Riceviamo e pubblichiamo la replica e le precisazioni dell’Amministrazione comunale di Lecco in risposta all’intervento delle minoranze sull’Hub di via Balicco.
Hub di via Balicco, il Comune replica alle minoranze: “Scelta per accelerare i tempi del giudizio”
In merito alle dichiarazioni apparse sulla stampa relative al contenzioso sull’hub di via Balicco, l’Amministrazione comunale ritiene necessario chiarire alcuni aspetti giuridici, al fine di una rappresentazione veritiera delle dinamiche processuali.
L’istanza cautelare è stata formulata dai Condomini ricorrenti ed è nella loro esclusiva disponibilità l’eventuale rinuncia: il Comune, in qualità di parte resistente, non avrebbe potuto né rinunciare alla sospensiva né proporne la rinuncia. Sull’istanza cautelare prevale, infatti, la posizione dei ricorrenti, che avrebbero potuto quindi insistere nella richiesta di sospensione degli atti qualora lo avessero ritenuto opportuno. L’Amministrazione si è quindi adeguata alla scelta processuale voluta dalla controparte.
Nel caso specifico delle aree di via Balicco, il Collegio giudicante il 19 febbraio ha prospettato alle parti la possibilità di fissare un’udienza di merito in tempi ravvicinati (22 maggio), previa rinuncia alla sospensiva cautelare, ritenendo maggiormente tutelabile l’interesse di tutte le parti attraverso una sentenza di merito a breve. Tale impostazione, anche in considerazione delle tempistiche necessarie per la realizzazione dell’opera, va dunque esattamente nella direzione opposta rispetto a quanto sostenuto nel comunicato politico: non procrastinare la decisione, ma abbreviarne i tempi il più possibile.
L’Amministrazione, si è pertanto impegnata, per il tempo intercorrente da qui alla sentenza di merito, a non adottare ulteriori atti (cioè a non procedere materialmente all’esproprio dell’area) proprio a tutela della rinuncia alla fase cautelare richiesta dai Condomini, e nel contempo a ottenere dal TAR un provvedimento conclusivo nel più breve tempo possibile, non certo per il timore di una nuova pronuncia sfavorevole. È noto, peraltro, che un’ordinanza cautelare si fonda su un esame sommario e produce effetti provvisori, mentre la sentenza di merito interviene dopo una valutazione approfondita e può anche modificare quanto deciso in sede cautelare.
Anticipare la discussione nel merito senza avvalersi della fase cautelare consente dunque di evitare ulteriori mesi di attesa – che, in caso di prosecuzione della fase cautelare e di eventuale ricorso al Consiglio di Stato avrebbero verosimilmente spostato la trattazione di merito all’autunno 2026 – e di definire il giudizio con maggiore certezza per tutti.
L’obiettivo dell’Amministrazione resta quello di accorciare i tempi del contenzioso nell’interesse della collettività e della realizzabilità del progetto. Ogni diversa lettura che attribuisca a tale scelta finalità differenti non trova riscontro né nei fatti né nella dinamica processuale.
L’Amministrazione comunale