Raccolta firme

“Restituiteci boschi e montagne”: parte dalla Valle la petizione per allentare le misure restrittive all’aperto

E' indirizzata al Prefetto di Lecco e i  ai sindaci della Comunità Montana

“Restituiteci boschi e montagne”: parte dalla Valle la petizione per allentare le misure restrittive all’aperto
Valsassina, 23 Aprile 2020 ore 15:56

“Restituiteci i nostri boschi e le nostre montagne” . E’ questo i titolo della petizione, partita dalla Valsassina  per chiedere di allentare le misure restrittive relative all’attività all’aperto.

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Parte dalla Valle la petizione per allentare le misure restrittive all’aperto

A lanciarla, sul nostro territorio, indirizzandola al Prefetto di Lecco e i  ai sindaci della Comunità Montana, è stato Riccardo Benedetti, consigliere comunale a Introbio. “Non è farina del mio sacco – ha spiegato il promotore sul più  noto dei social network ma in origine l’idea è del valdostano Sergio Errico, ripresa nei giorni scorsi dal valtellinese Saverio Monti.
Rispetto alle precedenti ho tolto il riferimento alla possibilità di accudire orti e animali in quanto il Prefetto ha già comunicato che è possibile. Speriamo di tornare al più presto a camminare nei nostri posti bellissimi! ”

“Restituiteci boschi e montagne”: il testo della petizione

In Valsassina, ma anche in Val Varrone, Val d’Esino e sulla Riviera Orientale del Lago di Como, viviamo noi, un popolo di montanari. Noi siamo abituati alle fatiche e alle restrizioni, al lavoro manuale, al freddo e alla solitudine, ma non a vivere lontani dai nostri boschi, dai pascoli, dai torrenti. Un montanaro chiuso in casa, pur se può godere del panorama delle proprie montagne, si ammala nel corpo e nello spirito.

Siamo del tutto consapevoli della gravità dell’epidemia in corso, tuttavia crediamo che le misure per contenerla vadano adeguate a un territorio e a una popolazione, non abbia senso prenderle dalle città ad alta densità e semplicemente applicarle alla montagna.

Chi va a camminare nel bosco da solo o con la sua famiglia, chi va a far legna, a coltivare l’orto, chi porta il suo bambino in un prato non può contagiare né essere contagiato da nessuno. Queste attività sono i fondamenti della nostra vita quotidiana, e un bosco è luogo molto più sicuro dal virus rispetto ai supermercati o agli uffici dove ci è concesso andare. La distanza dagli altri non ci preoccupa troppo, e il mantenerla, nel prossimo futuro, diventerà una responsabilità individuale, non una legge da far rispettare a suon di multe: per cui meglio cominciare a essere responsabili fin da ora.

Premesso che la nostra richiesta vuole evidenziare un aspetto che riguarda il singolo cittadino senza invadere le altre attività previste nei decreti che sono di competenza di chi ci governa a tutti i livelli,

chiediamo

Al Prefetto della Provincia di Lecco e ai Sindaci del territorio, per il benessere dei suoi abitanti e rispettando le norme sanitarie che saranno indicate, di essere trattati come cittadini adulti e consapevoli e quindi di allentare da subito le regole relative all’attività motoria e permettere, ai singoli e ai componenti dello stesso nucleo familiare, di effettuare attività motoria all’aperto.

PER FAVORE, RESTITUITECI I NOSTRI BOSCHI E LE NOSTRE MONTAGNE!

(La foto di copertina è quella scelta dai promotori della petizione lanciata su https://www.change.org/)

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