Valgreghentino

Villa San Carlo ha accolto ufficialmente don Paolo FOTO

Celebrato solennemente l'ingresso del nuovo parroco e responsabile della nuova Unità pastorale con Valgreghentino e Capiate di Olginate.

Villa San Carlo ha accolto ufficialmente don Paolo FOTO
Cronaca Lecco e dintorni, 08 Dicembre 2020 ore 20:04

Nonostante il maltempo e la pioggia battente, sono stati molti i fedeli  di Villa San Carlo che nel pomeriggio di oggi, martedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata, nella chiesa della frazione di Valgreghentino hanno partecipato alla solenne celebrazione eucaristica  per l’ingresso  del nuovo parroco  don Paolo Ventura.

Villa San Carlo dà il benvenuto al nuovo parroco

Presenti i  sindaci di Valgreghentino, Matteo Colombo, e di Olginate, Marco Passoni, i due Comuni ai quali fanno istituzionalmente riferimento le tre comunità parrocchiali (di Valgreghentino capoluogo e delle frazioni di  Villa San Carlo e Capiago) che dallo scorso 4 settembre sono parti integranti della nuova unità pastorale voluta dall’Arcivescovo Mario Delpini. Accanto alle autorità civili, non sono mancati, con stendardi e labari, i rappresentanti delle associazioni di volontariato operanti nel territorio.

Porte aperte al nuovo parroco di Villa San Carlo

Alla concelebrazione presieduta dal nuovo parroco, hanno partecipato il vicario Episcopale  della zona di Lecco,  monsignor Maurizio Rolla, che ha sovrainteso ai riti d’investitura; don Matteo Gignoli, parroco dell’unità pastorale di Olginate, Garlate e Pescate; don Enrico Spreafico che negli ultimi undici anni ha guidato la comunità di Villa San Carlo dove resterà come prete residente. La cerimonia ha preso avvio con la simbolica apertura delle porte della chiesa da parte di don Paolo.

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L’omelia di don Paolo: “Accompagnatemi nel nuovo cammino”

Gratitudine e gioia: questi sentimenti ai quali don Paolo ha dato voce nel corso della sua omelia. “I sentimenti che provo  quest’oggi  sono molteplici ed intensi – ha detto il nuovo parroco –  Anzitutto grande gratitudine per tutto ciò che il Signore ha compiuto nella mia vita  fino ad oggi, ma anche per tutti coloro che mi hanno accompagnato nella mia vita, da mia mamma Franca a mio papà che mi accompagna dal Cielo. Sono molto contento di poter intraprendere, questo nuovo cammino con voi e vi chiedo fin d’ora  di accompagnarmi e sostenermi con la vostra preghiera e la vostra collaborazione. Lavorare insieme è importante perché l’unità pastorale si consolidi sempre di più. Facciamolo esprimendo la gioia e l’intelligenza di chi è  popolo di Dio. Un popolo della gioia in cammino, che si educa, prendendosi cura degli altri, lasciando alle spalle ogni sorta di campanilismo  o di spirito di supremazia, affinché Cristo sia  in tutti e la sua gloria abiti le nostre comunità”.

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Una nuova unità ispirata alla Beata Vergine immacolata

“In questo momento mi sono venuti in mente molti pensieri ma ne ricordo in particolare due” ha poi detto don Paolo. “Il primo dalla pagina di Vangelo letta oggi, ‘rallegrati piena di grazia, il Signore è con te’. Rallegrati è  l’esortazione che Dio rivolge anche a noi, oggi. Ma che motivi avremmo mai di rallegrarci   visto che non mancano problemi nella nostra vita  in questi tempi di emergenza sanitaria a causa della pandemia? Ma perché Dio è con noi. È questa la gioia del Cristiano, la gioia nel sapere che Dio è con noi… Sempre, anche quando lo percepiamo lontano o assente dalla nostra vita, per i più svariati motivi.. Con Maria impariamo allora a rallegrarci”.

Mettersi all’ascolto come Maria con l’Angelo

“Il secondo pensiero, che voglio condividere con voi, è l’altro atteggiamento di Maria: mettersi all’ascolto dell’Angelo” ha continuato il sacerdote.  “Il nostro rapporto con Dio, secondo la Fede Cristiana, è innanzitutto di ascolto.  Tanto è vero  che già nel rito del Battesimo  il sacerdote ha toccato le nostre orecchie e la nostra bocca, quasi a chiarire la nostra esperienza di Fede. Fede che nasce dall’ascolto. E’ fondamentale ripartire da questo ascolto per intuire anche come vivere la nostra fede in questo momento di pandemia che sta riscrivendo una nuova normalità di vita, che non sarà più come quella di prima. Ed anche dal punto di vista ecclesiale  dovremo imparare un nuovo stile: quello di pensarci sempre di più come chiesa di Comunione  in pellegrinaggio verso il Padre.  ‘Rallegratevi, il Signore è con voi’: diciamolo insieme ai nostri bambini ai nostri ragazzi, ai nostri giovani ai papà e le mamme ai nostri nonni agli ammalati. Ai bisognosi e carcerati a tutti. Rallegratevi, perché dire sì a Dio è  la via verso la gioia vera. Quella che Maria ha gustato durante tutta la sua vita, ed il suo desiderio è   che anche noi, la gustassimo insieme a lei”.

“Voglio essere –  ha terminato don Paolo – come lo strumento di una grande orchestra, della quale  il maestro è Dio, nostro Padre”.

L’augurio del sindaco  Colombo

Al termine anche il primo cittadino di Valgreghentino ha letto un messaggio di saluto al nuovo parroco. Matteo Colombo ha sottolineato come sia strano dare il benvenuto a chi in realtà, come don Paolo, ha già da tempo imparato a conoscere e amare come parti integranti della sua vita le tre comunità che gli sono state affidate. Il sacerdote infatti era arrivato a Valgreghentino lo scorso anno,  con il compito di avviare il cammino verso l’unità pastorale che si è definitivamente sancita quest’oggi. “Già nel giorno del tuo ingresso nella parrocchia di Valgreghentino  mi risultava difficile, se non impossibile, essere formale con chi si è posto fin da subito come un amico, una persona che non alza barriere ma le abbatte, che non chiude le porte ma le apre, che si pone all’ascolto, che condivide e assicura collaborazione e che si connota per la sua gioiosità e la sua capacità propositiva” ha ricordato il giovane sindaco. “Questi mesi difficili ti hanno sempre visto mettere al primo posto la Comunità e le persone, specie quelle più deboli e fragili, lavorando con le istituzioni e le associazioni senza riserve e con lo sguardo rivolto sempre ai nostri cittadini e parrocchiani”. “Il mio, dunque, – ha concluso Colombo – non può essere un messaggio di benvenuto, ma un augurio di buon cammino anche alla guida della parrocchia di San aralo e della nuova Unità pastorale”.

Mario Stojanovic

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