteri ritenuti più sostenibili rispetto alle ipotesi iniziali.
Il Consiglio ha affrontato anche il tema dell’ex area Leuci, altro punto chiave del nuovo PGT. Dalla maggioranza è stata illustrata l’osservazione 140 proveniente dalla società proprietaria. In sala è stata esposta l’ipotesi di una profonda revisione dell’intervento, a partire dalla riduzione dell’edificio commerciale, che potrebbe essere limitato a un solo piano e a una superficie di circa 1.900 metri quadrati, con parcheggi collocati prevalentemente nel piano interrato per ridurre l’impatto visivo.
Tra le richieste avanzate figura anche la cessione di uno spazio da destinare a funzioni culturali, in continuità con il Museo della Luce, e la realizzazione di un collegamento pedonale sopraelevato tra Villa Manzoni e l’area delle Meridiane, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza degli studenti. È stata inoltre proposta l’integrazione di servizi socio-sanitari e soluzioni di co-housing e simili. L’osservazione è stata parzialmente accolta, confermando l’altezza massima degli edifici pari a 14 metri e non i 30 metri proposti dalla proprietà.
Critica la posizione di Fratelli d’Italia, che ha presentato un emendamento esprimendo contrarietà alla realizzazione di una media superficie di vendita nell’area, chiedendo invece un potenziamento del verde pubblico, la realizzazione di un parcheggio pluripiano aggiuntivo e spazi adeguati per la sosta a servizio delle funzioni assistenziali. Secondo il gruppo, l’area commerciale dovrebbe essere ridimensionata fino a un massimo di 500 metri quadrati, privilegiando un negozio di vicinato.
Sul tema è intervenuto anche Corrado Valsecchi, sottolineando come non emergano, allo stato attuale, alternative credibili alla previsione di una superficie di vendita in prossimità delle Meridiane. Più critico il consigliere Tagliaferri, che ha contestato il metodo, definendo irrispettosa l’assenza di commissioni dedicate su un’area complessa come quella della Leuci e mettendo in guardia sui possibili problemi di una progettazione affrontata senza un adeguato approfondimento.