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Da Napoli all’America: ecco i tre finalisti del Premio Manzoni Romanzo Storico

Presentati a Palazzo Falk i tre romanzi in gara per la 22ª edizione del Premio Manzoni Romanzo Storico, che ora passa alla valutazione della Giuria Popolare.

Da Napoli all’America: ecco i tre finalisti del Premio Manzoni Romanzo Storico

La Napoli della Belle Époque, l’America ancora “inesplorata” e gli Stati Uniti di fine Ottocento: terra di grandi scoperte, di grandi uomini ma anche di enormi delusioni. Sono questi gli scenari che fanno da sfondo ai tre romanzi finalisti della 22ª edizione del Premio Manzoni Romanzo Storico – organizzato dall’Associazione 50&Più Lecco, in collaborazione con Assocultura Confcommercio Lecco, il Centro Nazionale di Studi Manzoniani e il Comune, con il contributo di Acinque (main sponsor) e della Camera di Commercio.

I titoli e gli autori sono stati svelati oggi, martedì 30 giugno 2026, a Palazzo Falk da Eugenio Milani, presidente dei «grandi adulti» di Confcommercio, insieme al neo presidente dei Commercianti Fabio Dadati, all’assessore alla Cultura Cinzia Bettega, fresca di nomina, a Giorgio Cortella, in rappresentanza del main sponsor Acinque Energia, e al professor Stefano Motta, componente della giuria tecnica del prestigioso riconoscimento, nato per valorizzare la storia e la cultura del territorio lecchese, profondamente legato alla figura e all’opera di Alessandro Manzoni.

Proprio i giurati (oltre a Stefano Motta spiccano Ermanno Paccagnini, Sara Chiappori, Mattia Conti e Mauro Novelli), tra gli oltre 50 volumi pervenuti, hanno selezionato la terna finalista che concorrerà all’edizione 2026 del premio, raccogliendo il testimone da Marco Balzano con Bambino (Einaudi).

I tre romanzi finalisti sono: L’ammiraglio di Giosuè Calaciura (Sellerio), L’imperdibile di Eleonora Marangoni (Feltrinelli) e Stella randagia di Piera Ventre (NN Editore). Le opere saranno ora affidate alla Giuria Popolare, composta da 165 lettori segnalati dalle librerie del territorio e dai Gruppi di Lettura di 25 Comuni della provincia di Lecco, con il supporto del Sistema Bibliotecario Lecchese.

Da Napoli all’America : ecco i tre finalisti del Premio Manzoni Romanzo Storico

Il Premio Manzoni si conferma così un appuntamento centrale nel panorama culturale del territorio, capace di coniugare letteratura, identità storica e partecipazione diffusa.

«Complimenti alla struttura organizzativa e al direttore di Confcommercio: seguono questo premio con grande qualità e professionalità. La conferma e il rilancio dei valori della cultura all’interno di una comunità, e anche di una comunità economica come la nostra, sono fondamentali – ha esordito il padrone di casa Fabio Dadati – Noi siamo capillarmente presenti sul territorio e vediamo ogni giorno quanto la cultura sia importante per lo sviluppo. In un momento storico in cui gli spostamenti delle persone sono esplosi, l’interscambio culturale, invece, è fondamentale per far crescere tutti. Io sono un lettore accanito. Viaggio poco, ma attraverso la lettura conosco i luoghi e il mondo: leggere ti permette di vivere esperienze e scoprire realtà anche restando a casa. Cultura e turismo sono strettamente legati e la scelta del neo sindaco Filippo Boscagli di affidare all’assessore Cinzia Bettega entrambe queste deleghe credo sia strategica».

Fabio Dadati
Fabio Dadati

Una decisione rivendicata con orgoglio anche dalla stessa assessore Cinzia Bettega: «La scelta di unire turismo e cultura è logica e raccoglie un ampio consenso, oltre a suscitare grandi speranze e aspettative. La cultura sarà uno degli strumenti fondamentali per lo sviluppo urbano di Lecco e conto molto su questo. Ogni città ha un “hardware”, rappresentato dalle infrastrutture, e un “software”, costituito dall’insieme dei servizi che migliorano la qualità della vita dei cittadini. In questo contesto, turismo e cultura, affiancati alla storia industriale della nostra città, saranno un perno e una leva fondamentali per lo sviluppo del territorio. Partecipazione, collaborazione, identità del territorio e visione del futuro saranno i temi sui quali concentreremo il nostro lavoro. Stiamo inoltre preparando il dossier per la candidatura di Lecco a Capitale italiana della Cultura 2030. In tutto questo il ruolo di Confcommercio, che per prima ha lanciato questa idea, e di 50&Più sono fondamentali».

Cinzia Bettega
Cinzia Bettega

Entusiasta anche Giorgio Cortella, che ha ricordato come la cultura sia energia e ha posto l’accento sul valore corale del Premio, rappresentato dall’ampia partecipazione della giuria popolare composta da oltre 150 persone.

