C’è un luogo in cui San Francesco sembra avere ancora qualcosa da dire. È Pescarenico, nel chiostro dei Cappuccini che Alessandro Manzoni consegnò alla memoria degli italiani attraverso la figura di fra Cristoforo. Ed è proprio qui che venerdì 11 settembre 2026 alle 21 Mario Pirovano, erede artistico di Dario Fo e Franca Rame, porterà in scena “Lu Santo Jullare Francesco”, il testo con cui il Premio Nobel per la Letteratura ha restituito al Santo di Assisi una voce popolare, irriverente, radicale e sorprendentemente contemporanea.
Al chiostro dei Cappuccini di Pescarenico Pirovano porta in scena “Lu Santo Jullare Francesco”
La scelta di Pescarenico non è dunque soltanto una scelta di suggestione. È un incontro fra storie che si sono incrociate nei secoli: San Francesco, i frati Cappuccini, fra Cristoforo e il mondo raccontato da Manzoni, fino ad arrivare a Dario Fo e alla sua rilettura teatrale del Medioevo.
“Portare Lu Santo Jullare Francesco proprio qui, nel luogo dei Cappuccini di fra Cristoforo, ha per me un significato speciale – spiega Pirovano – È come se la storia di Francesco, che nei secoli ha continuato a parlare attraverso i suoi frati, la letteratura e il teatro, tornasse per una sera nel luogo giusto per essere ascoltata. E c’è qualcosa di straordinario nel farlo nell’anno degli 800 anni dalla sua morte. Dario Fo ha saputo restituirci un Francesco lontano dalle immagini convenzionali: un uomo libero, capace di parlare alla gente, di sfidare il potere e di cercare sempre l’incontro. Io avrò il privilegio di prestargli ancora una volta la mia voce, qui, dove quella voce sembra avere radici antiche”.

Il legame con Francesco affonda infatti le radici nella storia stessa del luogo. Il convento di Pescarenico fu fondato dai Cappuccini nel Cinquecento e la chiesa era originariamente dedicata proprio a San Francesco d’Assisi. Qui i frati rimasero per oltre due secoli, fino alla soppressione del convento in epoca napoleonica.
È questo il luogo che Manzoni scelse per ambientare il convento dei Cappuccini e far entrare nei “Promessi sposi” la figura di fra Cristoforo, uno dei personaggi più intensi e universali della letteratura italiana. Pescarenico diventa così un punto d’incontro particolarmente suggestivo fra la storia francescana e la memoria letteraria del territorio.
Otto secoli dopo la morte di Francesco, avvenuta ad Assisi il 3 ottobre 1226, quella voce torna dunque simbolicamente a risuonare nello stesso luogo. Ma lo fa attraverso il teatro di Dario Fo, che in “Lu Santo Jullare Francesco” sceglie di allontanarsi dall’immagine più consueta e agiografica del santo per raccontare un Francesco uomo tra gli uomini, capace di parlare al popolo, di confrontarsi con il potere e di mettere radicalmente al centro la pace, la povertà e la fraternità. A dargli voce sarà Mario Pirovano, attore che ha condiviso il percorso artistico di Dario Fo e Franca Rame e che ne ha raccolto l’eredità teatrale, portando sui palcoscenici italiani e internazionali i testi del Premio Nobel. La scelta di Pescarenico assume così un valore particolare: nel luogo dei Cappuccini di fra Cristoforo, nel cuore di una delle pagine più celebri della letteratura italiana, torna a vivere la figura di San Francesco attraverso la voce e la teatralità di Dario Fo.
L’appuntamento si inserisce nel percorso di MedFest 2026 – “Santi, eretici e peccatori – Da San Francesco al Nome della Rosa”, che, attraverso otto province lombarde, propone un viaggio nel Medioevo capace di mettere in relazione luoghi, linguaggi e patrimoni culturali, riscoprendo quanto quella stagione continui ancora oggi a influenzare l’arte, la cultura e la creatività contemporanee. L’evento è ad ingresso libero. In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà al coperto all’Officina Badoni, in Corso Matteotti 7 (Lecco).