Chi si aggiudicherà quest’anno il Premio Letterario Manzoni al Romanzo Storico? In lizza ci sono “L’ammiraglio” di Giosuè Calaciura (Sellerio), “L’imperdibile” di Eleonora Marangoni (Feltrinelli) e “Stella randagia” di Piera Ventre (NN Editore). Le tre opere sono state scelte dalla Giuria Tecnica del Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni – Città di Lecco, formata da Ermanno Paccagnini (presidente), Sara Chiappori, Mattia Conti, Stefano Motta e Mauro Novelli.
Premio Manzoni, conto alla rovescia: ultimi giorni per consegnare i voti della Giuria Popolare
A decidere chi verrà inserito nell’albo d’oro del prestigioso riconoscimento letterario dopo il vincitore 2025 “Bambino”, scritto da Marco Balzano ed edito da Einaudi, sarà la Giuria Popolare, composta da 165 lettori segnalati dalle librerie Cattaneo, Libraccio e Volante di Lecco, Cattaneo di Oggiono, Aquilario di Mandello, Perego Libri di Barzanò e La Torre di Merate e dai Gruppi di Lettura di 25 Comuni (Abbadia, Airuno, Barzago, Barzanò, Brivio, Bulciago, Cassago, Civate, Colle Brianza, Costa Masnaga, Esino Lario, Garlate, La Valletta, Lecco, Lomagna, Merate, Monticello, Oggiono, Olgiate Molgora, Olginate, Sirone, Suello, Valmadrera e Vercurago) con il supporto del Sistema Bibliotecario Lecchese. I giurati hanno tempo ancora pochi giorni per esprimere il loro voto: le schede vanno infatti riconsegnate entro venerdì 25 settembre.
La cerimonia finale del Premio Manzoni Romanzo Storico – organizzato dall’Associazione 50&Più Lecco, in collaborazione con Assocultura Confcommercio Lecco, il Centro Nazionale di Studi Manzoniani e il Comune di Lecco, con il contributo di Acinque (main sponsor) e della Camera di Commercio di Como-Lecco – si svolgerà sabato 10 ottobre 2026 alle 17 in Sala Ticozzi a Lecco in via Ongania (ingresso libero; è consigliata la prenotazione sul sito www.leggermente.com). Saranno presenti i tre autori finalisti; lo spoglio delle schede avverrà durante la serata e sarà effettuato dal notaio Federica Croce.
I finalisti
– “L’ammiraglio”, Giosuè Calaciura
Un gran bugiardo, un pirata, un vaneggiatore in preda all’estasi, un marinaio che tutto ha visto, e di tutto è capace: Cristoforo Colombo è l’Ammiraglio, figura storica colossale e discussa, eroe dell’esplorazione e iniziatore dell’oppressione coloniale, il portatore della civiltà europea nelle Americhe e al tempo stesso colui che avvia un genocidio, sancendo l’imperialismo e la soppressione culturale. Raccontando il marinaio che ha cambiato il mondo, con una traversata epica, temeraria, dissennata, sostenuta dalla sua folle immaginazione, Giosuè Calaciura mette in evidenza come la conquista delle Indie sia una sorta di «manuale» aggiornatissimo sulla violenza dell’oggi, sulla perdita di ogni sentimento della giustizia e della pietà. Il prototipo della prepotenza perenne che regola i rapporti tra Paesi e tra gli uomini. Il suo è un romanzo sulle illusioni, la speranza di un mondo per tutti, migliore, che s’infrange a ogni sbarco.
– “L’imperdibile”, Eleonora Marangoni
Walter Hunt arriva a New York in cerca di fortuna. Originario di una provincia remota, porta con sé una piccola valigia e una filatrice da lino, il primo brevetto della sua lunga carriera di inventore. Comincia così l’avventura di un uomo geniale e sempre “fuori tempo”, creatore di oggetti che rivoluzioneranno la vita quotidiana di milioni di persone. Con la sua scrittura versatile e piena di luce, Eleonora Marangoni ci regala la storia di un genio dimenticato dell’Ottocento, e in parallelo ci racconta il suo viaggio lungo le strade d’America. Un romanzo che si interroga sul concetto di successo e di riuscita personale, e ci consegna il memorabile ritratto di un antieroe americano, irresistibile anche per via dei suoi fallimenti. Sempre che possano considerarsi tali, visto che in fondo, come pensa Walter Hunt, “il successo di un fiore non si misura con quanta gente lo guarda, il successo di un fiore è diventare sè stesso, e nient’altro”.
– “Stella randagia”, Piera Ventre
È il 1909, Esterina lascia il paese natio in Friuli per lavorare presso la famiglia nobile dei Ribas, a Napoli. All’arrivo è sconvolta dal fermento della città e dallo sfarzo della nuova casa. I padroni – la bella Porzia, l’insulso marito Giacomo, la severa cognata Orsola – le dicono che dovrà occuparsi di Malvina, figlia di Porzia e Giacomo, una creatura fragile e deforme che vive da sempre segregata nella sua stanza. La bambina, invece, è vivace e intelligente, e dimostra un carattere singolare: sostiene di avere un’amica invisibile, che le annuncia gioie e disgrazie, e di capire i versi degli uccelli. Ester vorrebbe non crederle, ma nella casa si avvertono sussurri inquietanti e presenze misteriose, e lei stessa è in preda alle visioni del suo tragico passato. Piera Ventre ci porta nella Napoli sontuosa della belle époque, dove il progresso si fonde con la superstizione e le sedute spiritiche convivono con i salotti letterari. Una storia fiabesca, di riscatto e speranza, in cui la bellezza dell’anima può rovesciare le sorti del mondo e cambiare il destino degli ultimi.
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