Giorgio Cortella
Giorgio Cortella

Eugenio Milani ha quindi ripercorso storia, valori e obiettivi del premio, che ha assunto negli anni uno spessore davvero internazionale, per poi passare la parola al professor Stefano Motta, che è entrato nel merito dei tre volumi in gara: «Mistero, un personaggio femminile molto importante e una Napoli suggestiva sono gli elementi fondanti di Stella randagia, che si sfiderà con l’antieroe Cristoforo Colombo, con tutte le sue contraddizioni, de L’ammiraglio. Infine, L’imperdibile, la storia delicata di quello che oggi definiremmo un perdente, ovvero dell’inventore della spilla da balia e della macchina da scrivere, brevetto che non depositò mai. Sono tre romanzi che si divorano in un attimo, opere che, nel perfetto solco del Manzoni, non parlano di grandi eroi, ma anche di uomini semplici, di lavoratori».

Eugenio Milani
Eugenio Milani

A partire dalle prossime settimane saranno dunque i 165 componenti della Giuria Popolare a leggere e valutare le tre opere finaliste, esprimendo il proprio voto e decretando il successore di Marco Balzano nell’albo d’oro del Premio. L’appuntamento conclusivo è fissato per sabato 10 ottobre in Sala Ticozzi, quando i tre autori si ritroveranno a Lecco per la cerimonia finale che assegnerà il Premio Manzoni Romanzo Storico 2026, confermando ancora una volta il ruolo della città come punto di riferimento nazionale per la narrativa storica e la promozione della lettura.

Stefano Motta
Stefano Motta

I finalisti
“L’ammiraglio”, Giosuè Calaciura
Un gran bugiardo, un pirata, un vaneggiatore in preda all’estasi, un marinaio che tutto ha visto, e di tutto è capace: Cristoforo Colombo è l’Ammiraglio, figura storica colossale e discussa, eroe dell’esplorazione e iniziatore dell’oppressione coloniale, il portatore della civiltà europea nelle Americhe e al tempo stesso colui che avvia un genocidio, sancendo l’imperialismo e la soppressione culturale.
Raccontando il marinaio che ha cambiato il mondo, con una traversata epica, temeraria, dissennata, sostenuta dalla sua folle immaginazione, Giosuè Calaciura mette in evidenza come la conquista delle Indie sia una sorta di «manuale» aggiornatissimo sulla violenza dell’oggi, sulla perdita di ogni sentimento della giustizia e della pietà. Il prototipo della prepotenza perenne che regola i rapporti tra Paesi e tra gli uomini. Il suo è un romanzo sulle illusioni, la speranza di un mondo per tutti, migliore, che s’infrange a ogni sbarco.
“L’imperdibile”, Eleonora Marangoni
Walter Hunt arriva a New York in cerca di fortuna. Originario di una provincia remota, porta con sé una piccola valigia e una filatrice da lino, il primo brevetto della sua lunga carriera di inventore. Comincia così l’avventura di un uomo geniale e sempre “fuori tempo”, creatore di oggetti che rivoluzioneranno la vita quotidiana di milioni di persone. Con la sua scrittura versatile e piena di luce, Eleonora Marangoni ci regala la storia di un genio dimenticato dell’Ottocento, e in parallelo ci racconta il suo viaggio lungo le strade d’America. Un romanzo che si interroga sul concetto di successo e di riuscita personale, e ci consegna il memorabile ritratto di un antieroe americano, irresistibile anche per via dei suoi fallimenti. Sempre che possano considerarsi tali, visto che in fondo, come pensa Walter Hunt, “il successo di un fiore non si misura con quanta gente lo guarda, il successo di un fiore è diventare sè stesso, e nient’altro”.
“Stella randagia”, Piera Ventre
E il 1909, Esterina lascia il paese natio in Friuli per lavorare presso la famiglia nobile dei Ribas, a Napoli. All’arrivo è sconvolta dal fermento della città e dallo sfarzo della nuova casa. I padroni – la bella Porzia, l’insulso marito Giacomo, la severa cognata Orsola – le dicono che dovrà occuparsi di Malvina, figlia di Porzia e Giacomo, una creatura fragile e deforme che vive da sempre segregata nella sua stanza. La bambina, invece, è vivace e intelligente, e dimostra un carattere singolare: sostiene di avere un’amica invisibile, che le annuncia gioie e disgrazie, e di capire i versi degli uccelli. Ester vorrebbe non crederle, ma nella casa si avvertono sussurri inquietanti e presenze misteriose, e lei stessa è in preda alle visioni del suo tragico passato. Piera Ventre ci porta nella Napoli sontuosa della belle époque, dove il progresso si fonde con la superstizione e le sedute spiritiche convivono con i salotti letterari. Una storia fiabesca, di riscatto e speranza, in cui la bellezza dell’anima può rovesciare le sorti del mondo e cambiare il destino degli ultimi