Solidarietà

"Aiutiamoci nel lavoro": un milione di euro per sostenere chi ha perso il posto per il Covid

Si potrà ottenere da un minimo di 400 euro a un massimo di 1400.

"Aiutiamoci nel lavoro": un milione di euro per sostenere chi ha perso il posto per il Covid
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"Aiutiamoci nel lavoro", un fondo messo in campo dalla Fondazione comunitaria Lecchese con Prefettura, Comuni e associazioni. E' quello che è stato presentato oggi, martedì 22 giugno 2021, a Lecco.

"Aiutiamoci nel lavoro": un milione di euro per sostenere chi ha perso il posto per il Covid

Un milione di euro per aiutare chi ha perso il lavoro a causa del Covid-19. E si tratta solo di una cifra iniziale perché la raccolta fondi comincia adesso. "Aiutiamoci nel lavoro" è quanto ha messo in campo la Fondazione comunitaria lecchese insieme alla Prefettura e ad altri 24 enti del territorio fra cui Comune di Lecco e quelli del territorio, la Provincia, gli ambiti di Lecco, Bellano e Merate, le organizzazioni sindacali e di categoria. Non solo, perché tra i firmatari figurano anche Bennet, Iperal, Conad ed Esselunga.

Un'iniziativa inedita

L’iniziativa, del tutto inedita, è stata illustrata  questa  mattina nella sala conferenze di Confcommercio alla presenza di tutti gli attori di questo particolare progetto che va ad aiutare chi ha perso il proprio posto sia esso lavoratore dipendente, con contratto a tempo determinato, sia un autonomo o a partita Iva. Le modalità per accedere al finanziamento potranno essere online ( si trovano su www.fondazionelecco.org) oppure agli sportelli dei sindacati e si potrà ottenere da un minimo di 400 euro a un massimo di 1400. I fondi si potranno però ottenere da settembre. Adesso è il tempo della raccolta.

Il fondo "Aiutiamoci nel lavoro"

Le risorse verranno reperite attraverso il Fondo "Aiutiamoci nel lavoro". Nel primo step i Comuni daranno un euro per ogni abitante e quindi tra Lecco e provincia arriveranno 340mila euro. La restante parte della somma sarà raccolta grazie al contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione Vismara e la Fondazione comunitaria del Lecchese. Poi i lavoratori a loro volta potranno donare un’ora di lavoro e le aziende provvederanno alla gestione della trattenuta ma potranno a loro volta versare una cifra. Poi potranno intervenire con una donazione gli operatori della Grande distribuzione e potranno esserci libere donazioni da parte di tutti i cittadini.

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Il prefetto De Rosa

"E’ imperativo domandarsi quanti lavoratori oggi in cassa integrazione, allo scadere del blocco dei licenziamenti, avranno ancora un posto di lavoro - ha esordito il Prefetto Castrese De Rosa - e non possiamo permetterci di dimenticare gli autonomi e chi lavora con partita Iva. Tutti costoro oggi sono in grande difficoltà". E ancora. "Quando abbiamo messo in campo questa iniziativa - ha concluso De Rosa - non pensavamo che saremmo riusciti a trovare una quadra in tempi tanto brevi".

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Maria Grazia Nasazzi presidente della Fondazione comunitaria Lecchese

Affrontare e superare gli scenari inediti posti dall’emergenza Covid richiede uno sforzo condiviso da parte di tutta la comunità.

"Come Fondazione siamo molto soddisfatti per il lavoro di tessitura fatto prima di tutto con il Prefetto De Rosa - ha affermato la Presidente della Fondazione comunitaria Maria Grazia Nasazzi - Un lavoro che ha sempre posto al centro la persona con tutte le sue esigenze ed in particolare quella lavorativa. Nasce così Il Fondo “Aiutiamoci nel lavoro” che rende visibile e concreta una dimensione di coesione sociale per contrastare il pericolo di ulteriori frammentazioni delle comunità territoriali. Un ringraziamento a tutte le sigle che hanno aderito, a chi sta dietro quelle sigle che ha scommesso su questa partita delicata che però guarda lontano. Partiamo dalle persone, dalle famiglie che custodiscono al loro interno situazioni lavorative precarie e difficili. Un messaggio questo di speranza civica".

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Guido Agostoni presidente del distretto dei sindaci

Ha aggiunto Guido Agostoni presidente del distretto di Lecco a nome degli 84 Comuni:

"Con la firma di questo Patto si celebra, al contempo, il punto di arrivo di un percorso di collaborazione tra enti e organizzazioni impegnate sui temi del lavoro nella provincia di Lecco e il vero e proprio inizio di un impegno collettivo e continuativo di vicinanza e attenzione alle persone e alle famiglie che rischiano di restare ai margini a causa della perdita del lavoro. Quello che vogliamo è rendere visibile e concreta la ferma volontà di lavorare per la coesione sociale e per contrastare il pericolo di un’ulteriore frammentazione che la perdita del lavoro a causa della pandemia da Covid-19 può generare".

Paolo Dell'Oro direttore della Fondazione

Sulle modalità con cui i fondi potranno essere erogati è intervenuto Paolo Dell’Oro, direttore della Fondazione:

"Forniremo buoni spesa da usare sul territorio nei negozi di vicinato e nella grande distribuzione, per fare in modo che questa iniziativa possa avere una ricaduta positiva anche sul circuito locale. Inoltre per l’ammissibilità abbiamo deciso di portare la soglia Isee a 26mila euro, abbastanza alta per aiutare anche chi fa parte del ceto medio".

Marco Galimberti presidente della Camera di Commercio di Como e Lecco

Ha aggiunto Marco Galimberti presidente della Camera di Commercio di Como e Lecco:

"La ripresa è iniziata, ma dobbiamo ricordare che non tutti i comparti hanno reagito allo stesso modo alla crisi: per questo è necessario che nessuno rimanga indietro. Insieme possiamo fare molto noi saremo fra quelli che raccoglieranno le richieste d’aiuto che arriveranno dal territorio. Ma il nostro compito sta più a monte: come Camera di Commercio abbiamo investito tanto e stiamo investendo tanto per fare in modo che le aziende non vadano in difficoltà".

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Il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni

Infine il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni ha sottolineato che "c’è del pragmatismo lecchese in questo Patto e anche partenopeo (riferendosi al Prefetto). Il nostro compito è quello di recuperare chi "esce" dal mercato delle professioni e progettare insieme il futuro e per fare questo serve una comunità intera da chi ci mette i fondi alle diverse associazioni".

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