A Ballabio si accende il confronto sul referendum costituzionale che chiamerà gli italiani alle urne domenica 22 e lunedì 23 marzo. Il quesito riguarda uno dei temi più delicati dell’ordinamento giudiziario: la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, insieme alla riorganizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura e alla creazione di una nuova Alta Corte disciplinare. Si tratta di un referendum confermativo, che dunque non richiede il raggiungimento del quorum: il risultato sarà valido qualunque sia il livello di partecipazione.
Confronto sul referendum aperto alla cittadinanza
Il progetto sottoposto al voto introduce modifiche di carattere costituzionale destinate a incidere sull’organizzazione della magistratura. Tra i punti principali figurano la distinzione dei percorsi professionali tra giudici e pubblici ministeri, una revisione degli organismi di autogoverno della magistratura e l’istituzione di una nuova struttura incaricata dei procedimenti disciplinari. Qualora la riforma venisse confermata dagli elettori, sarà poi necessario tradurre questi principi in norme attuative che ne definiscano modalità operative, competenze e tempi di applicazione.
Il tema è stato al centro anche di un incontro pubblico che si è svolto ieri sera a Ballabio, promosso dall’associazione Ballabio Futura. A moderare il dibattito è stato il giornalista Sandro Terrani, professionista con oltre quarant’anni di attività e direttore di diverse testate locali – Ballabio News, Valsassina News, Lecco News e Lario News – che ha guidato il confronto tra relatori e pubblico. Sul palco si sono alternati due operatori del diritto con posizioni opposte: Chiara Di Francesco, pubblico ministero della Procura di Lecco, favorevole al No, e Attilio Villa, avvocato penalista del Foro di Monza, schierato per il Sì.
L’incontro ha proposto un serrato scambio di argomentazioni tecniche, intervallato dalle domande dei cittadini presenti. Proprio il dialogo con la platea e gli interventi del moderatore hanno contribuito a rendere più comprensibili temi complessi, spesso difficili da affrontare fuori dagli ambienti giuridici. Nel corso della serata il legale favorevole al Sì ha riconosciuto alcune criticità nella proposta di riforma, pur difendendone l’impostazione generale. Più netta la posizione della magistrata, che ha espresso forti perplessità, arrivando a definire alcuni passaggi del quesito come potenzialmente punitivi nei confronti della magistratura.
Il confronto ha mostrato quanto il tema resti sensibile e divisivo. E, nonostante qualcuno continui a sostenere il contrario, il referendum appare inevitabilmente destinato ad avere anche una dimensione politica. A due settimane dal voto, l’attenzione si concentra dunque soprattutto sulla partecipazione: l’affluenza alle urne potrebbe infatti diventare uno degli elementi decisivi nel giudizio finale degli elettori.
