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Stasera a Valmadrera serata contro il forno inceneritore

Sabato 28 terza edizione del corteo

Stasera a Valmadrera serata contro il forno inceneritore
Cronaca 24 Ottobre 2017 ore 16:00

Doppio appuntamento la questa  settimana a Valmadrera per dire no al Forno Inceneritore. Ad organizzare i due eventi è il comitato di cittadini “Spegniamo il forno”. “Siamo un gruppo di genitori e cittadini di Valmadrera e di tutta la Provincia di Lecco, liberi da logiche politiche e preoccupati per la nostra salute e quella dei nostri figli”. Questa la presentazione del gruppo.

Forno Inceneritore e salute

Si parte stasera con una serata di approfondimento. Rapporto tra salute e rifiuti inceneriti: questo il tema alla base dell’incontro. Ospite della serata che avrà luogo  alle 20.30 presso la Sala Auditorium del Centro Culturale Fatebenefratelli, sarà il professor  Federico Balestreri, Coordinatore VIS (Valutazione Impatto Sanitario) ISDE Italia. Blalestrieri ha un  Master in Tossicologia Inquinanti Ambientali presso University of Cambridge. “Durante la serata illustreremo il nostro punto di vista e soprattutto le nostre perplessità rispetto al forno inceneritore e alla realizzazione del teleriscaldamento” spiegano i membri di “Spegniamo il forno”.

Terzo corteo

E’ invece in programma per sabato 28 la terza edizione del corteo “No teleriscaldamento – No Inceneritore”. La manifestazione, colorata e soprattutto pacifica, nelle precedenti edizioni ha visto la partecipazione di oltre 650 cittadini. Tutte persone che, secondo il Gruppo sono desiderosi di “schierarsi a tutela della salute e della conservazione del territorio”.

Il programma

Il ritrovo è fissato alle 14.30 in piazza Mercato a Valmadrera. Qui i bimbi riceveranno i palloncini e inoltre verranno distribuite le maschere antismog. Alle 15 partirà il serpentone che sfilerà per le vie della città fino ad arrivare al parco di Via Canedi. La manifestazione avrà luogo con qualsiasi condizione meteo

La posizione del gruppo sul Teleriscaldamenbto

“In Lombardia bruciamo il 37% di tutti i rifuti bruciati in Italia e una buona parte dei rifuti inceneriti esce dal camino sotto forma di nanoparticelle, diossine, cancerogeni, PM10, PM 2,50 e CO2 ecc. Riteniamo che il teleriscaldamento, un’opera faraonica che implica una spesa complessiva di 80 milioni di euro per servire solo 250 utenze, sia solo un escamotage per tenere in vita un vecchio forno poco efficiente e molto redditizio. Infatti il nostro forno, non avendo il teleriscaldamento, è oggettivamente meno efficiente di altri ed essendo il 3° inceneritore più vecchio della Lombardia e 7° forno più vecchio dei 42 presenti in Italia, siamo convinti che senza il teleriscaldamento andrebbe sicuramente in dismissione”.

 

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