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Violenza giovanile a Lecco, il sindaco "sceriffo": "Fallimento dei progetti di accoglienza e solidarietà diffusa"

Dante de Capitani: "Ho fatto da baluardo al loro ingresso nel mio paese ritenendo di non dovere mantenere a sbafo gente con solo diritti e niente doveri"

Violenza giovanile a Lecco, il sindaco "sceriffo": "Fallimento dei progetti di accoglienza e solidarietà diffusa"
Cronaca Lecco e dintorni, 24 Giugno 2021 ore 16:13

Violenza giovanile a Lecco e nel territorio:  per il sindaco di Pescate Dante De Capitani il fenomeno che va registrando continui episodi sarebbe "la dimostrazione del fallimento di tutti i progetti di accoglienza e solidarietà diffusa".

Il sindaco sceriffo commenta la violenza giovanile

"Gli ultimi fatti di cronaca nera occorsi nelle piazze di Lecco e alla stazione ferroviaria, che riguardano sempre cittadini extracomunitari, sono la dimostrazione del fallimento di tutti i progetti di accoglienza e solidarietà diffusa". Così il primo cittadino pescatese in un post diramato sui social quest'oggi. Il commento ha fatto seguito a Matteo Salvini che sempre oggi ha ripreso e rilanciato il video che immortala la rissa sui binari della stazione di Lecco tra quelle che sembrano due opposte gang giovanili.  A dir la verità l'audio del video è chiarissimo: i ragazzi, anche se dai tratti somatici evidentemente di origine straniera, si danno la voce gli uni con gli altri in perfetto italiano.

"Li abbiamo mantenuti per anni a sbafo"

"Progetti miseramente naufragati per l'incapacità di buona parte di queste persone a integrarsi e a voler lavorare onestamente e seriamente" insiste il sindaco "sceriffo" di Pescate. "Li abbiamo mantenuti a sbafo per anni, e ancora li manteniamo, con alloggio, vitto, vestiti, paghette settimanali, e ricariche telefoniche ed ora la ricompensa e questa: una città in balia di bande di giovinastri senza patria, rispetto e regole".

"Di questa gente, io non ne ho voluto uno"

E per concludere: "Io mi sono preso del fascista e razzista perché di questa gente non ne ho voluto uno, ho fatto da baluardo al loro ingresso nel mio paese ritenendo di non dovere mantenere a sbafo gente con solo diritti e niente doveri. Adesso non sono qui a dire io ve lo avevo detto, ma solo a ricordare che se più sindaci avessero fatto come me, adesso ci sarebbe un po' più di sicurezza e tranquillità sul nostro territorio".