Economia

Economia lecchese: record di scambi con l'estero

Il saldo commerciale, da sempre positivo, è in crescita e supera la quota di 860 milioni di Euro: record assoluto per la nostra realtà

Economia lecchese: record di scambi con l'estero
Economia Lecco e dintorni, 21 Settembre 2018 ore 11:44

Economia lecchese: record di scambi con l'estero, Nei primi sei mesi del 2018 l’interscambio con l’estero del territorio lecchese ha raggiunto la cifra record di 3,8 miliardi di Euro: +2,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Il Presidente della Camera di Commercio di Lecco Daniele Riva non nasconde la sua soddisfazione per le performance del sistema economico produttivo locale, in continua crescita: “In questo primo semestre le esportazioni provinciali sono state pari a 2,3 miliardi di Euro e le importazioni a 1,5 miliardi. Il saldo commerciale, da sempre positivo, è in crescita e supera la quota di 860 milioni di Euro: record assoluto per la nostra realtà”.

I dati dell'economia lecchese

Il Presidente Riva prosegue: “Oltre un terzo sia dell’export che dell’import complessivo ha riguardato la meccanica: una quota di gran lunga superiore al dato regionale e nazionale.        Nel metalmeccanico il contributo lecchese all’export regionale rappresenta ben il 3,7% di quello regionale e l’1% di quello italiano; per fare un raffronto, il numero delle imprese lecchesi iscritte al Registro camerale è pari al 2,7% di quelle lombarde e allo 0,4% di quelle nazionali. Dunque, il ‘peso’ della nostra realtà in termini di quote export è ben 2 volte e mezzo superiore alla quota delle imprese lecchesi rispetto al totale del nostro Paese. Con questi dati e valori ci presenteremo all’Assessore regionale allo Sviluppo Economico Alessandro Mattinzoli il prossimo 26 settembre, nell’incontro in sede camerale con gli esponenti del sistema economico lecchese in cui avremo modo di meglio rappresentare le qualità e le istanze delle nostre imprese, dopo che lo stesso Assessore aveva partecipato alla ‘XVI Giornata dell’Economia’ promossa congiuntamente dalle Camere di Lecco e di Como lo scorso 14 giugno”.

 

Sempre più internazionali

“Il sostegno all’internazionalizzazione delle MPMI è da sempre al centro delle azioni poste in essere dal nostro Ente camerale, anche con il supporto della sua Azienda speciale L@riodesk. Questo impegno non dovrà venir meno con la nascita della Camera di Commercio di Como-Lecco: in terra lariana opera il 7,7% delle imprese lombarde, che producono il 7,2% del valore aggiunto, capaci di esportare oltre l’8,3% del totale regionale (come sappiamo, l’export lombardo è stabilmente oltre un quarto di quello nazionale) e coinvolte nel 13,6% dei contratti di rete regionali. Tutti aspetti che definiscono l’area delle due province, contribuendo a determinarne

potenzialità e attrattività. Dunque” - conclude il Presidente Riva - “dovranno essere questi gli elementi costitutivi della nuova Camera, che nasce in una stagione di forti spinte al cambiamento e di riforme istituzionali”.

A fronte del saldo positivo della bilancia commerciale lecchese (pari a +860,3 milioni di Euro, +6,1% rispetto al 1° semestre 2017), anche quello italiano registra un surplus (+19,1 miliardi di Euro, pressoché stabile), mentre resta negativo quello della Lombardia (-4,4 miliardi di Euro, peraltro in peggioramento del 74,7%)

Tutte le province lombarde evidenziano un incremento sia delle importazioni (con le sole eccezioni di Sondrio, -0,7%  e Pavia, -1,7%) che nelle esportazioni (tranne Monza, -5,7%).          Per queste ultime è Lodi a registrare la variazione più significativa in Lombardia (+11%), seguita da Varese, Cremona e Milano (rispettivamente +10,3%, +9% e +7,3%); la nostra provincia (+4,21%) precede solo Pavia (+4,2%), Mantova (+1,3%) e Monza (-5,7%).

 

Sempre in ambito regionale, la realtà con la crescita più significativa delle importazioni è Cremona, seguita da Mantova, Brescia e Como (rispettivamente +23,1%, +21,5%, +11,6% e +9,5%); Lecco occupa la quartultima posizione (+3,2%, precedendo Monza, +1,4%, Sondrio,           -0,7%, e Pavia, -1,7%).

L’andamento settoriale dell’export

 

Come detto, anche nel primo semestre 2018 resta particolarmente significativo il contributo all’export lecchese del metalmeccanico: prodotti in metallo (37% del totale) e macchinari (24,5%). Seguono a distanza la chimica-gomma con il 3,8%; i prodotti tessili (“sistema moda”, 6,3%); l’alimentare con il 5,2%; i mezzi di trasporto con il 4,9%.

