Rapporto Uil

Quasi 5000 lecchesi in cassa integrazione a gennaio. “Serve prolungare il divieto dei licenziamenti”

"Il 2021 è iniziato male, come male è finito il 2020"

Quasi 5000 lecchesi in cassa integrazione a gennaio. “Serve prolungare il divieto dei licenziamenti”
Economia Lecco e dintorni, 20 Febbraio 2021 ore 11:24

Il 1° rapporto UIL del Lario sulla cassa integrazione nelle Province di Como e Lecco rileva ancora la difficile situazione nelle due province di Como e Lecco a seguito della persistenza dell’emergenza sanitaria. In un anno infatti, confrontando la situazione di gennaio 2021 rispetto allo stesso mese dell’anno 2020, emerge che  le ore di cassa sono cresciute del  1487,3 % a Lecco e del 70,3%a Como. Se si confrontano i dati relativi alle ore di cassa integrazione di gennaio 2021 con dicembre 2020 si evidenzia una differenza tra la Provincia di Como dove cresce la richiesta di cassa integrazione (+18,4%) quella di Lecco dove si assiste ad una diminuzione (- 51,4%)

Quasi 5000 lecchesi in cassa integrazione a gennaio

Aumenta in tutti i settori produttivi ed in entrambe le province, nel mese di gennaio 2021 rispetto a gennaio 2020, la richiesta della cassa integrazione, tranne che nel settore dell’Edilizia dove diminuisce e l’artigianato a Lecco dove è invariata la domanda, ma in questo settore è determinante valutare il fsba (Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato)

Sono 4.921 i lavoratori in cassa integrazione a gennaio 2021  a Lecco (+4.611 rispetto a gennaio 2020) e  11.627 (+9.893 rispetto a gennaio 2020).

Salvatore Monteduro, Segretario Generale CST UIL del Lario

 

“Anche il 2021 è iniziato come è finito il 2020 ovvero  male, con oltre 16.000 lavoratori in cassa integrazione nelle due Province ai quali bisogna aggiungere quelli coperti dagli altri ammortizzatori sociali nonché i tanti che hanno perso il posto di lavoro nel 2020. È forte la preoccupazione:  che si è solo all’inizio di una situazione economica e sociale drammatica, lo dimostrano anche gli annunci, vergognosi, di questi giorni delle Aziende Henkel di Lomazzo e di Sicor di Bulciago, aziende che certamente non hanno subito la crisi economica dell’emergenza sanitaria, di voler chiudere i propri siti produttivi. Ancora una volta si ribadisce la necessità di prolungare il divieto dei licenziamenti e la cassa integrazione, ed è urgente una revisione dell’indennità di disoccupazione (naspi) nella durata e nel compenso a salvaguardia di chi non ha un lavoro o rischia di non averlo, a tutto questo deve accompagnarsi una veloce risoluzione della pandemia attraverso la vaccinazione di massa. Pandemia che ancora oggi è artefice di continue chiusure di attività produttive. Infine, è necessario dare impulso alla ripresa economica dando concretezza al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), strumento che può offrire la grande occasione per rendere il nostro Paese più equo, verde e inclusivo, con un’economia più competitiva, dinamica e innovativa. Una delle infrastrutture del nostro territorio che può beneficiare dalle risorse derivanti dal PNRR è l’elettrificazione della rete ferroviaria Como-Lecco. Bisogna fare presto”.

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