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Accoltellamento di Lecco, Carlo Piazza: “Gattinoni chieda l’immediata attivazione della zona rossa per piazza della Stazione”

"Non è un’impostazione ideologica: è una necessità immediata per proteggere chi vive, lavora e frequenta la città"

Accoltellamento di Lecco, Carlo Piazza: “Gattinoni chieda l’immediata attivazione della zona rossa per piazza della Stazione”

Alla luce dell’accoltellamento in via Sassi, avvenuto nella notte tra sabato e domenica, che ha portato alla morte di un ragazzo di 20 anni, Carlo Piazza, candidato a sindaco di Lecco per la Lega e Forza Italia, chiede al sindaco Mauro Gattinoni di richiedere, alla riunione di domani del Comitato provinciale, l’attivazione immediata della “zona rossa” nell’area della stazione ferroviaria. Di seguito riportiamo il comunicato inviato alla nostra redazione.

Accoltellamento di Lecco, Carlo Piazza: “Gattinoni chieda l’immediata attivazione della zona rossa per piazza della Stazione”

La morte di un giovane di appena vent’anni, accoltellato nei pressi della stazione ferroviaria di Lecco, è un fatto gravissimo che segna un’altra pagina nera per la nostra città. Sabato notte una lite è degenerata in violenza e un venticinquenne ha colpito il ragazzo al torace con un coltello, uccidendolo. Alla famiglia della vittima va il mio cordoglio sincero e una preghiera.

Un plauso va alle forze dell’ordine che sono intervenute con tempestività, assicurando il responsabile alla giustizia.

Davanti a un lutto come questo non sono più accettabili semplificazioni o letture riduttive. Per mesi il sindaco Mauro Gattinoni e gli esponenti locali del Partito Democratico hanno sostenuto che “non c’è sicurezza senza coesione sociale” e che la percezione di insicurezza fosse superiore ai dati reali, invitando a puntare soprattutto su inclusione e rigenerazione urbana.

La coesione sociale è un valore, ma non può sostituire il controllo del territorio. I lecchesi vedono con i loro occhi cosa accade nelle strade, nelle piazze e nell’area della stazione. La sicurezza non è una teoria: è un dovere concreto dell’amministrazione.

È positivo che il sindaco abbia chiesto la convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura. Ma ora servono decisioni chiare.

Ribadisco una richiesta già avanzata nei giorni scorsi: l’attivazione immediata delle cosiddette “zona rossa” nell’area della stazione ferroviaria, come previsto dalle recenti disposizioni del decreto-legge in materia di sicurezza urbana fortemente voluto dalla Lega grazie al prezioso lavoro del Ministro Matteo Piantedosi e del Sottosegretario all’interno Nicola Molteni.

Il sindaco domani nella riunione del comitato chieda per primo che venga creata una zona rossa in piazza della Stazione.

Le zone rosse consentono di rafforzare i controlli e di limitare l’accesso a soggetti che rappresentano un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, in raccordo con Prefettura e forze dell’ordine. Non è una misura simbolica: è un dispositivo operativo, pensato proprio per contesti critici come quello che da tempo si registra attorno alla stazione.

Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, il venticinquenne arrestato era già stato fermato lo scorso gennaio per resistenza a pubblico ufficiale e, in quell’occasione, avrebbe aggredito un agente. È legittimo chiedersi se strumenti come il cosiddetto “Daspo urbano”, previsto dalla normativa sulla sicurezza delle città e applicabile dal sindaco nei confronti di soggetti responsabili di gravi condotte in determinate aree, avrebbero potuto impedire la sua presenza reiterata in zona.

Non si tratta di polemica, ma di responsabilità. Se esistono strumenti normativi per prevenire situazioni di rischio, devono essere utilizzati con decisione e tempestività.

Servono più controlli, presidi fissi nelle aree sensibili, un adeguato numero di forze dell’ordine, un sistema di videosorveglianza efficace e un coordinamento costante con la Prefettura. Non è un’impostazione ideologica: è una necessità immediata per proteggere chi vive, lavora e frequenta la città.

La comunità non può più accettare che intere zone siano percepite – e di fatto vissute – come insicure nelle ore serali e non solo.

Per una volta si ascolti la voce di chi chiede più sicurezza. Non possiamo più permetterci di aspettare.