Cronaca
Operazione dei Carabinieri

Sgominata la banda dei furti in abitazione: tra i predoni accusati di 47 colpi anche un ex poliziotto

L'ex agente, che ora percepiva il reddito di cittadinanza, era già stato arrestato con l'accusa  accusato di essere colluso con alcuni detenuti a cui venivano procurati cellulari e stupefacente

Cronaca Meratese, 16 Giugno 2021 ore 12:54

Sgominata la banda dei furti in abitazione: predoni accusati di 47 colpi. Si tratta dei malviventi che hanno imperversato anche nella frazione Sartirana di Merate e che negli scorsi mesi hanno creato non poco allarme sociale in città. Ma la lista dei furti messi a segno dagli uomini che questa notte sono stati assicurati alla giustizia dai Carabinieri della Compagnia di Merate è lunga con incursioni a Imbersago, Montevecchia, Olginate, Calco, Valgreghentino, Garlate, Calolziocorte, Carenno e Villa d’Adda. Tra gli uomini finiti in manette anche un ex poliziotto

Sgominata la banda dei furti in abitazione

L'operazione dei militari è scattata questa notte in contemporanea a Verona e a Canonica d’Adda dove i Carabinieri hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano, l'ex agente, e di quattro cittadini albanesi, dai 29 ai 56 anni, tutti indiziati a vario titolo di 47 furti in abitazione, consumati e tentati, avvenuti tra  novembre 2020 e giugno 2021. Non solo, ma tre altre persone, un uomo ed una donna di origini  albanesi ed una donna di nazionalità rumena, sono state invece deferite in stato di libertà perché, pur essendo ritenute complici in alcuni episodi, hanno svolto ruoli minori. Come detto le forze dell'ordine sono convinte che gli uomini arrestati siano i componenti della banda che ha seminato il panico nei mesi scorsi a Sartirana.

Proprio da quegli episodi, lo scorso novembre sono partite le indagini dell’Aliquota Operativa della Compagnia, in collaborazione con i colleghi della Stazione di Merate, condotte  in maniera tradizionale, ovvero con lunghi appostamenti, ma anche attraverso accertamenti di tipo tecnico. Il tutto  sotto la costante direzione della Procura della Repubblica di Lecco, che ha formulato  al Giudice per le indagini preliminari la richiesta delle misura restrittive

Quando e come agivano

Il capillare controllo del territorio delle pattuglie discretamente dispiegate anche i  borghese e il supporto delle Squadre d’Intervento Operativo del 3° Reggimento CC “Lombardia”, hanno  consentito  nei mesi scorsi di focalizzare l’attenzione su alcuni mezzi sospetti parcheggiati in zona. I militari infatti hanno scoperto che le vetture venivano utilizzate per compiere i furti anche se non erano direttamente riconducibili ad alcuni degli indagati. Indagati che erano tutti di fatto senza fissa dimora e questo ha reso più difficili le indagini. Ma i Carabinieri sono  riusciti ad individuare delle abitazioni di  appoggio situate in Comuni non distanti dalle zone verso cui poi si dirigevano per compiere le loro razzie. Gli orari preferiti per i furti erano quelli tardo pomeridiani in inverno, in cui si poteva approfittare dell’oscurità e dell’assenza delle persone da casa, e, con l’approssimarsi dell’estate, della notte fonda. Nonostante il timore di essere controllati dalle Forze dell’Ordine, i fermati hanno più volte sfidato il lockdown dettato dal Covid-19 e non si sono fatti troppi scrupoli di essere scoperti dai proprietari che dormivano in casa.  Gli arresti disposti dall’Autorità Giudiziaria hanno permesso di interrompere una spirale di furti che sarebbe continuata ad andare avanti e si sarebbe potuta acuire con il periodo vacanziero estivo visto  che, oltretutto, le persone individuate, non ricercando una stabile attività lavorativa regolare, si erano dedicate in questa attività a tempo pieno.  Classiche le modalità d’azione. Una volta individuato l’obiettivo, i ladri cercavano di entrate nell' abitazione utilizzando  vari attrezzi da scasso, che poi, al termine dei furti, venivano nascosti in diversi luoghi per eludere i controlli di polizia.

Bottino da oltre 100mila euro

Tre degli indagati sono stati fermati in autostrada, nei pressi di Verona, mentre si stavano allontanando in macchina per recarsi temporaneamente all’estero, mentre altri due sono stati sorpresi in una delle abitazioni in uso.  Durante l'operazione sono stati trovati e sequestrati numerosi arnesi da scasso e circa 5.000 in contanti. Somma che i militari   ritengono essere  parte  del bottino dei furti. Sono in corso accertamenti sui canali di ricettazione della merce rubata. E’ stato stimato che, approssimativamente, il valore della refurtiva asportata si aggiri intorno agli oltre 100.000 euro.

Tra i predoni accusati di 47 colpi anche un ex poliziotto

Nella vicenda si aggiungono anche due particolari singolari. L’italiano destinatario dell’ordinanza, il 56enne A.D., in passato era stato un poliziotto penitenziario. L'ex agente era già stato arrestato con l'accusa  accusato di essere colluso con alcuni detenuti a cui venivano procurati cellulari e stupefacente. Il 56enne da agosto 2020, percepisce il reddito di cittadinanza. Ora verranno avviate le procedure con la competente Direzione Provinciale dell’Inps per l’immediata revoca del beneficio.  Gli arrestati sono stati condotti nei carceri di Verona e Bergamo, in attesa dell’interrogatorio di garanzia da parte del Giudice per le Indagini Preliminari.