Economia

Crisi Ferrarini: entro fine dicembre il piano di concordato

Roberto Paolo Ferrari: "La crisi è prettamente finanziaria e non industriale"

Crisi Ferrarini: entro fine dicembre il piano di concordato
Economia Casatese, 25 Ottobre 2018 ore 11:33

E’ stato fissato per il 23 dicembre il termine per il piano di concordato del gruppo Ferrarini, storico marchio di prosciutti e salumi di Reggio Emilia di cui fa parte anche la Vismara di Casatenovo. Si è riunito infatti ieri il tavolo di crisi dell’azienda convocato al ministero dello Sviluppo Economico. All'incontro ha partecipato anche il deputato lecchese della Lega, Roberto Paolo Ferrari.

Crisi Ferrarini

In generale nonostante i dati su ordini e fatturato siano buoni, la società  soffre di un ingente indebitamento (nel bilancio 2016 ammontava a 280 milioni) anche a causa di una pregressa esposizione nei confronti di diversi istituti di credito a cui in passato si era affidata per sostenere la crescita Nel 2016 il gruppo si e’ poi scisso in due parti: da un lato le produzioni industriali di prosciutto e salumi, ossia le aziende Ferrarini spa e Vismara, dall’altro la societa’ Agricola Ferrarini, cui fa capo il resto delle attività (come la produzione di parmigiano, vino e aceto balsamico), che possiede la maggior parte del patrimonio del gruppo. Da luglio Ferrarini spa e Vismara sono in regime di concordato preventivo, regime che due settimane fa e’ stato accordato dal tribunale anche per la Societa’ Agricola Ferrarini che impiega circa 100 dipendenti. L’azienda ha ora 120 giorni di tempo per presentare un piano concordatario.

La situazione a Castenovo

L'onorevole leghista Roberto Ferrari

"Quanto relazionato dalla proprietà Ferrarini ha evidenziato un netto miglioramento nella capacità produttiva del sito di Casatenovo, nonostante la netta  diminuzione del ricorso agli ammortizzatori sociali" sottolinea Ferrari.  "L’auspicio è che il piano industriale che gli amministratori dovranno presentare entro il 23 dicembre preveda il rilancio del gruppo, magari anche con l’apporto di nuovi investitori, visto che la crisi è prettamente finanziaria e non industriale, garantendo la piena occupazione".

L'impegno di Ferrari

"Da parte mia, continuerò a vigilare affinché tutti i soggetti pubblici coinvolti, Ministero e Regioni contribuiscano assieme alle parti sociali e alla proprietà per una soluzione positiva della crisi. Le possibilità che ciò avvenga ci sono e sono concrete”.