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«Una lingua povera non sa raccontare la volontà di chi dialoga»: Fontana a Lecco per il Festival Treccani

Piazza: «Lecco sempre più punto di riferimento culturale»

«Una lingua povera non sa raccontare la volontà di chi dialoga»: Fontana a Lecco per il Festival Treccani

«Una lingua povera fatica a rappresentare le vere espressioni, le vere volontà di chi deve dialogare». È il messaggio lanciato oggi, venerdì 25 settembre 2026,  dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana a Lecco, in occasione dell’inaugurazione della IX edizione del Festival Treccani della Lingua Italiana, dedicata quest’anno al tema «Dialogo». All’appuntamento ha partecipato anche il sottosegretario regionale con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale Mauro Piazza.

«Mi piace molto Lecco – ha sottolineato Fontana – ma soprattutto ritengo che questo Festival sia veramente rilevante perché nobilita la nostra capacità di valorizzare la lingua lombarda . Credo che in questi ultimi tempi sia fondamentale cercare di salvaguardare la ricchezza delle espressioni, che sicuramente contribuisce anche ad aumentare le possibilità di dialogo. Una lingua povera fatica a rappresentare le vere espressioni, le vere volontà di chi deve dialogare. Lecco è il luogo ideale per parlare di lingua italiana. È la città manzoniana per eccellenza, dove Alessandro Manzoni ha ambientato il romanzo che più ha influenzato la storia della nostra lingua e della nostra letteratura».

Fino al 27 settembre Lecco ospita lezioni magistrali, visite guidate, mostre, laboratori e appuntamenti pubblici dedicati al tema del dialogo e al ruolo della lingua italiana nella società contemporanea. La città è stata la prima in Lombardia a ospitare il Festival, che da quest’anno si arricchisce anche delle nuove tappe di Gromo e Clusone.

«Una lingua povera non sa raccontare la volontà di chi dialoga»: Fontana a Lecco per il Festival Treccani

Proprio nel corso dell’inaugurazione è stata annunciata anche una nuova collaborazione tra Regione Lombardia e Fondazione Treccani Cultura, destinata ad approfondire, studiare e valorizzare i dialetti lombardi attraverso il progetto «Lumbardialett».

«Credo che in questo caso abbiamo anche annunciato una collaborazione importante tra Regione Lombardia e Fondazione Treccani Cultura – ha spiegato Fontana – per cercare di approfondire, valorizzare e studiare i tanti dialetti del nostro territorio, le tante ricchezze che traggono origine dal nostro modo di essere e dalla nostra storia».

«Molte volte – ha aggiunto – i dialetti riescono a sintetizzare, in espressioni particolarmente efficaci, concetti che è anche difficile tradurre nella lingua italiana. Valorizzarli significa quindi custodire una ricchezza linguistica e culturale che appartiene alle nostre comunità».

L’obiettivo della collaborazione è valorizzare i dialetti lombardi come patrimonio linguistico, culturale e identitario, mettendo in relazione la dimensione nazionale della riflessione sulla lingua con la ricchezza delle tradizioni locali.

Un tema che, nelle parole del presidente lombardo, si lega anche alla necessità di mantenere aperto il confronto in una fase internazionale complessa.

«In un tempo segnato da divisioni e grandi sfide internazionali – ha puntualizzato Fontana – il dialogo è una responsabilità civile e una condizione indispensabile per costruire rispetto, coesione e futuro. Ringrazio la Fondazione Treccani Cultura, il Comune di Lecco e tutti i cittadini che partecipano a questa importante iniziativa».

Piazza: «Lecco sempre più punto di riferimento culturale»

A sottolineare il valore dell’appuntamento è stato anche il sottosegretario regionale Mauro Piazza.

«Il Festival Treccani – ha concluso Mauro Piazza – rappresenta un’importante occasione di incontro e confronto, capace di valorizzare la lingua, la cultura e l’identità dei nostri territori. Un appuntamento che conferma la centralità di Lecco nel panorama culturale lombardo e il valore di iniziative come ‘Lumbardialett’, che mettono in relazione la ricchezza delle nostre tradizioni linguistiche con il futuro».