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Lucia Salmaso, la top manager che ha trovato a Lecco il suo buen retiro

E' Ceo del colosso BKT Europe

Lucia Salmaso, la top manager che ha trovato a Lecco il suo buen retiro
Economia Lecco e dintorni, 07 Aprile 2021 ore 09:46

È una donna tutta dun pezzo. Una top manager che si è formata in Pirelli, che ha fatto un’importante esperienza negli USA per poi tornare in Italia con l’incarico di marketing manager nella business unit agricoltura e quindi in Trelleborg, quando il gruppo Pirelli decise di vendere la divisione pneumatici per trattori e macchine da giardinaggio all’azienda svedese. Nel 2008 la chiamata di Arvind Poddar, chairman della multinazionale indiana BKT, società specializzata nella produzione di gomme per trattori e macchine movimento terra con 4 stabilimenti, 8.400 dipendenti, 900 milioni di euro fatturato e una quota di mercato globale stimata nel segmento degli pneumatici Off-Highway del 6%. Lucia Salmaso, 61 anni, a gennaio 2009 diventa direttore marketing della sede europea di Seregno, suo paese di origine anche se oggi vive nel Lecchese. Nel 2012 diventa amministratore delegato della divisione europea di BKT, continente che oggi rappresenta il 50% del mercato della multinazionale indiana.

 

Lucia Salmaso, Come ha potuto una donna formarsi e poi diventare AD di una delle più grandi multinazionali operante in un settore – quello dei pneumatici – prevalentemente maschile?

«A parte una brevissima esperienza, ho sempre lavorato in questo settore e mi ci sono subito appassionata. Poi, è vero, opero in un business molto maschile – anche se oggi ci sono molte più donne rispetto a quando ho iniziato – all’interno del quale sono riuscita ad emergere grazie a determinazione, forza di volontà e soprattutto una grande focalizzazione sugli obiettivi da raggiungere. Se oggi ricopro il ruolo di Ceo di BKT Europe lo devo al chairman del Gruppo, Arvind Poddar, un uomo illuminato, dotato di un carisma incredibile e che mi ha conquistato subito quando mi ha chiesto di iniziare a lavorare per la sua multinazionale».

 

E come le è venuta l’idea di legare BKT al campionato di calcio di Serie B, di cui siete sponsor dal 2018, ora Serie BKT, altro mondo decisamente maschile?

«Siamo un’azienda BtoB ma un po’ anche BtoC per la nostra filosofia marketing, e vogliamo essere vicini ai nostri clienti. Siamo originali nella comunicazione e lo abbiamo dimostrato anche con questa scelta della Serie BKT, poi proseguita anche con la sponsorizzazione della Ligue 2 BKT, la seconda divisione del calcio francese, equivalente alla nostra Serie B. Una scelta che nessun nostro competitor aveva mai fatto. I nostri clienti operano e vivono soprattutto in provincia dove le seconde divisioni di calcio sono molto seguite. Infine, non ci manca di certo la voglia di valorizzare i giovani talenti e vederli crescere e diventare i grandi campioni di domani».

 

Tanto calcio…

«Sì, siamo anche Official Global Sponsor de LaLiga, ma decisamente non solo calcio. Crediamo molto nello sport come modello di comunicazione perché ci permette di arrivare al cuore dei nostri clienti, di seguirli nel loro tempo libero. Siamo poi partner dell’Eurolega di basket e dei suoi due campionati Turkish Airlines EuroLeague e7Days EuroCup, che raggruppano le 42 squadre più forti in rappresentanza di ben 14 Paesi. In India e in Australia invece sponsorizziamo il cricket che è lo sport nazionale. Dal 2014 ci siamo legati anche al Monster Jam, famoso show motoristico Usa. Per questi veicoli enormi che fanno mille acrobazie, abbiamo creato e fornito uno pneumatico specifico. Avendo la sede europea in Brianza abbiamo abbinato il nostro marchio all’hockey Seregno».

Nell’aprile 2019 ha inaugurato la nuova sede europea BKT di Seregno. Durante l’evento inaugurale lei disse che non si trattava solo di un progetto architettonico, ma anzitutto strategico. Ci spiega meglio questa filosofia?

«Lo slogan che abbiamo coniato per l’inaugurazione è stato “The Next level”, ovvero la conquista della leadership di mercato. Seregno è il punto di partenza della divisione europea, vogliamo rafforzare la nostra presenza e il marchio BKT. L’Europa è un mercato fondamentale per la nostra multinazionale e già oggi rappresenta il 50% del fatturato consolidato del gruppo».

