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Turismo a Lecco: settore in forte crescita messo in crisi dal Covid

"Oggi è fondamentale sostenere turismo e cultura, vero volano economico dell'area lariana, specie sul piano della liquidità (per dare ossigeno all'intera filiera) e degli investimenti in sostenibilità".

Turismo a Lecco: settore in forte crescita messo in crisi dal Covid
Economia Lecco e dintorni, 14 Aprile 2021 ore 16:08

L’8.6 delle delle imprese iscritte alla Camera di Commercio di Lecco-Como: sitiamo parlando delle  società lariane che operano nel turismo. Un percentuale importante, secondo i dati rilevati dall’ufficio  Studi e Statistica camerale, quella aggiornata  alla fine del 2020 che dà il polso dell’importanza del settore nelle economia lecchese e comasca. Un settore che ha pagato a caro prezzo, e tutt’ora sta pagando le conseguenze dell’emergenza pandemica.

Turismo a Lecco: settore in crescita messo in crisi dal Covid

In numeri assoluti sono 7.286 le imprese turistiche nell’area del Lario (di cui 4.858 a Como e 2.428 a Lecco).

 

All’inizio del 2016 la quota delle imprese turistiche nell’area lariana era pari al 7,8% (8,2% a Como e 7,2% a Lecco); la percentuale sulle localizzazioni lombarde era pari all’8,9% (rispettivamente, 6% e 2,9%). Le localizzazioni lombarde attive nel turismo rappresentavano il 7,3% del totale (contro l’8,1% dell’Italia). Rispetto a fine 2019, le localizzazioni lariane del comparto attive a fine 2020 sono cresciute dell’1%, pari a +70 unità (+0,4% a Como e +2,2% a Lecco: rispettivamente +18 e +52), contro il +0,3% regionale e il +1,5% nazionale. Nei confronti di inizio 2016 l’aumento è stato del 10% (pari a +664 localizzazioni: +427 a Como e +237 a Lecco; rispettivamente +9,6% e +10,8%), contro il +8% della Lombardia e il +11,6% dell’Italia. A fine 2020, Como si posiziona al 2° posto nella graduatoria regionale (dietro a Sondrio) e al 40° in quella nazionale per quota di localizzazioni del comparto turistico rispetto al totale delle localizzazioni attive, mentre Lecco si piazza al 4° posto in Lombardia (dietro anche a Brescia) e al 58° in Italia. Rispetto alla classifica di inizio 2016, Como guadagnauna posizione a livello regionale (scavalcando Brescia) e mantiene la medesima posizione nella classifica nazionale; Lecco recupera 10 posizioni nella classifica italiana (era 68^) e 3 piazze in quella regionale (era 7^), superando Pavia, Bergamo e Varese.

L’occupazione

Sul fronte occupazionale il comparto del turismo lariano, a fine 2020, occupa oltre 25.000 addetti, pari al 9% della forza lavoro totale impiegata in loco (contro il 7,8% della Lombardia e il 9,9% dell’Italia). Quelli delle aziende comasche sono poco più di 17.000 (pari al 9,5% del totale provinciale) mentre le imprese lecchesi occupano quasi 8.500 persone (8,1%). Rispetto al 1° gennaio 2016, il numero dei lavoratori lariani nel settore è cresciuto del 20,7%, pari a quasi 4.400 unità: +2.208 a Como (+14,8%); +2.170 a Lecco (+34,4%), contro il +14,1% lombardo e il +16,7% italiano. Nel 2020, gli addetti delle aziende lariane sono calati di 1.253 unità: -4,7% (-1.276 persone a Como, ovvero -6,9%; +23 unità a Lecco, +0,3%), contro il -6,6% della Lombardia e il -7,4% dell’Italia.

