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Moto Guzzi, non solo moto: a Mandello in mostra i motori più curiosi

Dal 19 al 27 settembre Piazza Leonardo da Vinci ospita 18 pannelli dedicati alle sperimentazioni meno conosciute della Casa dell’Aquila. L’esposizione rientra nell’Italian Motor Week 2026.

Moto Guzzi, non solo moto: a Mandello in mostra i motori più curiosi

Non solo motociclette. Nella storia di Moto Guzzi c’è molto di più: motori aeronautici e nautici, mezzi agricoli e industriali, prototipi di automobili, veicoli militari e macchine progettate per inseguire record di velocità. Un patrimonio di ingegno e sperimentazione che sarà protagonista della mostra storico-documentaria «Non solo moto», in programma dal 19 al 27 settembre 2026 in Piazza Leonardo da Vinci, davanti al municipio. L’esposizione, promossa dal Comune di Mandello del Lario nell’ambito dell’Italian Motor Week 2026, sarà allestita all’aperto e potrà essere visitata liberamente e gratuitamente per tutta la durata dell’iniziativa. Un’occasione per riscoprire il volto meno noto della Casa dell’Aquila, attraverso 18 pannelli che raccontano progetti, motori e realizzazioni sviluppati nel corso dei decenni.

Moto Guzzi, non solo moto: a Mandello in mostra i motori più curiosi

Fotografie d’archivio, documenti e testi accompagneranno cittadini e visitatori in un percorso che parte dalle motociclette, ma si spinge ben oltre. Tra le immagini troveranno spazio motori per impieghi aeronautici e nautici, motori ausiliari per biciclette, generatori, mezzi destinati all’agricoltura e all’industria, veicoli a tre e quattro ruote, prototipi automobilistici, mezzi militari e macchine costruite per i record di velocità.

Una raccolta che permette di osservare Moto Guzzi da una prospettiva diversa, mettendo al centro la ricerca, l’innovazione e la capacità di sperimentare soluzioni destinate ai settori più diversi. Un’attitudine che ha accompagnato la storia dell’azienda fin dalle origini e che ha contribuito a fare di Mandello uno dei luoghi simbolo della motoristica italiana.

Il racconto del sindaco Fasoli

«Quando si pensa a Moto Guzzi, il primo pensiero corre alla motocicletta. Ma dentro lo stabilimento di Mandello del Lario, per decenni, l’ingegno ha viaggiato molto più lontano» commenta il sindaco Riccardo Fasoli.

Il primo cittadino ripercorre le origini e l’evoluzione della Casa dell’Aquila, ricordando il lavoro di Carlo Guzzi e del fratello Giuseppe “Naco”, dalla fondazione dell’azienda fino agli anni Cinquanta, e poi della guida tecnica formata da Cantoni, Todero e Carcano.

«Qui l’ingegneria – e con lei praticamente ogni maestranza della fabbrica, generazione dopo generazione – non si sono mai fermati all’idea del motore come mezzo per andare in moto. Lo hanno esplorato in ogni sua possibile funzione: prototipi mai entrati in produzione, mezzi agricoli, veicoli per il lavoro, macchine costruite per inseguire un record. Ogni soluzione, anche la più insolita, nasceva dalla stessa domanda: cosa può ancora fare, questo motore?».

La mostra raccoglie fotografie storiche di Francesco Gala, fotografo mandellese che ha documentato la vita del paese e della fabbrica, fissando immagini e mezzi altrimenti destinati a rimanere nella memoria di chi li ha costruiti. La cura dell’esposizione è affidata al figlio Michele Gala, che ha riportato alla luce questo patrimonio.

L’Italian Motor Week nell’anno del 105° anniversario

L’iniziativa si inserisce nell’Italian Motor Week 2026, promossa dall’Associazione Città dei Motori, realtà legata all’ANCI che riunisce i Comuni italiani simbolo della cultura motoristica e alla quale Mandello aderisce come Comune fondatore.

L’edizione di quest’anno assume un significato particolare per la cittadina lariana: arriva infatti nell’anno del 105° anniversario della fondazione di Moto Guzzi, a pochi giorni dall’inaugurazione dei nuovi spazi dello storico stabilimento di via Parodi e del rinnovato Museo Moto Guzzi.

Dal 19 al 27 settembre, dunque, Piazza Leonardo da Vinci diventerà un punto di incontro tra storia industriale, memoria e innovazione. Un percorso gratuito e accessibile a tutti per conoscere anche ciò che, nella lunga avventura della Casa dell’Aquila, è rimasto lontano dai riflettori delle due ruote.