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L'analisi

Mercato del lavoro a Lecco: peggiorata la situazione a marzo

"Gli effetti della pandemia risultano ancora pesanti e la campagna nazionale di vaccinazione iniziata alla fine di dicembre 2020 non mostra ancora ripercussioni positive sugli indicatori economici e del mercato del lavoro. Prevalgono ancora le difficoltà che affliggono quella parte del mondo del lavoro legata a commercio, turismo e servizi".

Mercato del lavoro a Lecco: peggiorata la situazione a marzo
Economia Lecco e dintorni, 11 Maggio 2021 ore 11:08

"A marzo 2021 continua l’andamento altalenante dei flussi delle comunicazioni obbligatorie relative agli avviamenti, cessazioni, proroghe e trasformazioni di rapporti di lavoro in provincia di Lecco, con dati congiunturali in rallentamento rispetto al mese di febbraio. E' quanto emerge dall'analisi compiuta da Villa Locatelli per il territorio lecchese.

Mercato del lavoro a Lecco: peggiorata la situazione a marzo

saldi tra avviamenti e cessazioni sono negativi per uomini, donne e per i giovani con età compresa tra 15 e 24 anni d’età. Saldi invece positivi nel 1° trimestre 2021 rispetto all’ultimo trimestre 2020, anche se determinati dalla forte diminuzione delle cessazioni dei contratti e non dalla crescita degli avviamenti, negativa per entrambi i generi e per i giovani.

Particolarmente significative le riduzioni degli avviamenti per le donne (-29%) e per gli uomini (-20%), a cui si è accompagnata la crescita delle cessazioni (+14% per le donne e +17% per gli uomini).

Si tratta di dati negativi solo in parte compensati dalla leggera crescita delle trasformazioni per entrambi i generi (+3% per le donne e +2% per gli uomini).

Particolarmente forte la decrescita degli avviamenti di giovani tra 15 e 24 anni, con un preoccupante calo del 34%, mentre decisamente positiva la crescita delle trasformazioni dei contratti (+28%).

Con riferimento alle dinamiche congiunturali trimestrali, i primi tre mesi del 2021 fanno registrare un saldo positivo rispetto all’ultimo trimestre 2020 (+1574 unità) rispetto a quello negativo registrato nel febbraio (-286 unità). L’aumento appare consistente per le donne (+631 avviamenti) e per gli uomini (+941).

Tuttavia, anche in questo caso il numero positivo è maggiormente influenzato dal calo delle cessazioni dei contratti di lavoro (-33%) rispetto agli avviamenti effettuati dai datori di lavoro, che è in territorio negativo (-11%). Tuttavia, considerato che le proroghe e le trasformazioni sono in netta decrescita rispetto all’ultimo trimestre 2020 (rispettivamente del 25% e 43%), emerge un quadro di luci e ombre che rispecchia fedelmente le incertezze sui tempi di ripresa dei settori economici più colpiti dalla diffusione del virus Covid-19, come commercio, turismo e servizi.

Sempre confrontando i dati rilevati nel 1° trimestre 2021 con quelli del trimestre precedente, si nota che l’incremento del saldo tra gli avviamenti e le cessazioni di giovani continua a essere positivo (+546 unità, in crescita rispetto alle 215 unità dell’ultimo trimestre del 2020), tuttavia nello stesso periodo sono crollate le proroghe (-31%) e le trasformazioni (-37%).

"Pertanto, gli effetti della pandemia risultano ancora pesanti e la campagna nazionale di vaccinazione iniziata alla fine di dicembre 2020 non mostra ancora ripercussioni positive sugli indicatori economici e del mercato del lavoro. Prevalgono ancora le difficoltà che affliggono quella parte del mondo del lavoro legata a commercio, turismo e servizi".

Infatti le limitazioni per contrastare la diffusione della pandemia hanno ridotto drasticamente il numero di contratti stagionali, hanno azzerato l’indotto del settore sciistico, dove sono stati persi i guadagni di un’intera stagione, e hanno influito pesantemente sul settore della ristorazione e dell’ospitalità alberghiera.

I settori

Invece nei settori dell’industria e del manifatturiero, che registrano performance mediamente abbastanza positive, gli imprenditori faticano ancora ad avere una buona visibilità sull’andamento futuro dei mercati, perciò privilegiano generalmente i contratti di lavoro a termine o in somministrazione a tempo determinato rispetto a quelli a tempo indeterminato.

"Bisognerà attendere i dati del 2° trimestre 2021 per valutare gli effetti della prosecuzione della campagna di vaccinazione e delle norme che di recente hanno allentato le restrizioni alle attività economiche e alla mobilità territoriale (Decreto legge 52 del 22 aprile 2021)" rimarcano da Villa Locatelli.