"Ti sparo, dammi i soldi": non si sono fatti alcuno scrupolo a puntare una pistola per rapinare un passante, né a tentare il colpo, pochi istanti dopo, con alcuni automobilisti. Gli autori delle rapine sono un ragazzo e una ragazza, appena 20enni, che si sono nascosti all’interno di una scuola ma sono stati rintracciati e arrestati dai Carabinieri. Come riportano i colleghi di PrimaMonza tutto è successo nel cuore della Brianza ieri nella serata di ieri, sabato 24 settembre 2022. 

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"Ti sparo, dammi i soldi": pisola alla mano rapinano i passanti.

Sono circa le 23.30  quando al numero unico di emergenza 112, giungono una serie di chiamate da parte di presunte vittime che segnalano la presenza di due giovani, travisati da passamontagna, uno armato di pistola, che stavano seminando il panico nelle vie del centro di Agrate Brianza.  Il primo tentativo è stato quello di rapinare una coppia all’esterno di una pizzeria. La donna, scesa dalla macchina per comprare alcune bevande mentre il compagno era rimasto seduto in auto sul sedile anteriore lato passeggero, ha notato una ragazza ferma all’esterno del locale, con abiti scuri, che continuava a fissarli con insistenza. Dopo aver acquistato le lattine, si è avvicinata alla macchina scorgendo un ragazzo, vestito di nero, che indossava un passamontagna e una pistola in mano estratta dai pantaloni.

“Dammi tutti i soldi che hai! Muoviti dammi tutti i soldi!” avrebbe gridato puntando l’arma a pochi centimetri dal volto del fidanzato impietrito. La donna è così salita in macchina e, ingranata la marcia, si è allontanata da quell’incubo. Prima della fuga il malvivente è riuscito a colpire ripetutamente con la pistola il parabrezza dell’autovettura, danneggiandolo gravemente. Una volta in salvo, la coppia ha subito contattato il numero di emergenza 112 per richiedere l’intervento dell’Arma.

Il secondo tentativo di rapina

Il secondo tentativo di rapina, i due 20enni hanno cercato di metterlo a segno fuori dall’oratorio femminile di Agrate. Le vittime, due uomini appartenenti a un coro, sono state avvicinate dai due soggetti con il volto travisato. Stesso modus operandi: uno di loro, puntando la pistola avrebbe poi minacciato “Ti sparo! Dammi tutti i soldi”.

La vittima ha cercato di spiegare che non aveva denaro con sé. Parole che non sono servite a placare la situazione: il rapinatore, impugnando l’arma con entrambe le mani, l’avrebbe poi scarrellata continuando a minacciare. Terrorizzato, l’uomo gli ha consegnato una borsa tracolla per mostrare che all'interno non c'era nulla. Il complice a quel punto ha afferrato il borsello per poi fuggire insieme in tutta fretta. Il bottino: un cellulare marca Huawei p10 Mate di colore nero e la sacca.

Non si sono fermati

Il terzo episodio risale alle 23.50 circa. Secondo la testimonianza di un gruppo di tre amici, i rapinatori si sarebbero avvicinati a loro, sempre a volto coperto e con l’arma in pugno, nel parcheggio di via Carlo Gnocchi. Stavano scambiando quattro chiacchiere appoggiati alle rispettive auto quando, improvvisamente, sono stati raggiunti dai due soggetti sbucati dai campi a ridosso dell’area. Notandoli arrivare, spaventati dalle loro possibili cattive intenzioni, i tre ragazzi sono saliti a bordo delle auto con l’intento di allontanarsi. Raggiunti dai due incappucciati, sono stati minacciati con la pistola per farsi consegnare oggetti preziosi e denaro contante.

“Apri la porta, dammi i soldi altrimenti ti ammazzo!”: lo stesso identico copione descritto dai precedenti malcapitati. Chiusi tutti i finestrini e inserito le sicure, una delle vittime ha poi ingranato la retromarcia, effettuando una manovra di inversione nel parcheggio e allontanandosi tra le grida e i colpi alla portiera del rapinatore. Giunti in via Vismara, il trio di amici ha incrociato una pattuglia dei Carabinieri riferendo quanto accaduto poco prima. I militari hanno invitato le vittime a raggiungere gli uffici della locale Stazione Carabinieri per  formalizzare la denuncia-querela.

Le ricerche dei due rapinatori armati di pistola

L’operatore della Centrale Operativa di Monza ha inviato a supporto della pattuglia della Stazione di Agrate ulteriori tre macchine, due Radiomobili, una dalla Compagnia Carabinieri di Vimercate e l’altra della Compagnia di Monza e la Stazione di Brugherio, mentre riceveva ulteriori chiamate che segnalavano due ombre furtive all’interno della scuola dell’infanzia di via Don Gnocchi. Tutte le pattuglie sono state fatte convergere presso l’istituto di istruzione e dopo aver scavalcato la recinzione, i militari hanno ispezionato accuratamente l’esterno della struttura. In un angolo, poco illuminato, hanno sorpreso i due giovani che si erano nascosti. Si tratta di un ragazzo, originario di Agrate, già noto alle forze dell'ordine, e una ragazza, priva di precedenti, originaria della zona di Crescenzago.

Entrambi appena 20enni. Gli stessi corrispondevano perfettamente alle descrizioni fornite dalle vittime, per corporatura e abbigliamento. Inoltre, sempre all’interno del cortile della scuola, a pochi metri da dove si erano accovacciati, i militari hanno rinvenuto i due passamontagna e la pistola risultata giocattolo ma priva del tappo rosso, oltre al telefono cellulare sottratto a una delle vittime.

In manette due ventenni

Entrambi accompagnati presso la Stazione dei Carabinieri di Agrate Brianza e accertato, dalla ricostruzione dei fatti, che emergevano gli indizi di colpevolezza nei loro confronti, i Carabinieri hanno proceduto con l'arresto per la rapina consumata e quelle tentate in concorso aggravate dall’uso di armi, dandone comunicazione al Sostituto Procuratore di turno presso la Procura di Monza.

Terminata la stesura degli atti il ragazzo è stato tradotto nel carcere di Monza mentre la ragazza in quello di Milano San Vittore. Al termine dell'udienza dinnanzi l’Autorità Giudiziaria del capoluogo brianzolo, che si è conclusa con la convalida degli arresti, al ragazzo è stata confermata la custodia cautelare in carcere mentre la ragazza è stata sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di firma presso la Stazione Carabinieri competente.