Caro benzina e conseguenze

Benzina e gasolio oltre i 2 euro al litro: in provincia di Lecco il caro carburanti pesa su famiglie e agricoltura

Da gennaio benzina e gasolio rincarati di oltre il 20%. Coldiretti: effetto a catena su mezzi agricoli, trasporti, consegne e materie prime

Benzina e gasolio oltre i 2 euro al litro: in provincia di Lecco il caro carburanti pesa su famiglie e agricoltura

Benzina e gasolio tornano a pesare sempre di più sui bilanci di famiglie e imprese. Nel Lecchese, tra gennaio e luglio 2026, i prezzi alla pompa hanno registrato aumenti superiori al 20%, con il gasolio arrivato oltre la soglia dei 2 euro al litro. Un rincaro che non si ferma alle stazioni di servizio, ma si trasferisce sui costi dell’agricoltura, dei trasporti e, più in generale, dell’intera filiera agroalimentare.

A lanciare l’allarme è Coldiretti Como Lecco, che ha analizzato l’andamento dei prezzi del carburante nei primi sette mesi dell’anno.

Benzina e diesel, quanto sono aumentati i prezzi nel Lecchese

I numeri fotografano una crescita significativa. Secondo i dati citati da Coldiretti Como Lecco, nel Lecchese il prezzo medio della benzina è passato da circa 1,64 euro al litro a gennaio a 1,98 euro a luglio 2026, con un aumento di circa il 21%.

Ancora più marcata la crescita del gasolio, utilizzato quotidianamente da automobilisti, imprese e mezzi agricoli: il prezzo è salito da 1,67 euro a oltre 2,05 euro al litro, con un incremento vicino al 23%.

Un aumento che, moltiplicato per i rifornimenti effettuati durante l’anno, può trasformarsi in una voce di spesa molto pesante per i bilanci familiari.

Due auto in famiglia: fino a 700 euro in più in sette mesi

Per comprendere l’impatto concreto del caro carburanti, Coldiretti propone un esempio riferito a una famiglia con due automobili, una alimentata a benzina e una a gasolio.

Ipotizzando un pieno settimanale da 50 litri per ciascuna vettura, l’incremento dei prezzi avrebbe prodotto nei primi sette mesi del 2026 una maggiore spesa stimata in circa 700 euro.

Su base annuale, l’extracosto potrebbe invece superare i 1.200 euro.

Numeri che spiegano perché il caro carburanti non rappresenti soltanto un problema per chi utilizza quotidianamente l’auto, ma abbia conseguenze più ampie sull’economia locale.

Caro gasolio, agricoltura sotto pressione

Tra i settori maggiormente esposti c’è quello agricolo. Nelle province di Como e Lecco, il carburante è indispensabile per una lunga serie di attività: dalla lavorazione dei terreni agli spostamenti verso stalle e alpeggi, dal trasporto dei foraggi alla movimentazione degli animali, fino alle consegne e alla partecipazione ai mercati.

Un trattore impegnato nelle attività più intensive può consumare decine di litri di carburante in una sola giornata. Un aumento anche di pochi centesimi al litro, moltiplicato per centinaia di ore di lavoro, può quindi generare migliaia di euro di costi aggiuntivi.

«L’aumento non riguarda soltanto il gasolio utilizzato direttamente dai mezzi agricoli», sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi. Il rincaro coinvolge infatti anche «i maggiori costi dei trasporti, delle forniture, degli imballaggi, delle manutenzioni e della distribuzione».

Il risultato è un effetto a catena che attraversa tutta la filiera.

Dalle campagne ai supermercati: il rincaro si trasferisce sui prodotti

Il carburante rappresenta infatti una componente trasversale dei costi di produzione agricola. Non serve soltanto per far funzionare trattori e macchinari, ma anche per trasportare ciò che serve alle aziende e successivamente per portare i prodotti verso mercati, negozi e consumatori.

Aumentano così indirettamente anche i costi legati a mangimi, fertilizzanti, sementi, materiali per il confezionamento e attrezzature.

«Aumenta il costo del lavoro nei campi, ma anche quello necessario per portare le materie prime nelle aziende e i prodotti finiti verso negozi, mercati e consumatori», spiega il direttore di Coldiretti Como Lecco, Luciano Salvadori.

Una situazione particolarmente delicata per i prodotti freschi e deperibili, per i quali trasporti e consegne non possono essere facilmente rimandati.

L’agricoltura di montagna paga un prezzo ancora più alto

L’impatto del caro carburante è ancora più evidente nelle aree montane e periferiche del Comasco e del Lecchese.

Le distanze maggiori, la frammentazione dei terreni e la necessità di raggiungere stalle, alpeggi e aziende situate in zone difficilmente accessibili comportano consumi di carburante strutturalmente più elevati.

Raggiungere un alpeggio, trasportare il latte, movimentare il fieno oppure consegnare formaggi e altri prodotti significa affrontare percorsi che incidono direttamente sui costi aziendali.

Per molte imprese agricole, inoltre, non è possibile trasferire integralmente questi aumenti sul prezzo finale dei prodotti, soprattutto in presenza di margini già contenuti.

Caro carburanti e spesa alimentare: l’effetto sui consumatori

Il problema non riguarda quindi soltanto agricoltori e autotrasportatori. L’aumento dei costi energetici rischia di produrre ulteriori pressioni anche sulla spesa alimentare delle famiglie.

Nel Lecchese, secondo i dati richiamati da Coldiretti Como Lecco, nell’ultimo anno la spesa alimentare media familiare è cresciuta di circa l’1,1%, pari a una sessantina di euro in più considerando un paniere annuo stimato in circa 6.000 euro.

L’incremento è molto più contenuto rispetto a quello registrato dai carburanti, ma conferma la pressione esercitata dall’aumento dei costi sulla capacità di spesa delle famiglie.

Filiere corte e prodotti locali contro il caro trasporti

In questo scenario, Coldiretti Como Lecco richiama l’attenzione sull’importanza delle filiere corte e territoriali.

La vendita diretta nelle aziende agricole, i mercati di Campagna Amica e gli agriturismi possono contribuire a ridurre il numero di passaggi intermedi, valorizzare le produzioni locali e mantenere una quota maggiore del valore economico all’interno del territorio.

«Acquistare direttamente dai produttori non annulla il costo dei trasporti, ma può contribuire a costruire una filiera più efficiente e trasparente», afferma Trezzi.

Una scelta che, secondo l’organizzazione agricola, può anche contribuire a ridurre la dipendenza da prodotti che percorrono centinaia o migliaia di chilometri prima di arrivare sulle tavole dei consumatori.

Coldiretti: servono interventi contro il caro carburanti

Per Coldiretti Como Lecco, la situazione rende necessario un intervento per contenere l’impatto dei rincari energetici e del carburante sulle imprese agricole.

L’obiettivo è evitare che l’aumento dei costi di produzione finisca per compromettere la competitività delle aziende del territorio e alimenti ulteriormente la pressione sui prezzi degli alimenti.

Il caro benzina e gasolio, dunque, non è soltanto una questione legata al prezzo esposto sulla colonnina. Dal pieno dell’auto al trattore, dal trasporto del latte alla consegna dei prodotti, l’aumento del carburante attraversa l’intera economia del territorio e rischia di arrivare fino alla tavola dei consumatori.