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Valmadrera: studiare Moro per capire un progetto politico

Giovedì 8 si è svolto l'incontro al Fatebenefratelli con l'onorevole Farinone.

Valmadrera: studiare Moro per capire un progetto politico
Valmadrera: studiare Moro per capire un progetto politico. Nella serata di giovedì, 8 giugno 2023,  al Centro Culturale Fatebenefratelli si è tenuto un incontro, proposto dalle associazioni “I Popolari” e “Libertà e Democrazia”, con Enrico Farinone, già deputato del PD, esperto di relazioni internazionali e autore di numerose e anche recenti pubblicazioni su Aldo Moro.

Valmadrera: studiare Moro per capire un progetto politico

Dopo i saluti dei presidenti delle associazioni proponenti, Bruno Manzini e Cesare Valsecchi, il sindaco di Valmadrera, Antonio Rusconi, ha precisato che le pubblicazioni di Farinone rappresentano un risarcimento del grande statista Aldo Moro, purtroppo troppe volte ricordato solo per i drammatici 55 giorni del rapimento e dell’uccisione .
A seguire ha introdotto l’argomento Virginio Brivio, ex sindaco di Lecco, che ha posto alcune domande al relatore, in particolare sull’attualità della figura di Moro e su cosa possa insegnare alla politica attuale.

I temi trattati durante la serata

Farinone è partito dal Congresso di Napoli del 1962: un discorso di 7 ore che apriva per la prima volta il Centro Sinistra con i socialisti, in rotta con il PCI dopo i fatti di Ungheria, favorito dalla capacità di Moro, che partiva da una corrente minoritaria nella DC, di allargare il consenso prima all’interno del partito, e dall’arrivo sulla scena mondiale di un presidente degli Stati Uniti come John Kennedy e di un Papa come Giovanni XXIII. L’obiettivo di Moro era l’allargamento del consenso sui valori fondanti del Paese, in un mondo spaccato in due dal Muro di Berlino di un anno prima.
A seguire Farinone si è soffermato sugli interventi più importanti (Mantova e Benevento) del 1977, l’ accordo con il PCI in un Paese insanguinato dalle violenze estremiste e dalla lotta delle Brigate Rosse che proprio in quel 1977 aveva raggiunto il livello più alto.
Moro non pensava al compromesso storico, ma a costruire un consenso condiviso sulle urgenze del Paese, in previsione di un’alternanza alla guida del Paese, all’indomani della fine della guerra fredda.