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Tribunale

Tagliò le gomme a 21 auto: bucatore seriale sotto perizia psichiatrica

Nuova udienza del processo al pensionato civatese di 63 anni che divenne un incubo per gli automobilisti a Civate e Malgrate. Su istanza della difesa il Giudice ha disposto una verifica sulla capacità di intendere e volere dell’imputato

Tagliò le gomme a 21 auto: bucatore seriale sotto perizia psichiatrica
Cronaca Lecco e dintorni, 03 Marzo 2020 ore 12:31

Nel giro di un mese aveva tagliato le gomme a 21 auto in sosta: ora c’è sta stabilire se il bucatore seriale, che aveva imperversato per le strade di Civate e Malgrate, fosse in grado di intendere e volere.

Bucatore seriale a processo per danneggiamento aggravato

Nei giorni scorsi al Tribunale di Lecco si è svolta una nuova udienza del processo nei confronti di un pensionato 63enne originario di Lecco e residente in paese, che deve rispondere dell’imputazione di danneggiamento aggravato.  Il caso del bucatore seriale era esploso nell’autunno del 2018, destando non poco allarmismo tra gli automobilisti della zona. Inizialmente si era pensato a un’estemporanea ragazzata, ma con il passare del tempo i casi di gomme a terra si erano moltiplicati in diverse zone del paese: in via Broggi, all’autosilos in piazza della Chiesa, nel parcheggio delle Poste, del cimitero, presso la sede degli Alpini e in via 24 Maggio. Non solo, episodi analoghi erano avvenuti anche nella vicina Malgrate, in particolare nei parcheggi degli esercizi commerciali a ridosso della rotonda a biscotto sulla provinciale.  Il tagliatore di gomme misterioso agiva sia di giorno che di notte, colpendo sia auto lasciate dai residenti per strada nottetempo che le vetture parcheggiate per sbrigare una veloce commissione. Dopo un mese, grazie anche alle immagini delle telecamere della videosorveglianza, era stato individuato e denunciato dai Carabinieri.

Il processo nei confronti del sessantatrenne si è aperto a metà gennaio, udienza in cui è emerso che il civatese aveva già provveduto a risarcire 20 delle sue 21 vittime, rifondendo la franchigia assicurativa e le spese sostenute per riparare le gomme, offrendo anche un risarcimento simbolico a titolo di danno morale. I risarcimenti hanno alleggerito la posizione del civatese che deve rispondere dell’accusa di danneggiamento aggravato.

Vittime risarcite, per la difesa non era in grado di intendere e volere

La difesa, tenuta dall’avvocato Nadia Colombo di Lecco, ha chiesto di avvalersi del rito abbreviato (che in caso di condanna prevede uno sconto sulla pena), condizionato all’accertamento della capacità di intendere e volere dell’imputato. E’ stato infatti depositato un certificato medico, prodotto in prossimità dei fatti, che attesta come il pensionato soffra di disturbi di natura psichiatrica che in certi momenti di vita e di forte stress gli impediscono di gestire i propri impulsi.
Nell’ultima udienza il Giudice ha ammesso il certificato presentato dalla difesa e incaricato lo psichiatra forense Mario Lanfranconi di eseguire una perizia sull’imputato al fine di accertare se il 63enne fosse o meno nel pieno delle sue capacità mentali al momento in cui si consumarono i fatti.
I risultati della perizia saranno discussi nella prossima udienza fissata a fine giugno.

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