Dal 18 aprile , all’interno dell’Hospice Resegone di Lecco, si apre uno spazio in cui la fragilità incontra la bellezza e la tecnologia diventa linguaggio emotivo. Qui è presente “A/V Herbarum”, installazione multimediale di Nicola Villa, un’opera in cui arte e innovazione si intrecciano al servizio della cura, dando vita a un ambiente accogliente, interattivo e immersivo, pensato per accompagnare con delicatezza chi lo attraversa.
Il respiro della natura diventa cura: l’opera di Nicola Villa all’Hospice Resegone
L’installazione nasce all’interno del progetto espositivo diffuso “Nicola Villa | Traiettorie di Attimi. 30 anni di ACMT ODV”, a cura di Michele Tavola, che sarà inaugurato venerdì 26 giugno alle 18.00 nella Sala Conferenze di Palazzo delle Paure a Lecco. La mostra sarà visitabile dal 26 giugno al 20 settembre 2026 e porterà le opere di Villa nei luoghi della cultura della città, trasformando Lecco in un percorso artistico diffuso.
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Il progetto celebra i trent’anni di attività di ACMT ODV – Associazione per la Cura dei Malati in Trattamento Palliativo, realtà che da tre decenni è accanto alla Rete Locale di Cure Palliative del Dipartimento della Fragilità e alla struttura di cronicità, terapia del dolore e cure palliative pediatriche di ASST Lecco, rispondendo ai bisogni complessi delle persone malate e di chi se ne prende cura. È proprio in questo contesto di attenzione e prossimità che nasce il desiderio di un’opera dedicata esclusivamente all’Hospice, pensata come gesto artistico e umano insieme.
“A/V Herbarum” è una presenza viva più che un oggetto artistico. La sua struttura comprende uno schermo, lampade, sensori e un software, ma il suo vero centro è una pianta: la monstera deliciosa, sempreverde rampicante della famiglia delle aracee, originaria del Messico, talvolta raffigurata nei dipinti di Giuseppe Guerreschi, artista tra i più amati da Villa.
È proprio la pianta a generare l’intero sistema dell’opera. I sensori rilevano le variazioni dei suoi impulsi elettrici e li trasformano in suoni eufonici ed euritmici. Questi suoni, a loro volta, attivano le luci, che mutano gradualmente colore e intensità, creando un ambiente luminoso in costante trasformazione. La relazione tra suono e luce diventa così un linguaggio sensibile, capace di evocare stati emotivi e percettivi profondi.
Nel software sono integrati tre video della durata di pochi minuti, realizzati dall’artista, che mostrano paesaggi e sequenze dedicate alla natura. Le immagini non seguono un ordine fisso: si attivano in modo randomico, si deformano, si sovrappongono e si mescolano continuamente, generando configurazioni visive sempre nuove e imprevedibili. Ogni istante è irripetibile, ogni combinazione è unica.
Da questa interazione nasce una composizione potenzialmente infinita di suoni, luci, colori e immagini, generata in tempo reale. La vita silenziosa della pianta e la memoria visiva dei video producono un ecosistema sensibile che si rigenera continuamente, invitando chi lo osserva a un’esperienza immersiva, contemplativa e profondamente umana.
In questo spazio, la tecnologia non domina ma ascolta; l’arte non si impone ma accoglie. L’opera diventa un luogo di relazione, in cui la percezione si fa lenta, attenta, aperta.
Attraverso “A/V Herbarum”, Nicola Villa costruisce un ponte tra natura, tecnologia e fragilità umana, portando l’arte dentro un contesto di cura reale. L’Hospice non è solo un luogo di assistenza, ma diventa anche uno spazio di esperienza estetica e sensoriale, dove la bellezza si trasforma in presenza discreta e consolazione possibile.
Perché in questa installazione, anche il più piccolo impulso vitale può diventare suono. E quel suono, intrecciato alla luce e all’immagine, può trasformarsi in qualcosa di più profondo: un gesto di cura condivisa.