I settori

A fine 2020, quasi la metà delle localizzazioni turistiche lariane opera nel comparto della ristorazione (46,8%: oltre 3.400 unità), mentre i bar rappresentano oltre 1/3 del totale delle realtà del comparto (34,3%, quasi 2.500). Gli alloggi sono il 15% (1.090 localizzazioni), mentre le agenzie di viaggio, tour operator e attività connesse il restante 3,9% (quasi 300 unita). L’area lariana evidenzia una quota più bassa della Lombardia per i comparti della ristorazione (il dato regionale si attesta al 47,9% e quello nazionale al 46,8%), dei bar (Lombardia 37,6%; Italia 33%) e delle agenzie di viaggio e tour operator (Lombardia 4,4%; Italia 4,1%). Viceversa, la quota degli alloggi dell’area lariana è superiore al dato regionale (10,1%), sebbene inferiore a quello nazionale (16,1%). Il sotto-settore delle agenzie di viaggio, tour operator e attività connesse, insieme a quelli degli alloggi e dei bar, mostra valori più elevati a Lecco che a Como (rispettivamente 4% contro 3,9%; 15,2% contro 14,8%; 35% contro 33,9%), mentre la ristorazione ha una percentuale più alta a Como (47,3% contro 45,8%).

Nell’area lariana, rispetto a inizio 2016, si evidenzia una diminuzione solo dei bar (-159 unità, ovvero -6%), mentre aumentano i ristoranti (+442: +14,9%), gli alloggi (+368: +51%), e le agenzie di viaggio/tour operator (+13: +4,7%). Queste ultime sono cresciute sia a Como, che a Lecco (rispettivamente +12 e +1: +6,7% e +1%); in valori assoluti, ristoranti e alloggi registrano un incremento superiore a Como: i primi crescono di +297 unità (+14,8%) contro le +145 lecchesi (+15%); i secondi rispettivamente di +224 e +144 unità (rispettivamente +45,1% e +64%). I bar evidenziano un calo in entrambe le province: a Como di 106 unità e a Lecco di 53 (pari rispettivamente al -6% e al -5,9%).

Nel 2020, nell’area lariana si evidenzia una diminuzione dei bar (-93 unità, pari al -3,6%) e delle agenzie di viaggio/tour operator (-3 unità, pari al -1%), mentre crescono gli alloggi (+7: +0,6%) e i ristoranti (+159: +4,9%). A Como solo i ristoranti registrano un incremento delle localizzazioni (+94 unità: +4,3%), mentre calano alloggi (-5: -0,7%), bar (-69: -4%) e agenzie di viaggio (-2: -1%). A Lecco registrano un calo i bar (-24 unità: -2,7%) e le agenzie di viaggio/tour operator (-1 unità: -1%); viceversa, aumentano i ristoranti e gli alloggi (rispettivamente +65 e +12 unità, pari al +6,2% e al +3,4%).

A fine 2020, più della metà degli addetti delle localizzazioni turistiche lariane opera nel comparto della ristorazione (60,5%: quasi 15.500 unità), mentre nei bar lavora quasi 1/4 del totale degli addetti del comparto (24,3%: circa 6.200). Gli alloggi occupano il 12,6% (poco più di 3.200 unità); le agenzie di viaggio, tour operator e attività connesse il restante 2,6% (679 addetti). L’area lariana evidenzia una quota più elevata di lavoratori rispetto alla media regionale per il comparto degli alloggi (Lombardia 9,8%; Italia 17,1%), al contrario della ristorazione (Lombardia 61,9%; Italia 56%). La quota lariana di addetti delle agenzie di viaggio, tour operator e attività connesse è in linea con il dato regionale e nazionale (Lombardia 2,9%; Italia 2,6%), mentre per i bar è inferiore al valore lombardo e in linea con quello nazionale (rispettivamente 25,4% e 24,3%). Como ha una quota di addetti superiore a Lecco nel comparto degli alloggi (14,1% contro 9,4%), minore per i ristoranti (59,6% contro 62,3%) e i bar (23,6% contro 25,8%). La quota degli addetti nelle agenzie di viaggio, tour operator e servizi connessi è analoga nei due territori (2,7% a Como e 2,6% a Lecco).

Nell’area lariana, rispetto a inizio 2016, tra i sotto-settori del turismo solo gli alloggi mostrano un calo dei lavoratori (-2,5%: -83 persone); in particolare l’incremento più consistente (a livello assoluto) ha riguardato i ristoranti, +4.210 (+37,4%), mentre meno significativi sono gli aumenti di agenzie di viaggio, tour operator e servizi connessi, +65 (+10,6%) e bar, +186 (+3,1%). Il calo degli addetti degli alloggi si è concentrato nella provincia di Como (-294 unità contro le +211 lecchesi, pari rispettivamente al -10,8% e al +36%); anche i bar (-32 unità a Como e +218 a Lecco: rispettivamente -0,8% e +11,1%) e le agenzie di viaggio (+102 nel territorio comasco e -37 in quello lecchese: +28,6% e -14,4%) registrano andamenti divergenti nelle due province. In crescita gli addetti della ristorazione sia a Como che a Lecco (rispettivamente +2.432 e +1.778: +31,4% e +50,8%).

