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Anche Confartigianato Lecco all’Assemblea nazionale. Lanciato un appello per la crescita e la competitività delle piccole imprese

Riva: "Il nostro territorio esprime un tessuto artigiano dinamico, con imprese che hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e che oggi chiedono soprattutto di poter competere ad armi pari, a partire dai costi dell’energia e dall’accesso alle risorse necessarie per crescere"

Anche Confartigianato Lecco all’Assemblea nazionale. Lanciato un appello per la crescita e la competitività delle piccole imprese
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Ridurre il peso dei costi energetici, alleggerire la pressione fiscale, facilitare l’accesso al credito e aggiornare le regole per consentire alle imprese artigiane di crescere senza perdere la propria identità. Sono le principali richieste che Confartigianato ha rivolto al Governo e alle istituzioni in occasione dell’Assemblea nazionale, svoltasi oggi, mercoledì 28 ottobre 2026, all’Auditorium Conciliazione di Roma.

Anche Confartigianato Lecco all’Assemblea nazionale. Lanciato un appello per la crescita e la competitività delle piccole imprese

Un appuntamento particolarmente significativo, nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Confederazione, che ha riunito i rappresentanti del sistema associativo, delle istituzioni e del mondo economico per fare il punto sulle sfide che attendono l’artigianato e le micro e piccole imprese italiane. Un “compleanno” che non coincide con quello della territoriale di Lecco in quanto nella nostra provincia il nucleo originario dell’Unione artigiani risale al 1945. Al centro dei lavori la relazione del presidente nazionale Marco Granelli, seguita dall’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Nel suo intervento, Granelli ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che le imprese continuano ad affrontare in uno scenario economico caratterizzato da incertezza e tensioni internazionali. Secondo le elaborazioni di Confartigianato, gli shock che hanno colpito l’economia italiana nel quinquennio 2022-2026 hanno determinato un costo cumulato stimato in 296,3 miliardi di euro, risorse sottratte agli investimenti, all’innovazione, alle assunzioni e, più in generale, alla crescita del Paese. Da qui la richiesta di una politica economica che metta al centro produttività, investimenti e capacità di creare lavoro, accompagnata da una riduzione del carico fiscale. Particolarmente significativo anche il richiamo al costo dell’energia, uno dei principali fattori che penalizzano la competitività delle imprese italiane e che richiede interventi strutturali per ridurre il divario rispetto ai principali partner europei. Un’altra criticità riguarda l’accesso al credito, che dal 2019 ha fatto registrare una pesante contrazione. Un capitolo centrale della relazione è stato dedicato alla necessità di rinnovare il quadro normativo dell’artigianato, ancora legato alla legge del 1985. Per Confartigianato, la riforma rappresenta una scelta di politica economica e di visione del Paese, necessaria per permettere alle imprese di rafforzarsi, innovare e creare occupazione senza essere costrette a rinunciare alla propria qualifica artigiana.

Proprio su questo tema è arrivato uno degli annunci più significativi dell’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha comunicato l’intenzione del Governo di approvare, nel Consiglio dei ministri in programma proprio oggi, il decreto di aggiornamento della legge quadro sull’artigianato. Meloni ha inoltre annunciato una misura prevista nella legge di Bilancio che consentirebbe alle aziende con almeno sette anni di qualifica artigiana di mantenerla anche in caso di aumento del numero dei collaboratori, con particolare attenzione alle maestranze e agli apprendisti. La premier ha inoltre richiamato le disposizioni introdotte con la prima legge annuale sulle PMI per tutelare l’utilizzo delle denominazioni «artigiano» e «artigianale», riservate alle imprese in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.

“L’Assemblea nazionale ha riportato al centro del confronto politico ed economico questioni che incidono quotidianamente sulla vita delle nostre imprese – commenta Davide Riva, presidente di Confartigianato Imprese Lecco – La relazione del presidente Granelli ha restituito con chiarezza le difficoltà che gli imprenditori si trovano ad affrontare, ma anche la loro volontà di continuare a investire, innovare e creare occupazione. Il nostro territorio esprime un tessuto artigiano dinamico, con imprese che hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e che oggi chiedono soprattutto di poter competere ad armi pari, a partire dai costi dell’energia e dall’accesso alle risorse necessarie per crescere. In questo quadro, l’annuncio della riforma della legge quadro rappresenta un segnale importante: le regole devono accompagnare l’evoluzione delle imprese, non limitarne le potenzialità”.

“I temi affrontati durante l’Assemblea confermano quanto sia importante affiancare alla rappresentanza delle imprese un sistema di strumenti e servizi capace di sostenerne concretamente lo sviluppo – sottolinea Matilde Petracca, segretario generale di Confartigianato Imprese Lecco, che ha partecipato all’Assemblea nazionale accanto al presidente Riva e con una nutrita delegazione di dirigenti dell’Associazione lecchese – Energia, credito, fiscalità e innovazione sono questioni strettamente collegate, che richiedono risposte coordinate. Le nostre imprese hanno bisogno di certezze per programmare gli investimenti, ma anche di accompagnamento per affrontare cambiamenti sempre più rapidi, dalla digitalizzazione all’evoluzione delle competenze. Come Confartigianato Lecco siamo impegnati quotidianamente in questa direzione, attraverso l’attività di rappresentanza, la consulenza e i progetti che sviluppiamo insieme ai partner del territorio. L’auspicio è che le istanze portate da Confartigianato all’attenzione del Governo trovino risposte capaci di rafforzare concretamente il sistema delle micro e piccole imprese”.

Un riconoscimento al ruolo dell’artigianato è arrivato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel messaggio inviato all’Assemblea ha ricordato il contributo delle imprese artigiane alla ricostruzione economica e sociale dell’Italia, alla vitalità dei territori e alla valorizzazione delle competenze. Un patrimonio che continua a rappresentare un tratto distintivo del Made in Italy, coniugando tradizione, nuove tecnologie e trasmissione del sapere alle giovani generazioni. Un messaggio che assume un valore particolare nell’anno in cui Confartigianato celebra i suoi ottant’anni di storia e rinnova il proprio impegno a rappresentare un mondo produttivo fondamentale per l’economia e la coesione sociale del Paese.