Dopo un lungo lavoro di preparazione durante l’estate, finalmente le nuove opere realizzate nell’ambito del progetto “7 santi per 7 chiese” dai giovani artisti del territorio sono pronte per entrare a far parte delle chiese dell’Antico percorso di fede dell’Alta Brianza. La rete di enti e associazioni coordinati dalla Cooperativa Liberi Sogni che si occupa di realizzare progetti ad hoc per valorizzare questi luoghi ha infatti lanciato alcuni mesi fa un bando rivolto a giovani artisti, chiedendo loro di creare delle opere legate alla storia e alla tradizione di diverse chiese dell’Oggionese. Le opere saranno collocate nei prossimi giorni ma sono state esposte e presentate in anteprima nella mattinata di sabato 3 ottobre 2026 nella sala consiliare di Oggiono proprio dagli stessi artisti.
Presentate le opere d’arte realizzate per il progetto “7 santi per 7 chiese” dell’Antico percorso di fede dell’Alta Brianza
Ad aprire la conferenza stampa, Giulia Sorrentino di Calolziocorte che ha realizzato due opere in città: “Tutto si trasforma” nella chiesa di San Lorenzo ai Campi e “Nella forma del fiore” nella chiesa di Sant’Agata, entrambe create con una tecnica mista che unisce materiali naturali e supporti artificiali: “Soprattutto in quest’ultima, ho avuto motivo di fare una riflessione sulla figura femminile e da qui la scelta del fiore come simbolo, visto che anche gli affreschi della chiesa stessa, con molti motivi floreali, creava il contesto giusto”.


Una tecnica completamente diversa invece quella di Jacopo Gavazzi di Cassago Brianza che ha creato tre tavole di legno unite da una cerniera, dunque un’opera pieghevole, incidendo con il pirografo “Alessandro di Bergomum”, ossia la rappresentazione della vita di Sant’Alessandro, a cui è dedicata la chiesa di Cavonio a Dolzago: “Ogni lastra rappresenta le fasi più importanti della sua esistenza, dal suo passato come legionario fino al martirio”.

Più tradizionale invece l’approccio di Anna Spreafico di Lecco che ha voluto celebrare le gesta di un arcangelo, con un’opera dal titolo “12,7” dedicata a San Michele per la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo a Ello: “Ho scelto una pittura a tempera per richiamare il Medioevo, a cui ho attinto attraverso lo studio dei simboli e indagando la lotta che viene raccontata nell’Apocalisse tra l’Arcangelo Michele e il diavolo rappresentato come un essere strisciante, dunque un drago o un serpente. L’eterno duello tra il bene e il male preso direttamente come viene raccontato nelle Sacre Scritture”.

Costanza Gambelunghe di Casatenovo ha deciso invece di rappresentare con un bassorilievo in terracotta la storia del santo della chiesa di San Lorenzo di Brianzola a Castello Brianza, dal titolo “La carità di San Lorenzo”: “Ho deciso di immortalare un momento precedente al martirio, quando era arcidiacono per onorare il gesto di carità che compì mettendo in pericolo la sua vita donando ai poveri le ricchezze della Chiesa. Ho deciso di collocare la scena in un paesaggio agreste e di riprendere anche le stelle cadenti, simbolo di San Lorenzo”.

Giovanni Beretta di Imberido ha lavorato invece su materiali metallici con un’opera intitolata “Il coraggio” per la chiesa di San Giorgio di Annone Brianza: un titolo che indica anche la scelta coraggiosa di raffigurare il santo utilizzando appunto ferro e metalli per lo più di scarto, rimodellandoli creando un’opera tridimensionale.

Infine, la spiegazione da parte degli organizzatori dell’opera di Maria Zanon che, essendo di Prato, non è riuscita a essere presente alla conferenza: un bassorilievo in terracotta intitolato “L’eredità del mantello” per la chiesa di San Martino di Bestetto di Colle Brianza che ritrae il santo mentre avvolge un povero con il suo mantello. Quest’opera sarà esposta per il momento in Parrocchia a Colle.

A concludere la mattinata, prima delle foto di rito e del rinfresco offerto ai presenti, l’intervento di don Giampietro Corbetta, da poco parroco di Oggiono: “Mi ha allargato il cuore vedere questi giovani impegnati nel lanciare dei messaggi importanti e visibili, grazie alla loro arte. Con le opere realizzate ci hanno dimostrato quanto la vita dei santi sia ancora attualissima”.

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