Rispetto a fine 2019, nell’area lariana, solo la ristorazione registra un incremento degli addetti (+525 unità, pari al +3,5%), mentre le diminuzioni più consistenti hanno interessato gli alloggi (più di 1.000 lavoratori in meno: -25,4%) e i bar (-674 persone: -9,8%); più contenuto il calo delle agenzie di viaggio/tour operator (-9 unità: -1,3%). Gli addetti di quest’ultimo comparto e degli alloggi registrano andamenti opposti nei due territori: rispettivamente +3 a Lecco e -12 a Como (+1,4% e -2,5%); +5 nel lecchese e -1.100 nel comasco (+0,6% e -31,3%). Gli addetti dei bar calano di 413 unità a Como (-9,3%) e di 261 a Lecco (-10,7%), mentre i lavoratori dei ristoranti crescono (rispettivamente +249 e +276 persone: +2,5% e +5,5%).

Il comparto turistico artigiano

Il settore turistico ha un peso significativo sul totale delle localizzazioni artigiane lariane. Quelle attive nel comparto4 a fine 2020 sono infatti 824 (di cui 520 a Como e 304 a Lecco), pari al 3,1% delle 26.518 localizzazioni artigiane iscritte all’anagrafe camerale (rispettivamente 3,1% e 3,2%). Le stesse sono pari al 9,8% del totale lombardo del settore (6,2% Como e 3,6% Lecco). Il peso del comparto nella nostra regione rispetto al totale delle localizzazioni è pari al 3,2% (contro il 4% italiano). Rispetto a fine 2019 le localizzazioni artigiane lariane del comparto turistico sono aumentate dell’1,4%, pari a +11 unità (dato migliore sia della media regionale che di quella nazionale: rispettivamente +1% e -0,3%), mentre nei confronti di inizio 2016 la crescita è stata del 3,1%, cioè +25 unità (contro il +0,5% della Lombardia e il +15,5% dell’Italia). Rispetto a fine 2019, il numero delle localizzazioni artigiane attive a fine 2020 nel comparto turistico è rimasto invariato a Como, mentre è aumentato di 11 a Lecco (+3,8%); rispetto all’inizio del 2016 il numero è cresciuto di 7 unità a Como e di 18 a Lecco (rispettivamente +1,4% e +6,3%). A fine 2020, Como è al 6° posto nella graduatoria regionale e al 78° in quella nazionale per quota di localizzazioni artigiane del comparto turistico rispetto al totale delle attive, mentre Lecco si piazza al 3° posto in Lombardia (dietro a Milano e Brescia) e al 72° in Italia. A inizio 2016 le due province lariane occupavano l’81° e l’83° posto in Italia (Como era 6^ e Lecco era 8^ in Lombardia).

 

Il componente di Giunta camerale Giuseppe Rasella

Il settore turistico conferma la sua centralità per l’intera economia lariana. Nel 2020, a fronte della pandemia da Covid-19 e dei ripetuti lockdown che lo hanno di fatto bloccato, c’è stato un calo del numero di addetti: -4,7% (ovvero 1.250 lavoratori in meno rispetto a fine 2019). Questo dato preoccupa, ma il numero delle localizzazioni attive è cresciuto dell’1% (con un aumento di 70 imprese). Rispetto a inizio 2016 l’incremento è stato del 10%, e per gli addetti addirittura del 20,7%.
Negli ultimi 5 anni Como e Lecco hanno rafforzato la loro posizione in Lombardia, con performance sempre sopra la media regionale in termini di imprese create e di addetti. Anche arrivi e pernottamenti erano in costante crescita fino a inizio 2020; buona parte riguardava turisti stranieri. Per questo oggi è fondamentale sostenere turismo e cultura, vero volano economico dell’area lariana, specie sul piano della liquidità (per dare ossigeno all’intera filiera) e degli investimenti in sostenibilità. Sperando in una forte accelerazione della campagna vaccinale che permetta ai visitatori di muoversi in totale sicurezza; l’appeal lariano è ancora molto alto, ed è un asset strategico su cui puntare per la ripartenza.