Nel mese di marzo 2026 il sistema industriale delle province di Como, Lecco e Sondrio si conferma in una fase di sostanziale tenuta. Il quadro delineato dall’Osservatorio congiunturale rapido realizzato dai Centri Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Confindustria Como mostra infatti indicatori complessivamente stabili su domanda, produzione, fatturato e occupazione, con segnali di continuità più che di vera espansione. Tuttavia, a pesare sull’orizzonte delle imprese resta soprattutto l’instabilità geopolitica internazionale, che continua a influenzare costi e catene di approvvigionamento.
La domanda interna si mantiene su livelli analoghi al mese precedente, con oltre il 43% delle imprese che segnala ordini stabili e una quota significativa che registra comunque una crescita. Anche la domanda estera segue una dinamica simile, con una prevalenza di stabilità e un equilibrio tra imprese in espansione e quelle in contrazione. Il quadro complessivo restituisce quindi un sistema che non accelera, ma che non arretra in modo significativo, confermando una fase di attesa.
Lecco tra stabilità e incertezze globali: l’industria tiene ma pesa il contesto geopolitico
Sul fronte produttivo, marzo evidenzia una sostanziale continuità rispetto a febbraio. Più della metà delle imprese dichiara livelli invariati, mentre la parte restante si divide tra crescita e lieve riduzione. Un elemento rilevante riguarda l’utilizzo degli impianti, che si attesta su livelli superiori rispetto alla media del secondo semestre 2025, segnalando una capacità produttiva ancora ben presidiata. Le imprese di medie dimensioni risultano maggiormente attive rispetto a quelle più piccole, mentre tra i settori spiccano metalmeccanico e meccatronico, insieme agli altri comparti industriali, mentre il tessile registra valori più contenuti.
Anche il fatturato segue una traiettoria di equilibrio, con una prevalenza di giudizi di stabilità e crescita rispetto a quelli di contrazione. Le vendite sul mercato interno mostrano un andamento leggermente più dinamico, mentre l’export conferma una resilienza significativa, pur in un contesto di maggiore incertezza internazionale.
Il quadro occupazionale si presenta anch’esso stabile. La stragrande maggioranza delle imprese non segnala variazioni negli organici, mentre una quota minore indica aumenti e una percentuale ancora più contenuta segnala riduzioni. Le aspettative per i mesi successivi confermano questa impostazione prudente, con le imprese che non prevedono movimenti significativi nel breve periodo.
A emergere con maggiore forza, tuttavia, sono le condizioni esterne al ciclo produttivo. L’80% delle imprese segnala infatti un aumento dei costi di approvvigionamento delle materie prime, mentre una quota consistente evidenzia rincari anche sul fronte energetico e logistico. Le tensioni geopolitiche internazionali si riflettono così in modo diretto sull’operatività aziendale, generando effetti che vanno dalla riorganizzazione dei processi produttivi fino al rinvio degli investimenti e, soprattutto, alla compressione dei margini di profitto.
Le imprese evidenziano inoltre una crescente difficoltà nella gestione delle catene di approvvigionamento, con ritardi, riduzioni di disponibilità e maggiore incertezza sui tempi di consegna. Anche la domanda dei clienti risente di questo clima, con segnali alternati tra stabilità e rallentamento, ma con una componente crescente di incertezza che condiziona le prospettive di breve periodo.
Il sistema del credito, invece, appare sostanzialmente stabile. La quasi totalità delle imprese non rileva variazioni nelle condizioni di accesso ai finanziamenti e la situazione della liquidità viene giudicata nel complesso adeguata o soddisfacente dalla maggioranza del campione, pur con una quota non trascurabile che indica margini di miglioramento.
In sintesi, il territorio di Lecco insieme a Como e Sondrio si muove dentro un equilibrio fragile: la struttura industriale regge, la produzione tiene e l’occupazione resta stabile, ma il contesto internazionale continua a introdurre elementi di pressione che incidono sulle scelte strategiche delle imprese. La sensazione prevalente è quella di una stabilità difensiva, più che di una fase espansiva, con le aziende che guardano ai prossimi mesi con prudenza e attenzione all’evoluzione dei mercati globali.