oltre 3600 adesioni

Cavagna, raccolta firme e scontro politico: il patrimonio della città da difendere

La petizione supera le 3.600 firme e scatena il dibattito politico: candidati e cittadini chiedono lo stop al consumo di suolo a Cavagna, simbolo del patrimonio culturale e paesaggistico di Lecco.

Cavagna, raccolta firme e scontro politico: il patrimonio della città da difendere

Prosegue a spron battuto la raccolta firme promossa dall’Associazione Giuseppe Bovara per difendere la località di Cavagna di Lecco, un luogo che rappresenta una vera perla del patrimonio culturale e ambientale della città. La petizione ha superato quota 3.600 adesioni in pochi giorni (clicca qui per firmare), attirando l’attenzione non solo dei cittadini, ma anche dei gruppi consiliari e dei candidati sindaci, rendendo la questione un tema centrale della campagna elettorale per le amministrative.

Cavagna, raccolta firme e scontro politico: il patrimonio della città da difendere

Secondo Mauro Fumagalli, candidato sindaco di Orizzonte per Lecco, “Cavagna non è un prato qualunque: è identità. È importante che l’Amministrazione Comunale accolga l’osservazione alla variante del PGT proposta dall’associazione Bovara, perché questo luogo merita di essere valorizzato.” Fumagalli ha inoltre sottolineato come alcune scelte urbanistiche sembrino anteporre i diritti di pochi alla tutela di un patrimonio collettivo, citando come esempio le modifiche in via Balicco.

Carlo Piazza, candidato sindaco della Lega, ha rincarato la dose: “Cavagna non è un’area qualsiasi. È un luogo simbolico e identitario. Basta consumo di suolo.” Piazza ha ribadito la propria adesione convinta alla raccolta firme contro l’ipotesi di rendere edificabile anche solo una parte della località, definendola un’iniziativa seria e rispettosa delle regole, che ha avuto il merito di evidenziare un’idea urbanistica “sbagliata e pericolosa”.

Il tema non riguarda semplicemente la protesta dei cittadini: come sottolinea Piazza, “quando centinaia di persone si mobilitano, l’amministrazione ha il dovere di fermarsi e ascoltare. Invece dalla Giunta arrivano solo silenzi, ambiguità e aperture inaccettabili sul consumo di suolo  – afferma – Cavagna rappresenta memoria, paesaggio e identità della città, citato perfino nell’“Addio ai monti” di Alessandro Manzoni. L’ipotesi di concedere diritti edificatori in un contesto simile, secondo la Lega, dimostrerebbe una totale mancanza di visione e di rispetto per il territorio”.

La posizione dei candidati è chiara: zero consumo di suolo in aree come Cavagna, applicando le leggi esistenti, a partire da quella sul contenimento del consumo di suolo approvata durante la legislatura del presidente Maroni.

Piazza evidenzia inoltre un “filo rosso” che collega l’ipotesi di costruzioni a Cavagna con altre scelte urbanistiche controverse, come la possibile deroga per collocare due ciminiere alte 25 metri vicino a Villa Manzoni, segnando una gestione percepita come improvvisata e poco sensibile alla tutela del patrimonio cittadino.