Un tesoretto da non sperperare L’EDITORIALE

Editoriale di Giancarlo Ferrario su aggregazione tra Acsm Agam, Aspem Varese, Aevv Sondrio e la nostra Lario Reti Holding.

Un tesoretto da non sperperare L’EDITORIALE
Lecco e dintorni, 05 Febbraio 2018 ore 11:12

L’aggregazione tra Acsm Agam, Aspem Varese, Aevv Sondrio e la nostra Lario Reti Holding – sotto la regia di A2A – è andata felicemente in porto. Ci sono ancora alcuni passaggi formali, ma ormai questo matrimonio che getterà le basi per la creazioni di una grande multiutility del Nord è cosa fatta. Lecco ha giocato un’eccellente partita e sarà uno dei soci di riferimento della nuova società capace di generare – stando ai bilanci 2016 – un fatturato di 421 milioni, un’ebitda di 80 milioni, un utile di 30 milioni con una posizione finanziaria netta di 80 milioni, oltre ad occupare 800 dipendenti. Lecco sarà il secondo azionista – dopo il partner industriale – con una quota del 23,05%. Più di Monza e di Como (i soci storici) e ben più delle new entry (Varese e Sondrio). Questa forza, molto probabilmente, ci permetterà di esprimere il presidente, magari non con la prossima assemblea convocata per il 21 giugno per approvare il bilancio 2017, ma per la successiva.

Nuova multiutility

Sino ad oggi gli amministratori lecchesi sono stati lungimiranti. Da domani dovranno esserlo ancora di più. Lario Reti Holding ha conferito alla nuova multiutility i “gioielli di famiglia”: Acel Service (la società specializzata nella vendita di gas e energia elettrica, la gallina dalle uova d’oro capace di generare una media di decine di milioni di utili negli ultimi anni) e Lario Reti Gas (specializzata nella distribuzione del gas). I sindaci che sono gli azionisti di Lario Reti Holding, ora hanno il dovere di fare un salto di qualità, uno scatto coerente con la storia del territorio e individuare un imprenditore o un professionista all’altezza per guidare una società così ambiziosa.

Difendere le varie anime di questa società

Non abbiamo nulla contro i politici di professione e le persone vicine a questo o a quello schieramento, ma adesso serve una figura autorevole, competente e forte in grado di discutere con i vertici del partner industriale A2A, dal presidente Giovanni Valotti all’amministratore delegato Valerio Camerano, per non essere fagogitata dal partner industriale, di difendere le varie anime di questa società e le specificità dei territori (non solo Lecco) dove la nuova multiutility è fortemente radicata.

La distribuzione del tesoretto

Ma non è tutto. Nelle casse di Lario Reti Holding restano oltre 20 milioni di euro cash. La linea degli amministratori locali, rigorosamente bypartisan, è quella di distribuire pro quota il tesoretto. Scelta legittima, per carità, visto come lo Stato ha ridotto le casse comunali, ma poco lungimirante. C’è il rischio che di disperdere il malloppo in mille rivoli, dalla sagra del paese al torneo di tennis. Perché invece non pensare di investirli su uno o più progetti strategici a beneficio dell’intero lecchese? Se Lario Reti Holding dovesse investire 20 milioni genererebbe un meccanismo virtuoso ben più importante di circa 100 milioni. Ma su quale progetto strategico potrebbero essere indirizzati questo tesoretto? Se vogliamo stare all’oggetto sociale della holding si potrebbe puntare a un piano di efficientamento energetico o alla mobilità elettrica. Poi si potrebbe creare una task force per partecipare ai bandi europei che i nostri Comuni, per scarsità di personale e di competenze, faticano a intercettare.

Il futuro di Silea e Lario Reti

Dulcis in fondo, c’è un’altra proposta che ci permettiamo di sottoporre ai nostri sindaci. Dopo la brillante operazione della multiutility adesso restano due società che erogano servizi pubblici: Silea (rifiuti) e Lario Reti Holding (acqua). Perché non metterle insieme?

Giancarlo Ferrario

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