Calolziocorte

Braccia incrociate dei lavoratori alla Fontana: è il secondo sciopero nella storia dell'azienda

I lavoratori: "Esattamente come 12 anni fa siamo qui perchè pretendiamo rispetto, non solo soldi, ma rispetto e dignità"

Economia Lecco e dintorni, 07 Giugno 2021 ore 13:17

360 euro di premio di risultato divisi in due tranche. Circa un quarto di quanto ricevuto lo scorso anno. E' stata questa la motivazione (anche se da più parti è stato sottolineato che è stata solo l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso) che ha spinto questa mattina, lunedì 7 giugno circa 350 lavoratori della Fontana di Calolzio ad incrociare le braccia. Uno sciopero che può definirsi "storico" visto che è il secondo nella storia dell'azienda calolziese, multinazionale leader nella prodizione di stampi per le più prestigiose case automobilistiche come Ferrari, McLaren e Lamborghini.

Braccia incrociate dei lavoratori alla Fontana

Al centro della protesta, come detto il premio di risultato riconosciuto quest'anno che è stato, a detta dei dipendenti e delle sigle sindacali,  di molto inferiore alle aspettative dei lavoratori.  Lavoratori che nell'anno caratterizzato dalla pandemia  non hanno fatto mancare il proprio impegno "anche in condizioni difficili, anche quando il virus mieteva vittime e noi non sapevamo cosa ci aspettava, cosa avremmo portato a casa alle nostre famiglie".

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Sei le settimane di cassa integrazione effettuate dai lavoratori che per contro, come sottolineato oggi, hanno effettuato anche tantissime ore di straordinario, compresi 21 sabati lavorati.

La contrattazione con l'azienda

L'entità del premio di redditività è stata al centro di una contrattazione effettuata con l'azienda che per venire incontro ai lavoratori, durante un incontro che si è svolto nella giornata di venerdì scorso, ha proposto una aggiunta di 300 euro in soluzioni di welfare aziendale. Ma questo, al momento, non è bastato a scongiurare lo sciopero.

 

La parola ai sindacalisti

Presenti alla manifestazione di oggi i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil e i membri della Rappresentanza Sindacale Unitaria. Tutti hanno puntato l'accento sul fatto che la presa di posizione dei lavoratori non si limita alla questione, seppur spinosa, del reddito di risultato, ma sul tavolo ci sono le condizioni di lavoro. "Bagni fatiscenti, risparmi sul vestiario aziendale e sul cibo serviti in mensa": queste alcune delle "denunce" fatte in particolare delegata della Fim  Eliana Dell’Acqua.

Sul piatto, come detto, al momento resta la proposta dell'azienda dell'integrazione al premio di prodizione: se non dovesse venire accettata non è escluso che le manifestazioni dei lavoratori possano proseguire

Mario Stojanovic