Qual è il ruolo dell’headquarter brianzolo all’interno della multinazionale indiana?

«I nuovi uffici dispongono di uno spazio di oltre 500 mq Qui abbiamo un team di 18 persone, molte delle quali sono donne, che si occupano di logistica, di supporto tecnico, di vendite e del marketing di tutto il Gruppo BKT. E per quanto riguarda le strategie di marketing, queste sono ovviamente personalizzate per i vari mercati. Poi abbiamo anche un magazzino di oltre 3.000 mq dove gestiamo al meglio la logistica nostra e dei nostri partner. La sede dispone di una struttura di training dove riceviamo i clienti – prima della pandemia e speriamo di tornare ad ospitarli presto – per presentare le novità della nostra gamma, far toccare con mano i nuovi prodotti, spiegare le nuove tecnologie che usiamo, per interagire con loro e capire meglio le loro esigenze».

BKT ha una gamma di oltre 2.700 pneumatici che prima di essere messi sul mercato vengono sottoposti a 500 test. Perché così tanti prodotti e test?

«Abbiamo una gamma ampia perché ce lo chiede il mercato: produciamo gomme per le macchine più diverse – dai trattori alle macchine movimento terra, fino a quelle del giardinaggio – le cui caratteristiche cambiano in considerazione del loro peso, dalla velocità con la quale lavorano, dalle caratteristiche del terreno sul quale operano… Il numero elevato di test – come per l’ampia gamma – é un’altra nostra caratteristica, un elemento distintivo, una garanzia di qualità».

Il Gruppo BKT detiene il 6% del mercato internazionale. È una presenza uniforme in tutti i mercati nei quali operate?

«No. In Europa abbiamo sfioriamo il 10% che sale al 15% nel settore agricolo, dove l’azienda ha iniziato ad operare. In Italia arriviamo al 20%. Si tratta evidentemente di stime interne dal momento che non esistono fonti ufficiali che tengano conto delle produzioni extra europee».

 

Come avete affrontato questa pandemia che dura da un anno? Come riuscite a far conoscere i vostri prodotti e a interagire con i clienti senza partecipare alle fiere?

«Nel 2020 a Seregno abbiamo anticipato il lockdown italiano di due settimane: le informazioni che ci arrivavano dai nostri clienti asiatici ci avevano suggerito una chiusura anticipata. Abbiamo ripreso dopo aver messo in sicurezza la sede e dotato tutti i dipendenti e i collaboratori dei presidi di sicurezza necessari per lavorare nella massima tranquillità. E siamo subito partiti all’attacco elaborando nuove strategie, non potendo più incontrare di persona i nostri clienti e partecipare a fiere internazionali dove presentare i nuovi prodotti. Abbiamo creato BKT Network, la Tv digitale del Gruppo per abbattere le distanze; abbiamo convertito tutte le attività che svolgevamo negli stadi in giochi digitali mantenendo il monte premi; abbiamo digitalizzato tutti i corsi di formazione e gli eventi tecnici… Certo, il contatto umano ci manca, vedere fisicamente i nostri clienti è importante come è importante partecipare alle fiere, ma non siamo stati fermi».

 

Lei è nativa di Seregno. Cosa ricorda della sua cittadina?

«Ho vissuto in Brianza fino a 14 anni, poi mi sono trasferita a Milano con la famiglia. Abitavo in centro, in via Cavour, e oggi giro la città con facilità, conosco ancora tutte le vie e sono orgogliosa di essere brianzola. Non a caso la sede europea di BKT è stata fatta nel 2006 proprio a Seregno…».

 

Adesso abita in riva al lago di Lecco.

«Dopo la parentesi negli States, nel 2006 sono tornata in Lombardia, ed ero alla ricerca di un luogo tranquillo. Viaggiavo e viaggio molto all’estero e avevo bisogno di un posto dedicato al relax, affascinante, bello. Prima ho trovato casa alla Rocca di Valmadrera, poi, poco distante, ma sempre sul lago. È il mio buen retiro».

 

Cosa fa nel tempo libero?

«Leggo, leggo molto, sono appassionata di crime e di biografie. Poi appena posso scappo in Umbria per trascorrere qualche ora con le mie nipotine».

 

Sponsorizza il calcio, ma di pallone non ne parla.

«Seguo il calcio, ci mancherebbe, e sono pure tifosa dell’Inter».

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