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I Passaporti dei Promessi Sposi: Chirico, un Azzeccagarbugli senza filtri

I volti e le anime si materializzano in tutta la loro potenza grazie alla fotografia contemporanea e allo storytelling video

Cultura Lecco e dintorni, 27 Ottobre 2021 ore 11:06

Ne  "I Passaporti dei Promessi Sposi", il progetto creativo di Paolo Vallara, i volti e le anime si materializzano in tutta la loro potenza grazie alla fotografia contemporanea e allo storytelling video. Ritratti in primo piano come forma visiva attuale. Sincera. Sintetica. Senza filtri. E senza filtri è il moderno Azzeccagarbugli interpretato da Stefano Chirico. E' lui il protagonista della nostra quinta tappa alla scoperta dei personaggi che sono al centro della mostra allestita a Lecco  in Torre Viscontea che, lo ricordiamo,   resterà visitabile fino al prossimo 7 novembre  il giovedì e la domenica dalle 10 alle 18 e il sabato dalle 14 alle 18.

 

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Azzeccagarbugli

“Absit injuria verbum … no, troppo generico… Vediamo questa grida: “… l'eccellentissimo signore, il sig. don Pietro de Toledo Osorio ... ecc., … ha ordinato che … coloro che adiranno portare armi prohibite … uhm … Et fatta la condamnazione, li facciano intimar la pena entro due giorni …” ah, ecco qui: il bravaccio di Don Rodrigo è salvo perché, subspecta peste, non gli hanno intimato l’incriminazione in calce, ma solo cum verbis: dalla strada. Altrimenti dovrebbe “… pagar la pena pecuniaria” … o … “la corporale” . Non sia mai! 

La pena corporale la farebbe a me il colendissimo Don Rodrigo, e la più grave e definitiva! 

Lui già è furioso: aspettava la mia supplica al magistrato per ieri, ma è arrivato quello zotico, quel Tramaglino, che diceva di avere minacciato un parroco ... ma no, forse era stato minacciato lui... 

e voleva comprarmi con due capponi! 

Ma come pensava di poter sposare una femmina in grazia a sua Eccellenza: Quod licet Jovi non licet bovi! Mah, sarà vero che sta arrivando la peste, la gente sta perdendo il senno. 

Ah ecco, questa ancora meglio: “… statuimus … delictis, ac criminibus …, vel cummissis … vel inditiati … absolvi et liberari debere …”. 

Finalmente la soluzione: amnistia generale! Meglio invocare questa, perché vale anche per suspecti ecc.

Ma adesso basta, sono stanco, mi fa male la testa! Gride, codici, latino, espagnolo e il dialettaccio di questi manigoldi, poi, che fatica! 

E pensare che stavo per entrare come Officiale alla Camera Regia, ma il figlio “naturale” di quel cadetto pidocchioso mi fregò lo scranno. Così sono dovuto restare in questo borgo di produttori di ferraglia. 

Essia, inutile crucciarci … anticipo la spesa, che per la salvezza di quella canaglia di Grignapoco, il mio signore mi pagherà bene. 

Marianna, il mio mantello! Io vado nella casa in via dell’Isola! E non mi aspettare, tornerò molto tardi…