università della terza età

Uni 3 Valmadrera, in tanti all’incontro “Paesaggi culturali in Valtellina”

Il prossimo incontro, "Il Salumificio Butti", concluderà la rassegna 2025-2026

Uni 3 Valmadrera, in tanti all’incontro “Paesaggi culturali in Valtellina”

Al centro culturale Fatebenefratelli di Valmadrera si è tenuto, nella giornata di mercoledì 13 maggio, il quindicesimo incontro della rassegna UNI3 – Università della Terza Età, “Paesaggi culturali in Valtellina”; incontro propedeutico alla visita guidata del 22 maggio in Valtellina, che si concluderà presso il Santuario della Madonna della Sassella.

Uni 3 Valmadrera, in tanti all’incontro “Paesaggi culturali in Valtellina”

L’assessore ai Servizi Sociali Rita Bosisio ha introdotto l’incontro presentando la professoressa Laura Polo d’Ambrosio, già in passato ospite della rassegna: storica dell’arte, specializzata in arte medievale lombarda, e già docente di storia dell’arte al liceo classico Alessandro Manzoni di Lecco. Inoltre la studiosa collabora a pubblicazioni relative al suo campo di ricerca e fa da consulente per l’allestimento di mostre d’arte.

La professoressa Laura Polo d’Ambrosio

Davanti a una sala gremita, la professoressa Polo d’Ambrosio ha introdotto la trattazione presentando la cultura del paesaggio come dialogo fra uomo e natura, non limitata quindi all’arte e all’architettura, ma anche alle diverse modalità di vivere e costruire il paesaggio. La professoressa ha portato come esempio concreto l’arte dei muretti a secco, elemento transazionale e patrimonio immateriale UNESCO, tipica, tra altre zone d’Europa, proprio della Valtellina: un modo di abitare uno spazio “ostile” rendendolo coltivabile.

La professoressa ha proseguito trattando l’insieme del panorama fisico, storico e culturale della parte di Valtellina in cui sorge il Santuario della Madonna della Sassella: il paesaggio modificato e modellato con la tecnica del muretto a secco; la Via Valeriana che attraversava la Valle e la collegava con il Comasco, la Val Brembana con la Via Priula e quindi lo Stato Veneto di Terraferma; le prime testimonianze di frequentazione umana in quei luoghi, con le incisioni rupestri su massi erratici. Queste incisioni preistoriche hanno probabilmente carattere sacro e annunciano l’aspetto simbolico e religioso con cui le popolazioni locali consideravano la zona in cui sorge il santuario, ovvero il Dosso di Triangia.

Infine, ha introdotto la parte centrale della trattazione, dedicata la Santuario della Madonna della Sassella: le origini del santuario sono molto antiche e risalgono ai secoli X e XI; anzi, sotto la pavimentazione attuale sono stati trovati i resti di luoghi di culto preesistenti. L’edificio attuale deriva da importanti lavori di ampliamento iniziati verso la fine del Quattrocento e conclusi nel 1521: di questi lavori d’architettura, e i seguenti lavori di decorazione, sono rimasti negli archivi i contratti originali. La professoressa ha quindi nominato committenti e artisti che ebbero mano ai quei lavori, illustrando la realtà artistica della Valtellina quattro-cinquecentesca, legata da forti rapporti con le zone vicine: il Comasco, la Bergamasca, la Svizzera degli attuali Grigioni.

Il prossimo incontro concluderà la rassegna 2025-2026 dell’Università della terza Età di Valmadrera: “Il Salumificio Butti. Una lunga storia di gusto e tradizione”, con Fabiola, Anna e Paolo Butti; al termine dell’incontro sarà offerta una degustazione di salumi prodotti dalla ditta Butti.