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Stop all’accordo tra UE e Paesi del Mercosur: un risultato mancato

Stop all’accordo tra UE e Paesi del Mercosur: un risultato mancato

Stop all’accordo tra UE  e Paesi del Mercosur: un risultato mancato

È di mercoledì la notizia dello stop all’accordo tra Unione europea e Paesi del Mercosur. «Al netto della posizione dei portatori di interessi del settore agroalimentare – ha commentato a caldo il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari -, che rispetto e comprendo, ma che dovrebbero però anche tenere conto delle notevoli condizioni di favore di cui godono dal punto di vista fiscale, il risultato, o il mancato risultato, ottenuto, dimostra ancora una volta l’inadeguatezza dell’Unione Europea, mal costruita e strutturalmente incapace – anche per assenza di leadership riconosciuta e per mancanza di appeal – di svolgere un compito peraltro complesso se non impossibile, ovvero di fare realmente ed efficacemente gli interessi degli stati membri. Un’UE che è abilissima nel collezionare insuccessi o, peggio, successi in politiche controproducenti».

Stop all’accordo tra UE e Paesi del Mercosur: un risultato mancato

«Bene ha fatto il Presidente Emanuele Orsini a definirla “sgangherata” – ha detto ancora Marco Campanari, riferendosi ad alcune dichiarazioni del Presidente di Confindustria -. Detto questo, osservo come il report del “Directorate General for External Policies”, documento ufficiale della Commissione Europea, stimi come vantaggio per questo accordo (se fosse andato in porto) un impatto dello 0,1% sul GDP medio dei 27 Paesi EU, e per esempio, con riferimento all’Italia, un analogo 0,1% sul GDP, un aumento dello 0,2% nell’export, e dello 0,3% nell’import. Se questi numeri fossero corretti, se, da un lato, costruire questa grande area di scambio costituirebbe una indiscutibile positiva suggestione, dall’altro occorrerebbe verificarne gli impatti effettivi. Investire, non “invece” ma “anche”, nella strutturazione e in un miglior funzionamento del mercato interno europeo, che è area ormai cronicamente depressa a causa delle incomprensibili politiche di austerity degli ultimi 15 anni, produrrebbe risultati – quelli sì – molto solidi e numericamente di grande valore. Impegnarsi nell’eliminazione di meccanismi astrusi e perversi come CIBAM e ETS, che introducono enormi distorsioni e costi causando deindustrializzazione, avrebbe un effetto importantissimo e certamente molto solido».

«Insomma – ha concluso il Presidente Campanari – è ormai un dato di fatto: vedere una politica industriale europea logica, ben ragionata e lungimirante, è purtroppo impossibile».