Cronaca
Aveva 57 anni

Sandro Meregalli, ex dirigente della Calcio Lecco, muore schiacciato da un albero

Lascia la moglie e due figli

Sandro Meregalli, ex dirigente della Calcio Lecco, muore schiacciato da un albero
Cronaca Lecco e dintorni, 13 Gennaio 2023 ore 12:12

Lutto in casa bluceleste: Sandro Meregalli, ex dirigente della Calcio Lecco, è morto schiacciato da un albero. La tragedia si è consumata ieri, giovedì 12 gennaio, a Plesio, sul ramo comasco del Lago.

Sandro Meregalli, ex dirigente della Calcio Lecco, muore schiacciato da un albero

Meregalli, 57 anni sposato e padre di due figli , è rimasto schiacciato da un ramo di grosse dimensioni mentre stava raccogliendo la legna in una zona boschiva di proprietà familiare.  E' successo  intorno alle 15, in località Breglia: sono stati allertati i soccorsi in codice rosso. Sul posto anche l'elisoccorso. Inutile però  l'intervento del personale sanitario, che non ha potuto far altro che accertare il decesso.

Meregalli arrivò a Lecco, tra le fila della società bluceleste, nel 2016, in un peridio decisamente "burrascoso" per il club.

Nel 2016  infatti l'allora Daniele Bizzozero venne per due volte raggiunto da provvedimenti di custodia cautelare per problemi giudiziari non collegati alla squadra. Parallelamente l’amministratore Meregalli (inizialmente responsabile del settore giovanile),  venne incaricato di intavolare trattative finalizzate alla cessione dei blucelesti a nuovi acquirenti. Un progetto che però non  raggiunse  alcun risultato concreto.

La situazione contabile si aggravò sempre più:  a maggio 2016 diversi beni societari (tra cui le panchine dello stadio Rigamonti-Ceppi e l’autobus della prima squadra) vennero  pignorati e  poi messi all’asta nei mesi estivi. Sempre nell’estate 2016 vennero  inoltre incontrate notevoli difficoltà nell’effettuare l’iscrizione al campionato 2016-2017: rivelatosi impossibile accedere alla Lega Pro, a luglio il club venne re-iscritto in extremis alla Serie D.

Il Lecco venne infine dichiarato fallito dal tribunale cittadino il 5 dicembre di quell'anno:  le cariche sociali vennero completamente azzerate e il club venne  posto in esercizio provvisorio sotto la gerenza del curatore Mario Motta, incaricato di terminare la stagione sportiva e di reggere il club fino all’asta di liquidazione.

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