analisi del voto

Lecco, a bocce ferme parlano i numeri: ecco cosa racconta davvero il ballottaggio che ha portato Boscagli a Palazzo Bovara

Il candidato del centrodestra conquista Palazzo Bovara con il 52,04%, ma l'analisi dei dati rivela una sfida più equilibrata di quanto possa apparire: Gattinoni recupera quasi 500 voti sul rivale tra primo e secondo turno, mentre l'affluenza tiene e il vantaggio costruito da Boscagli a maggio si conferma decisivo.

Lecco, a bocce ferme parlano i numeri: ecco cosa racconta davvero il ballottaggio che ha portato Boscagli a Palazzo Bovara

A bocce ferme, archiviata la “sbornia” di entusiasmo del centrodestra  per la conquista di Palazzo Bovara e smaltita la delusione cocente del centrosinistra di Mauro Gattinoni  per una sconfitta arrivata dopo sei anni di governo cittadino, restano soprattutto i numeri. Sono loro, più delle dichiarazioni e delle analisi a caldo, a raccontare cosa è accaduto nelle urne di Lecco e quali dinamiche hanno portato all’elezione di Filippo Boscagli.

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E cosa ci dicono questi numeri? Innanzitutto che la vittoria di Boscagli non nasce al ballottaggio, ma affonda le sue radici nel risultato del primo turno.

Il candidato del centrodestra, infatti, il 24 e 25 maggio aveva sfiorato l’elezione diretta raccogliendo 11.324 voti, pari al 48,65% dei consensi. Un risultato che lo aveva portato a soli 316 voti dalla soglia del 50%. Dall’altra parte Mauro Gattinoni si era fermato a 9.899 voti (42,53%), accusando un ritardo di 1.425 preferenze.

Al primo turno erano cinque i candidati in corsa. Gli esclusi dal ballottaggio – Mauro Fumagalli, Francesca Losi e Giovanni Colombo – avevano raccolto complessivamente 2.053 voti, un bacino elettorale che si è trasformato nell’oggetto della contesa nelle due settimane successive.

Il ballottaggio ha poi decretato il successo di Boscagli con 11.905 voti (52,04%) contro i 10.973 voti (47,96%) di Gattinoni. Tradotto: il candidato del centrodestra ha guadagnato 581 voti rispetto al primo turno, mentre il sindaco uscente ne ha conquistati 1.074.

Ed è qui che emerge il primo dato politico rilevante. Tra i due candidati è stato proprio Gattinoni a crescere maggiormente. Il centrosinistra è riuscito a intercettare una quota significativa dei voti rimasti senza candidato dopo il primo turno e a ridurre il divario. Il distacco, infatti, è passato da 1.425 a 932 voti. Un recupero importante, ma non sufficiente per ribaltare l’esito della sfida.

I numeri suggeriscono dunque che una parte consistente degli elettori di Fumagalli, Losi e Colombo abbia scelto Gattinoni al secondo turno. Tuttavia il vantaggio accumulato da Boscagli nelle urne del primo turno era già troppo ampio per essere annullato.

C’è poi un secondo elemento che merita attenzione: la partecipazione. Molti osservatori si aspettavano un calo più consistente dell’affluenza dopo l’uscita di scena di tre candidati. Invece gli elettori hanno continuato a considerare decisiva la sfida per il governo della città.

Al primo turno avevano votato 23.662 cittadini, pari al 60,46% degli aventi diritto. Al ballottaggio i votanti sono stati 23.175, ovvero il 59,22%. Appena 487 persone in meno. Una flessione contenuta che testimonia come la partita sia rimasta aperta e sentita fino all’ultimo.

Interessante anche il dato sulle schede. Le nulle passano da 292 a 187, segno che con una scelta limitata a due candidati gli errori si sono ridotti sensibilmente. Le bianche, invece, aumentano da 85 a 108, indicando che una parte dell’elettorato ha preferito presentarsi alle urne senza però scegliere né Boscagli né Gattinoni. Le schede contestate, infine, scendono da 9 a 2.

In definitiva, i numeri raccontano una storia diversa da quella delle emozioni del dopo voto. Raccontano un centrosinistra capace di recuperare terreno tra primo e secondo turno, ma anche un centrodestra che aveva già costruito la propria vittoria due settimane prima, quando Boscagli sfiorò il successo al primo colpo. Il ballottaggio ha ridotto il margine, ma non ha cambiato il verdetto: la vera base della vittoria era stata gettata già al primo turno.