Cronaca
celebrazione civica

Due targhe all'Isolago ricorderanno l'alpinista e soccorritore Giovanni Giarletta

La cerimonia si è svolta sotto una pioggia battente

Due targhe all'Isolago ricorderanno l'alpinista e soccorritore Giovanni Giarletta
Cronaca Lecco e dintorni, 24 Giugno 2021 ore 20:21

Sotto una pioggia battente si è tenuta la cerimonia in memoria  "Charlie" Giarletta morto il 16 febbraio  2018,  a 38 anni, sul versante Est della Grignetta

Cerimonia per ricordare Charlie Giarletta

Due targhe all'Isolago ricorderanno per sempre Giovanni Giarletta, per tutti "Charlie" l'alpinista e soccorritore morto il 16 febbraio 2018 sulla Grignetta insieme all'amico Ezio Artusi. La cerimonia in sua memoria si è svolta oggi pomeriggio, giovedì, alle 18 sotto una pioggia battente, lacrime dal cielo ha detto qualcuno dei presenti. A ricordare  l'alpinista, vice capo della XIX Delegazione Lariana del Soccorso alpino c'erano i suoi amici volontari , Giuseppe Rocchi e Marco Anemoli in primis che si sono stretti accanto ai famigliari di Charlie, il noto avvocato Antonio Giarletta, la mamma Carmela De Maio e il fratello Marco. E poi non poteva mancare il sindaco Mauro Gattinoni, il prevosto don Davide Milani  l'ex primo cittadino Virginio Brivio e Filippo Di Lelio presidente dell’Anfi (Associazione nazionale finanzieri d’Italia). Un sodalizio al quale Antonio Giarletta,   è strettamente legato essendo stato in passato ufficiale della Guardia Finanza. "Charlie nella sua breve ma intensa vita, si è dedicato anima e corpo non solo a scalate di alto livello ma anche ad aiutare gli altri - aveva scritto Di Lelio  nella richiesta di intitolazione presentata in Comune - C’è bisogno di gente di questo calibro che rappresenti il vero coraggio e lo spirito di sacrificio di una comunità, persone che ci rendono piccoli e vulnerabili in queste situazioni tragiche, ma che allo stesso tempo possono fare la differenza all’interno di una comunità".

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Il sindaco Mauro Gattinoni

"Benvenuti a tutti voi, alla famiglia di Charlie ma anche alla sua famiglia allargata ovvero al Soccorso alpino, alle associazioni della montagna e ad Anfi - ha detto il sindaco Mauro Gattinoni - e proprio Anfi ha portato avanti la proposta di rendere omaggio a un grande uomo che ha fatto della sua passione per la montagna non solo una pratica agonistica e sportiva ma anche un servizio agli altri. E' forse questo aspetto il valore in più che oggi unisce noi tutti nella memoria di commemorazione di Charlie Giarletta che alla montagna ha dato il suo ultimo pensiero e il suo ultimo giorno di vita".

 

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L'ex primo cittadino Virginio Brivio

Come ricordato dal sindaco Gattinoni la cerimonia di oggi arriva al termine di un percorso avviato dall'ex primo cittadino Virginio Brivio che prima di lasciare Palazzo Bovara ha consegnato al suo successore il fascicolo con la documentazione per l'intitolazione della piazzetta. "Sono contento di partecipare a questo momento per tante ragioni, la prima è che è bello ricordare collettivamente una persona straordinaria come Charlie. Non è stata una figura conosciutissima all'esterno del Soccorso alpino, era un vice capo della sua stazione, ma la sua morte è stata un'occasione per farlo conoscere in maniera più estesa con il suo patrimonio umano e non solo tecnico. La scelta di questo luogo, in mezzo alla città emi auguro che possa fare in modo da rendere tutti consapevoli che la costruzione di una comunità avviene se tutti fanno la propria parte".

Marco Anemoli delegato del Soccorso alpino

Accorato il ricordo del Delegato della XIX Delegazione Lariana del Soccorso Alpino Marco Anemoli: "Vorrei ricordare l'uomo, non solo il soccorritore - ha detto - Quando è entrato a far parte dei volontari ha portato una ventata di positività. E' sempre stato un ottimo alpinista e soccorritore ma anche una persona con cui era impossibile avere una discussione. Sapeva far star bene tutti, ha sempre avuto una parola dolce, forte e sincera per tutti.  Quando terminiamo un'operazione di soccorso ci ritroviamo insieme in quello che chiamiamo il terzo tempo. Quelli erano i momenti più belli perché ci hanno consentito di vivere appieno Charlie, non lo abbiamo vissuto per tanto tempo, ma sono stati momenti davvero intensi. Lo ricordiamo sempre con grande affetto".

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Il padre di Giovanni, l'avvocato Giarletta

Lungo e intenso il discorso del padre dell'alpinista, l'avvocato Antonio Giarletta. "Chiediamo spesso al cielo perché sei dovuto andare via all’improvviso e perché ci hai lasciati soli in balia degli eventi e di questa vita, che adesso ci pesa senza i tuoi sorrisi coinvolgenti e rassicuranti, senza la tua presenza discreta ma importante, senza i tuoi silenzi perché ascoltavi molto e parlavi al momento giusto. Non ci siamo abituati alla tua assenza e non lo faremo mai, perché la tua mancanza ed il nostro dolore sono più forti del senso di sopportazione. Tutto sembra più difficile da quando non ci sei. Molti ci dicono che ci abitueremo: abbiamo provato in tanti modi a non pensarti, a lasciare che il tempo lenisse queste ferite purtroppo lo abbiamo fatto invano perché sei e rimarrai insostituibile “caro Giovanni”. Non sappiamo se riprenderà o quando ricomincerà la nostra vita e quando il nostro cuore tornerà a battere come prima, forse quando riusciremo a dipingere il nostro mondo con i colori delle tue “montagne”, quelle vette che ci avevi fatto conoscere con i tuoi racconti. Non sappiamo neanche se tutto questo sarà possibile perché sei e sarai insostituibile. Ti pensiamo e il nostro cuore si fa pieno di tristezza e di speranza: lo sappiamo sei lassù, ti preghiamo, traccia una via nelle montagne del cielo, indicaci il percorso, perché un giorno verremo ad abbracciarti e stare sempre con te. Ti vogliamo bene".

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Signore delle cime

A scoprire le due targhe sono stati due volontari del Soccorso alpino. Prima però il pianista e il clarinettista della Banda di Calolziocorte hanno suonato il "Signore delle cime", l'"Ave Maria"  e il "Silenzio fuori ordinanza". Poi il prevosto Don Davide Milani ha benedetto le targhe.

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