Associazione pastorale “Madonna del Rosario”

“Capolavoro per Lecco” si conferma un successo: sfiorati gli 8 mila e 500 visitatori

Monsignor Bortolo Uberti: "La riflessione condotta quest’anno sui rapporti intergenerazionali e sul valore della famiglia quale elemento chiave della società è stata molto apprezzata, così come l’intera organizzazione, che ha visto numerosi studenti delle scuole superiori confermarsi sia nel ruolo di mediatori nel dialogo con le opere, sia nella gestione della comunicazione social"

“Capolavoro per Lecco” si conferma un successo: sfiorati gli 8 mila e 500 visitatori

Si è conclusa domenica, dopo tre mesi, l’edizione 2025/26 di “Capolavoro per Lecco”, l’evento espositivo proposto e organizzato dalla Comunità pastorale e dall’Associazione pastorale “Madonna del Rosario”, in collaborazione con il Comune di Lecco e con il fondamentale supporto delle più importanti Istituzioni regionali e provinciali, oltre che di un nutrito “pool” di aziende e associazioni nel ruolo di partner e sostenitori. Anche quest’anno i risultati, in termini di visitatori, sono stati eccellenti: la mostra ha sfiorato gli 8 mila e 500 visitatori, comprendendo anche i partecipanti all’inaugurazione e ai due eventi di approfondimento organizzati nel corso del periodo di apertura.

“Capolavoro per Lecco” si conferma un successo: sfiorati gli 8 mila e 500 visitatori

“La nostra proposta per il Natale si è confermata una esperienza di grande successo. – sottolinea monsignor Bortolo Uberti, prevosto di Lecco e presidente dell’Associazione culturale – Il risultato non sta solo nel numero dei visitatori, in leggera flessione rispetto allo scorso anno ma comunque sempre estremamente significativa, ma nei commenti di chi ha preso parte a questa esperienza. La riflessione condotta quest’anno sui rapporti intergenerazionali e sul valore della famiglia quale elemento chiave della società è stata molto apprezzata, così come l’intera organizzazione, che ha visto numerosi studenti delle scuole superiori confermarsi sia nel ruolo di mediatori nel dialogo con le opere, sia nella gestione della comunicazione social.”

“Particolarmente apprezzato è stato l’allestimento, così come lo spazio-laboratorio che è diventato un vero luogo di incontro intergenerazionale tra piccoli e adulti, oltre che il video sul passaggio di conoscenze e competenze fra generazioni nelle aziende artigiane. – continua monsignor Uberti – Un grazie particolare al curatore, Giacomo Alberto Calogero, che ha seguito passo dopo passo questa importante mostra sempre con grande disponibilità e competenza, e ai numerosi volontari dell’Associazione volontari Madonna del Rosario che hanno contribuito a gestire l’intero evento, affiancando i ragazzi nel compito di guidare i
visitatori alla scoperta delle tre opere esposte e dei rapporti tra il padre Jacopo Bellini e i figli Giovanni e Gentile. Ma soprattutto grazie al Comune di Lecco e a tutte le Istituzioni, aziende e associazioni che hanno reso possibile ancora una volta questa edizione”.

“Capolavoro per Lecco” ha raccolto un importante seguito anche a livello di gruppi, oltre che di singoli visitatori: complessivamente sono stati 1.300 i visitatori provenienti dal ciclo scolastico (con una prevalenza per le scuole primarie e le scuole secondarie superiori). La mostra ha coinvolto anche gruppi di catechismo, anziani ed ospiti di RSA, partecipanti dall’Università della Terza Età di Lecco, Valmadrera e Arosio. Oltre 200 sono state le presenze su testate locali, regionali e nazionali online, offline e radio-tv.

“Lessico famigliare” ha aggiunto un altro importante tassello nella storia di Capolavoro per Lecco, manifestazione diventata un appuntamento di prima importanza nel già ricco e di valore programma culturale del Si.M.U.L. nel polo artistico di Palazzo delle Paure. – commenta Simona Piazza, assessore alla Cultura e vicesindaco di Lecco – In un momento di profondi cambiamenti, è stato importante per la nostra Amministrazione ribadire l’importanza del nucleo famigliare come base del nostro modo di associarsi, primo
tassello di quella che è la costruzione della persona e del cittadino, portando in città una famiglia esemplare come quella dei Bellini, ma anche valorizzando altri esempi di trasmissioni del sapere famigliare, che si è voluto legare al mondo artigianale”.