Tra i comparti citati, quelli che hanno fatto registrare la miglior performance rispetto al primo semestre 2017 sono l’“alimentare” (+8,1%), i “mezzi di trasporto” (+4,9%), la “chimica gomma” (+4,5%) e i “prodotti in metallo” (+4,2%). Restano, invece, praticamente invariate le esportazioni dei “prodotti tessili” (+0,1%)

Mer

Mercati di sbocco

Il mercato di sbocco principale del “Made in Lecco” è tuttora quello dell’Unione Europea, ed è pure in crescita (69,9% delle esportazioni, +6%). Aumenta anche l'export verso l'Europa non UE (+17,5%; la sua quota rappresenta l'8,8% del totale), nonché quello verso l'America del nord e l'America del centro-sud (rispettivamente +5,9% e +10,2%; complessivamente l’8,1% del totale); viceversa, registrano cali Oceania (-31,6%, 0,4% del totale), Africa (-17,8%, 2,3%)  e Asia (-9,1%, 10,5%

 

La Germania si conferma primo Paese destinatario dell’export lecchese, con ben 575,6 milioni di Euro, ovvero il 24,5% del totale, seguita a distanza dalla Francia (oltre 260,7 milioni di Euro, 11,1%), dagli Stati Uniti (oltre 132,3 milioni di Euro, 5,6%), dal Regno Unito (106,1 milioni di Euro, 4,5%) e dalla Spagna (98,1 milioni di Euro, 4,2%). Questi primi 5 mercati sono destinatari di oltre il 70% delle esportazioni provinciali complessive 

 

Tra i primi 10 Paesi di sbocco dei prodotti lecchesi, evidenziano cali Repubblica Ceca, Belgio, Regno Unito e Austria (rispettivamente -6,7%, -4,9%, -2,5 e -1,7%), mentre risulta in crescita l’export lecchese soprattutto in Polonia, Francia e Stati Uniti (rispettivamente +15,1, +18,6 e +6,8 milioni di Euro, pari al +20,2%, +7,7% e +5,4%

 

L'andamento settoriale

Anche con riferimento allimport il settore principale è il metalmeccanico: prodotti in metallo 618,5 milioni di Euro, pari al 41,6% del totale; macchinari 205,7 milioni di Euro, 13,8%. Seguono chimica e gomma (152,4 milioni di Euro, 10,3%), legno-carta (123,2 milioni di Euro, 8,3%) e prodotti tessili  (70,8 milioni di Euro, 4,7%).               

 

Tra i principali settori, da segnalare soprattutto la crescita delle importazioni del “legno-carta” (+26,1%), degli “alimentari” (+9,7%) e della “chimica-gomma” (+9,6%); in calo le importazioni di prodotti tessili (-6,9%).

 

Mercato di approvvigionamento

Anche per le importazioni il mercato principale resta quello europeo: 83% del totale (in particolare, dai Paesi UE proviene ben il 75,5%), con una crescita del 3,5%. Aumenta anche il valore dei prodotti importati dall'America Settentrionale e dall’Asia e (rispettivamente +37,6% e +1,8%); viceversa, calano tutti i restanti mercati: Oceania (-38,6%), Africa (-24,9%) e America Centro Meridionale (-4,8%) [

I principali Paesi da cui Lecco importa merci sono Germania (387,6 milioni di Euro, pari al 26,1% dell’import totale), Francia (123,7 milioni di Euro, 8,3%), Spagna (circa 123,6 milioni di Euro, cioè l’8,3%), Cina (103,9 milioni di Euro, 7%) e Regno Unito (90,8 milioni di Euro, 6,1%)

 

Tra i primi dieci Paesi evidenziano un calo delle importazioni solo Paesi Bassi e Spagna (rispettivamente -9,8% e -2,3%); da segnalare le crescite a doppia cifra di Regno Unito, Turchia e Repubblica Ceca (rispettivamente +33,3%, +25,4% e +22,9%).

Bilancia commerciale con l'estero

Con la Germania - di gran lunga il primo Paese sia per l’export che per l’import lecchese - la bilancia commerciale del primo semestre 2018 è positiva per 188 milioni di Euro.

 

Con la Francia (2° mercato di sbocco e di approvvigionamento), l’attivo è stato di 137 milioni di Euro.

 

Con il Regno Unito (4° mercato per il nostro export e 5° per l’import) il surplus è stato di 15,3 milioni di Euro.

 

Con la Spagna (5° mercato di sbocco e 3° di approvvigionamento) si è verificato un disavanzo di 25,5 milioni di Euro.

 

La Cina è il 4° Paese di riferimento per le importazioni lecchesi, mentre meno significativo è il nostro export (pari a 35,6 milioni di Euro); il saldo è negativo per 68,3 milioni di Euro.

 

Viceversa, gli Stati Uniti sono il 3° Paese destinatario delle esportazioni lecchesi, ma non rientrano tra i primi 10 con riferimento all’import (pari a 28,9 milioni di Euro); il saldo è positivo per 103,4 milioni di Euro.

 

Nei primi sei mesi del 2018, la somma degli attivi commerciali con Germania, Francia e Stati Uniti rappresenta  quasi la metà dell’intero avanzo commerciale lecchese.