Lecchese

Preoccupazione dei sindacati per la mancata riapertura di alcune filiali di BancoBPM

Grande preoccupazione da parte delle organizzazioni sindacali per la mancata riapertura di alcune filiali del BancoBPM dopo il lockdown. Nel lecchese non hanno ancora riaperto le filiali di Oggiono, Olginate, Carenno, Valmadrera, Valgreghentino e non solo.

Preoccupazione dei sindacati per la mancata riapertura di alcune filiali di BancoBPM
Lecco e dintorni, 01 Luglio 2020 ore 15:01

Grande preoccupazione da parte delle organizzazioni sindacali per la mancata riapertura di alcune filiali del BancoBPM dopo il lockdown. Le filiali che non hanno ancora aperto in provincia di Lecco si trovano a: Annone Brianza, Cassago Brianza, Oggiono, Valmadrera, Olginate, Carenno, Valgreghentino, Barzago, Rogeno, Sirtori, Robbiate, Imbersago, Paderno d’Adda e Verderio.

Preoccupazione dei sindacati per la mancata riapertura di alcune filiali del BancoBPM

“Sono ben 14 le agenzie ancora chiuse in tutta la provincia – afferma Davide Riccardi, segretario generale della Fisac Cgil Lecco –. L’azienda non ha ancora riperto 250 filiali in tutta Italia, di cui 128 in tutta la Lombardia. In quattro comuni del Lecchese, inoltre, si tratta dell’unica banca presente in paese. Un danno per tutti, sia per lavoratrici e lavoratori sia per i clienti. Così facendo si crea una concentrazione di persone in alcune agenzie, i dipendenti hanno carichi di lavoro aumentati e gli utenti hanno sempre più disservizi. Chiediamo quindi ai vertici di BPM che siano riaperti tutti gli istituti, perché siano totalmente al servizio del nostro territorio. Si tratta di una banca da sempre presente, nonché fortemente radicata, in questo territorio”.

L’appello dei coordinamenti regionali

“A distanza di quasi 2 mesi dalla fine del lockdown, BancoBPM non riapre circa 250 filiali sul territorio nazionale, chiuse apparentemente per l’emergenza covid – spiegano i coordinamenti Gruppo Banco BPM e le associazioni di categoria Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca e Unisin – Questa situazione sta determinando una forte concentrazione di personale e clientela nelle filiali aperte limitrofe a quelle chiuse, accresciuto rischio contagio, carichi di lavoro insostenibili, disservizi e conseguenti forti tensioni con la clientela, che sono già purtroppo sfociate in aggressioni verbali, fisiche e danneggiamenti al patrimonio. Numerosissime le istanze pervenute da singoli clienti, associazioni, istituzioni locali che chiedono la riapertura delle filiali del proprio territorio. La forte concentrazione degli sportelli chiusi in territori poco colpiti dal virus, la presenza di numerose filiali con grandi spazi interni, la comune piccola dimensione commerciale degli sportelli, ci fanno però pensare che queste chiusure poco o nulla abbiano a che fare con la tutela della salute di personale e clientela. Nessun impegno alla completa riapertura da parte dell’ Azienda se non per fine anno, una prospettiva commerciale davvero poco credibile. Tutto questo mentre l’ AD Castagna dichiara che il Piano Industriale presentato a marzo è di fatto sospeso e che le filiali in chiusura saranno di più delle 200 precedentemente dichiarate. Quello che possiamo leggere nelle scelte di BancoBPM e dalle dichiarazioni stampa dell’ AD Castagna è soltanto una pervicace ricerca della riduzione dei costi, un progressivo abbandono del modello di banca del territorio verso un modello più automatizzato di servizio a distanza, senza peraltro vedere traccia di adeguati investimenti tecnologici. La prospettiva occupazionale e di sostegno alle economie locali del terzo gruppo bancario nazionale ne uscirebbe fortemente compromessa. Per questo le OO.SS. delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo BancoBPM chiedono con forza l’immediata e totale riapertura di tutti gli sportelli, sostengono tutte le istanze di clienti e istituzioni per mettersi totalmente al servizio del paese, impegnando tutte le capacità produttive e commerciali, senza lasciare indietro nessuno, a partire dai territori più svantaggiati, soprattutto in questo momento di particolare bisogno di credito di imprese e privati”.

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