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Salta la cedolare secca sugli affitti dei negozi, la protesta della Fimaa Lecco

"Anziché disincentivare la concorrenza sleale, con questa mancata proroga si "incentiva" la chiusura dei negozi tradizionali"

Salta la cedolare secca sugli affitti dei negozi, la protesta della Fimaa Lecco
Economia Lecco e dintorni, 11 Dicembre 2019 ore 18:54

Mentre per settimane si è parlato di togliere o ridurre plastic tax e sugar tax, dalla manovra economica scompare all’improvviso la proroga per la cedolare secca al 21% sugli affitti commerciali.

Salta la cedolare secca sugli affitti dei negozi, la protesta della Fimaa Lecco

Una scelta che non piace alle agenzie immobiliari. “Si tratta di un errore clamoroso: è una scelta sbagliata e inopportuna, che rischia di  provocare un’impennata dei canoni in un mercato, quello del commercio, che vive un periodo complicato anche per lo strapotere del commercio online e della multinazionali che le tasse non le pagano certo in Italia! – commenta il presidente di Fimaa Confcommercio Lecco, Sergio Colombo – L’aliquota agevolata, introdotta dalla Legge di Bilancio 2019 per i contratti di locazione commerciale stipulati nell’anno in corso, era stata in un primo momento confermata anche per il 2020. Ma poi, in Commissione bilancio del Senato, sono stati bocciati gli emendamenti sul tema”. E prosegue: “Si tratta di un colpo davvero pesante. Far saltare la cedolare secca vuol dire provocare molteplici conseguenze sul mercato delle locazioni degli immobili commerciali: senza la tassazione al 21%, con benefici per proprietari e inquilini, si passerà a quella ordinaria, che è ben più elevata, a cui vanno aggiunte poi le addizionali locali e l’imposta di registro. Un rialzo dei costi davvero rilevante. Dispiace perché con l’introduzione della cedolare si era tentato di limitare la crisi dei locali commerciali e di ridurre il numero di negozi sfitti. Si tratta davvero di un autogol”.

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Si “incentiva” la chiusura dei negozi tradizionali

Colombo, che è coordinatore regionale della Fimaa e consigliere nazionale Fimaa, rimarca: “Anziché disincentivare la concorrenza sleale, con questa mancata proroga si “incentiva” la chiusura dei negozi tradizionali, non solo a danno del comparto immobiliare ma anche del commercio al dettaglio e della sicurezza delle nostre città, che vedono sempre più vetrine spegnersi e saracinesche scendere definitivamente. Condivido in pieno quanto dichiarato dal presidente nazionale Fimaa Santino Taverna: si tratta di  un’occasione persa. La proroga dell’aliquota ridotta avrebbe favorito la locazione degli immobili commerciali sfitti, rivitalizzando il tessuto sociale delle città e disincentivando la desertificazione dei centri storici dei medi e piccoli comuni d’Italia, oltre a portare nuove entrate nelle casse dello Stato. Come Fimaa auspichiamo un repentino cambio di rotta”.