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I dazi Usa sono illegittimi, c’è l’opportunità di un rimborso per le imprese del territorio

L’avvocato Lorenzo della Bella fa chiarezza su un tema di grande rilevanza per le aziende che esportano negli States

I dazi Usa sono  illegittimi, c’è l’opportunità di un rimborso per le imprese del territorio

Negli ultimi mesi si è aperto un tema di grande rilevanza per le imprese italiane che esportano negli Stati Uniti: il possibile rimborso dei dazi applicati ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa). Un tema tecnico, ma con impatti economici potenzialmente significativi, che riguarda da vicino anche molte realtà produttive lecchesi, della Brianza, del Lago di Como e della Valtellina, territori fortemente orientati all’export e con relazioni consolidate con il mercato americano. Ne parliamo con Lorenzo della Bella, l’avvocato titolare di Sdba Benefit, Local Representative per Brianza, LakeComo e Valtellina di AmCham – American Chamber of Commerce in Italy.

Avvocato della Bella, cosa sta succedendo negli Stati Uniti sui dazi?

«E’ intervenuta una decisione molto importante della Us Court of International Trade che, sulla base di una pronuncia della Corte Suprema, ha ritenuto illegittimi i dazi applicati ai sensi dell’Ieepa. Questo ha aperto la possibilità di ottenere il rimborso dei dazi già versati da parte degli importatori negli Stati Uniti».

Parliamo di un fenomeno circoscritto oppure di un tema generalizzato?

«È un tema molto più ampio di quanto si possa pensare per le aziende del territorio. La decisione ha efficacia generale e riguarda tutti gli importatori che hanno pagato questi dazi, indipendentemente dal fatto che abbiano partecipato al contenzioso. Detto questo, è importante chiarire che non riguarda tutti i dazi statunitensi, ma solo quelli applicati in base all’Ieepa».

Quindi non tutti i dazi sono coinvolti?

«Esatto. La decisione non si estende ad altre categorie di dazi, come quelli su acciaio, alluminio e automotive, che seguono regole diverse. Potrebbero utilizzare una strada ad hoc, queste ultime. Questo è un primo elemento di complessità che spesso viene sottovalutato».

Le imprese italiane sono direttamente beneficiarie di questi rimborsi?

«Non necessariamente. Il sistema doganale statunitense prevede che il rimborso venga riconosciuto all’importatore registrato negli Stati Uniti, non all’esportatore italiano. Questo introduce un elemento molto rilevante: il tema non è solo tecnico, ma anche contrattuale e relazionale tra le parti».

Anche le operazioni che sono già state concluse possono essere coinvolte?

«Sì, ed è uno degli aspetti più interessanti. La decisione apre alla possibilità di ricalcolare anche operazioni già liquidate, con potenziali effetti retroattivi. Questo amplia notevolmente il perimetro delle situazioni che potrebbero essere interessate».

Le aziende sono consapevoli di questa opportunità?

«Non ancora pienamente. I grandi gruppi internazionali si sono già attivati, ma molte Pmi italiane non hanno ancora percepito la portata del tema. Tutto il comparto moda e farmaceutico è già partito. E questo è comprensibile: si tratta di una materia complessa, che richiede competenze specifiche e una visione integrata tra aspetti doganali, legali e commerciali».

Qual è quindi il messaggio che si sente di dare alle imprese del territorio?

«Il primo messaggio è semplice: essere consapevoli. Oggi non è tanto il momento di improvvisare soluzioni operative, quanto di comprendere che esiste un tema potenzialmente rilevante, che può avere impatti economici significativi. Il secondo messaggio è altrettanto importante: non affrontare queste tematiche in modo isolato».

A chi dovrebbero rivolgersi le aziende?

«A soggetti che seguono queste dinamiche quotidianamente e che hanno una visione internazionale. In questo contesto, realtà come AmCham – American Chamber of Commerce in Italy svolgono un ruolo fondamentale: nel fare informazione, nel creare consapevolezza, nel mettere in contatto imprese, professionisti e istituzioni. Sono capaci anche di fare gruppo e influenza. Oggi l’esigenza principale è proprio questa: fare cultura su un tema nuovo, complesso e in rapida evoluzione e saper fare gruppo. Il tema dei rimborsi dei dazi negli Stati Uniti rappresenta una potenziale opportunità per molte imprese italiane. Ma non è un tema da affrontare in modo improvvisato. È un tema da comprendere e da affrontare insieme. E, soprattutto, con i giusti interlocutore».