Indagine congiunturale di Federmeccanica

Industria Metalmeccanica-Meccatronica, i dati “confermano il buono stato di salute del nostro sistema produttivo”

Due terzi (66,7%) delle aziende metalmeccaniche del campione evidenziano difficoltà nel reperire sul mercato del lavoro figure con competenze, in primis tecniche e high skills, necessarie a dare continuità ai piani di sviluppo aziendali

Industria Metalmeccanica-Meccatronica, i dati “confermano il buono stato di salute del nostro sistema produttivo”

Sono stati diffusi i risultati dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica-Meccatronica italiana. Per quanto attiene nello specifico al livello territoriale “il quadro resta stabile, con dati
che confermano il buono stato di salute del nostro sistema produttivo, pur nello scenario complessivo nazionale e mondiale che tutti conosciamo: estremamente complesso e altamente mutevole. Questo induce alla cautela e spesso condiziona la possibilità di pianificare investimenti strategici di lungo periodo”, evidenzia Marco Galbiati, presidente della Categoria Merceologica Metalmeccanica e Meccatronica di Confindustria Lecco e Sondrio.

Industria Metalmeccanica-Meccatronica, i dati “confermano il buono stato di salute del nostro sistema produttivo”

“Accanto al tema dei costi energetici, che continuano a rappresentare un nodo critico per le imprese italiane, soprattutto in questa fase, vi è un’altra questione centrale per il settore metalmeccanico: il futuro dell’ex Ilva, tema noto da tempo. Si tratta di un asset strategico per il Paese. In questo senso, condivido quanto evidenziato dal presidente di Federmeccanica, Simone Bettini, che richiama il valore strategico, per il sistema produttivo nazionale, di poter contare su un’adeguata offerta di acciaio prodotto in Italia”, osserva ancora Marco Galbiati.

“Inoltre, in un momento in cui la competitività dell’industria europea è messa a dura prova, il CBAM, nella sua forma attuale, si pone per il sistema produttivo come una criticità ulteriore, che non possiamo ignorare poiché penalizza la competitività delle imprese europee sui mercati internazionali. Allo stesso tempo, comporta oneri burocratici aggiuntivi e per questo motivo si rende necessaria una revisione strutturale del meccanismo, anche a seguito di quella prevista per il sistema ETS”, conclude.

I più recenti dati riferiti alle realtà metalmeccaniche e meccatroniche dei nostri territori, elaborati dal Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio, evidenziano, per l’indicatore associato alla domanda, performance in aumento su entrambi gli orizzonti temporali di analisi nel corso del secondo semestre 2025. La variazione tendenziale misurata rispetto ai livelli del semestre luglio-dicembre 2024 assume entità marcata e si attesta a circa sei punti percentuali e mezzo (+6,4%). Il raffronto con i primi sei mesi del 2025 indica invece un incremento congiunturale più contenuto, pari a circa un punto percentuale e mezzo (+1,5%).

Nel corso della seconda metà del 2025 l’indicatore associato al fatturato mostra un incremento tendenziale a fronte di una diminuzione di modesta entità a livello congiunturale. L’analisi con il semestre luglio-dicembre 2024 evidenzia un aumento del fatturato di circa quattro punti percentuali (+3,9%). La variazione con i primi sei mesi del 2025 si attesta invece al -0,8%.

Tra luglio e dicembre 2025 l’andamento dell’occupazione è stato interessato da un prevalente mantenimento dei livelli a cui si è accompagnata, in caso di variazione, una diffusa indicazione di aumento. Circa tre imprese su quattro (73,3%) hanno segnalato la conservazione dei propri organici e il 22,8% ha riscontrato un’espansione. Due terzi (66,7%) delle aziende metalmeccaniche del campione evidenziano inoltre difficoltà nel
reperire sul mercato del lavoro figure con competenze, in primis tecniche e high skills, necessarie a dare continuità ai piani di sviluppo aziendali.

I dati nazionali

Nel 2025, la produzione metalmeccanica/meccatronica diminuisce dello 0,9% rispetto all’anno precedente (con la Germania che cala dell’1,9%). La contrazione più accentuata è quella del comparto Automotive a -11,1%.
L’export metalmeccanico/meccatronico nel 2025 è aumentato in valore del 2,9%, ancora lontano dalle crescite in doppia cifra che fino al 2022 caratterizzavano il settore. Solo il 28% delle imprese dichiara un miglioramento del portafoglio ordini; si mantiene significativa e pari al 9%, la percentuale di imprese che valuta “cattiva o pessima” la situazione della liquidità aziendale.

Il 63% delle imprese metalmeccaniche/meccatroniche usa acciaio e per quasi la metà di queste (42%), l’approvvigionamento incide per oltre il 30% sui costi di produzione; a livello di provenienza prevale il mercato interno: oltre il 60% acquista in Italia (produttori 34%, distributori 29%), seguono UE (22%), extra-UE (9%) e Cina (6%).

Il 64% degli imprenditori considera l’acquisto di acciaio italiano un asset strategico per la competitività del sistema Paese e, per il 68% del campione, il rilancio dell’ex-ILVA è fondamentale per l’industria europea, specialmente in vista dell’applicazione del regolamento CBAM. (Per consultare l’indagine: www.federmeccanica.it)