Dalle rive del Lario a piazza del Campo, a Siena, seguendo il filo dell’arte e di una tradizione secolare. Il Palio più famoso d’Italia, con la sua storia e la rivalità tra le antiche contrade, ha infatti un legame inaspettato con il territorio lecchese, custodito nei «cenci», i drappelloni artistici assegnati alle contrade vincitrici della corsa.
Da Lecco a Siena, il legame con il Palio passa dai «cenci» d’artista
A raccontare questi intrecci sarà il nuovo appuntamento della rassegna «Archivi per Lecco», dal titolo «Un “cencio”… in Palio. Intrecci e legami d’arte lariani nel Palio di Siena», promosso dall’Associazione Giuseppe Bovara e dall’Archivio Tino Stefanoni, con il patrocinio dell’Ordine dei Cavalieri di Parte Guelfa.
Nel corso dei secoli, i drappelloni sono diventati una parte importante dell’identità del Palio, affidati ad artisti chiamati a interpretare, attraverso le proprie opere, una delle manifestazioni più caratteristiche della tradizione italiana. Tra gli autori che hanno lasciato il segno figurano anche artisti e artigiani con origini lecchesi. Fra loro Tino Stefanoni (1937-2017), protagonista dell’arte contemporanea, che nel 2006 fu incaricato di realizzare il drappellone dedicato al sessantesimo anniversario della fondazione dell’Onu.
La serata sarà anche l’occasione per presentare il volume «In hoc Palio vinces», di Diego Consales, dedicato ai pittori che hanno firmato i drappelloni nei primi vent’anni del Terzo Millennio.
A moderare l’incontro sarà Umberto Calvi. Interverranno alcuni contradaioli senesi, che illustreranno il significato del Palio e dei drappelloni della vittoria. A seguire, Diego Consales approfondirà il percorso artistico raccontato nel suo libro, mentre Susanna Stefanoni, dell’Archivio Tino Stefanoni, ripercorrerà l’esperienza del padre legata alla manifestazione toscana.
L’appuntamento è fissato per venerdì 30 ottobre 2026 alle 21. L’ingresso è libero e non è richiesta la prenotazione. Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo associazione.bovara@gmail.com.