Economia ai tempi del Coronavirus

Confcommercio: “A cena in zona gialla, ma anche a pranzo in fascia arancione”

"La “riconquista” della cena – sottolineano Confcommercio Lombardia e Fipe Lombardia – consentirebbe ad oltre 45 mila imprese lombarde della ristorazione di incrementare l’attività".

Confcommercio: “A cena in zona gialla, ma anche a pranzo in fascia arancione”
Economia Lecco e dintorni, 05 Febbraio 2021 ore 16:01

“La lettera formale inviata al Governo dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e dall’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi è un passo in avanti molto significativo”: così Confcommercio Lombardia e Fipe (la Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Lombardia commentano la richiesta della Regione di chiedere l’apertura dei ristoranti (e le attività assimilabili) fino alle 22.

Confcommercio: “A cena in zona gialla, ma anche a pranzo in fascia arancione”

Aperture più ampie nel pieno rispetto dei protocolli per la sicurezza anti-Covid – rilevano Confcommercio Lombardia e Fipe Lombardia – costituiscono una boccata d’ossigeno necessaria per una graduale ripartenza dopo mesi di chiusura con attività ridotta al minimo.

Bene hanno fatto i vertici regionali a sollecitare il Governo. Abbiamo lavorato con il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) e il Ministero dello Sviluppo Economico – spiega Lino Stoppanipresidente di Fipe Lombardia e presidente nazionale Fipe – proprio per dare un segnale di fiducia al mondo della ristorazione individuando diversi profili di rischio. Passi avanti con il CTS – ed ora arrivano le prime indicazioni positive – sono stati compiuti nell’osservanza rigorosa delle misure di sicurezza sanitaria. Così da poter far riaprire a cena in zona gialla, ma anche a pranzo in fascia arancione. E’ un passaggio di fondamentale importanza”.

La “riconquista” della cena

“La “riconquista” della cena – sottolineano Confcommercio Lombardia e Fipe Lombardia – consentirebbe ad oltre 45 mila imprese lombarde della ristorazione di incrementare l’attività. Senza dimenticare certo che molte imprese di pubblico esercizio restano al palo per l’emergenza sanitaria. E una più ampia apertura dei pubblici esercizi favorisce il consumo, fa da volano a tutto il commercio e dà un effetto psicologico positivo per una ripresa delle relazioni sociali”.

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