l'appello

Marta e Stefano Beccalli: «Perché non lanciare un corso di macelleria?»

La più grande difficoltà della «Macelleria Salumeria Beccalli» di Costa Masnaga è reperire personale, soprattutto artigiano, perciò i due fratelli si rivolgono a istituti e istituzioni del territorio

Marta e Stefano Beccalli: «Perché non lanciare un corso di macelleria?»
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«La difficoltà più grossa? Senza dubbio è trovare nuovi lavoratori per la nostra attività». A parlare sono Marta e Stefano Beccalli, due piccoli imprenditori moderni, rappresentanti del saper fare artigiano tanto caro al nostro territorio. Insieme sono i titolari della storica «Macelleria Salumeria Beccalli» di Costa Masnaga, a cui hanno recentemente aggiunto il limitrofo ristorante «retroBottega»: oltre a loro sono operativi tre dipendenti in macelleria, a cui se ne aggiungono altri tre per il lato ristorazione, senza scordare alcuni collaboratori a chiamata.

L’idea di Marta e Stefano Beccalli

Per i due fratelli, 38 anni lei e 33 lui, le criticità sul fronte del personale sono evidenti: «A volte ci chiediamo dove siano i giovani, in tutti i settori artigiani purtroppo manca la manodopera, forse anche perché si è perso l’interesse per i lavori manuali - hanno affermato - inoltre si tende a pensare soltanto a qui e ora, senza impegnarsi nell’investimento su stessi. Al contrario noi siamo convinti che la figura dell’artigiano sia portatrice di valore, una caratteristica di cui essere orgogliosi». Da qui l’idea: perché non lanciare una scuola di macelleria? «È il nostro sogno, un progetto ambizioso che oggi ancora non esiste - hanno continuato Marta e Stefano - sarebbe bello crearla, coinvolgendo giovani e istituti del territorio, ma anche un ente istituzionale. Attualmente siamo disponibili ad accogliere chi vuole imparare questo mestiere. E si tratta di un grande investimento, di lungo raggio: per iniziare a formare un macellaio servono circa 4 anni, per un professionista finito ce ne vogliono addirittura 10! Nel tempo abbiamo fatto diversi passi avanti per renderci più attrattivi verso nuove figure, considerando parecchio il welfare aziendale. Per scelta abbiamo deciso di tenere chiuso la domenica e durante le feste comandate, ma anche di chiudere 3 settimane ad agosto, con lo scopo di agevolare i lavoratori, per aumentare il livello di benessere, ovvero un benefit che va oltre il compenso economico».

Il ruolo chiave delle persone

Alla base di tutto c’è un concetto tanto semplice quanto fondamentale: «Le persone sono fondamentali, si devono sentire parte del progetto perché noi due da soli non andiamo da nessuna parte, tutti dobbiamo lavorare verso lo stesso obiettivo e offriamo loro la possibilità di crescere - hanno aggiunto - siamo anche pronti per fare impresa, convinti che con un gruppo più strutturato alle spalle sia più semplice dare spazio ad un’altra attività». I Beccalli sono «a caccia» di un responsabile di sala per il «retroBottega» e di un macellaio per la salumeria/macelleria: «Cerchiamo una persona che voglia imparare un mestiere, non necessariamente diciottenne, anche con qualche anno in più e pronto a cambiare vita, acquisendo competenze che permettono di riqualificarsi e apprendere una nuova professione». Il dialogo con le scuole certamente non manca: l’attività di Costa Masnaga ha impostato da tempo una collaborazione con il CFPA Casargo, con cui sviluppa percorsi sia teorici che pratici, con tanto di originali «open day in macelleria», ma non mancano i rapporti con le scuole alberghiere del Ballerini di Seregno e dell’Aldo Moro di Valmadrera, oltre che con la cooperativa sociale In-Presa di Carate Brianza.
A fronte di quanto detto finora va ricordato che stiamo parlando di un’attività in salute, oltre che di una storia di successo che vale la pena di raccontare e che ha attraversato sei decenni e tre generazioni. Il fatturato della macelleria/salumeria è in costante crescita e lo stesso si può affermare per il ristorante, entrato a pieno regime nel 2023. Gli investimenti non mancano: ad agosto 2024 è stata rifatta completamente la cucina e in parallelo Marta e Stefano hanno scommesso su una nuova brigata.

La storia di ieri e di oggi

Ma guardiamoci indietro: era l’1 novembre 1961 quando Giuseppe Beccalli, nonno degli attuali titolari, e suo fratello Stefano aprirono un negozio di alimentari a Costa Masnaga. Continuano Marta e Stefano: «Entrambi avevano una formazione di “cervelee”, di base erano macellai a 360° e rilevarono un’attività già esistente. Dopo la prematura scomparsa del nonno proseguirono nonna Luigia e papà Antonello, che portò avanti il negozio a partire dalla seconda metà degli anni Settanta. Nei primi anni Ottanta si aggiunse anche mamma Augusta, quindi fu il turno nostro: entrambi siamo cresciuti qui».

Fino ad arrivare a retroBottega

Marta è laureata in Giurisprudenza, Stefano in Viticoltura ed Enologia, facoltà di Agraria: «A partire dal 2011 abbiamo visto insieme il business della bottega 2.0, favoriti dal fatto che i nostri genitori si sono dimostrati molto aperti al cambio generazionale, dandoci carta bianca ma anche alcuni paletti chiave da rispettare. Il passaggio del testimone è stato naturale e ancora oggi papà è una risorsa fondamentale per la sua conoscenza, oltre che un mentore dal punto di vista dell’artigianalità». I due fratelli nel 2015 hanno scelto di imporre un cambio di passo, con il rifacimento della storica attività, sia nello spirito che nell’estetica, portando una ventata d’aria fresca. È stata persino riportata alla luce una cantina originaria del 1700, realizzata su un probabile basamento medievale, oggi utilizzata per pranzi e cene davvero speciali, oltre che per ospitare vini, protagonisti di un settore che la passione di Stefano ha permesso di ampliare e approfondire. Il resto è storia recente: il retroBottega, usato in passato come magazzino, ha aperto a febbraio 2020 con l’idea di diventare un polo di divulgazione enogastronomica, ma l’arrivo della pandemia ha sparigliato le carte in tavola. Oggi è il luogo giusto dove riscoprire l’antica arte della macelleria in tavola.

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